Valle D’Aosta: Distanziometro per le sale da gioco

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Con fermezza si è spesso affermato che il “distanziometro”, e le fasce orarie di accensione delle slot machine, non possono essere strumenti che possono contribuire al contrasto del gioco problematico: e non solo, si asserisce che l’unico obbiettivo che raggiungono è quello di concretizzare l’effetto espulsivo per il gioco lecito, argomento che in questi ultimi tempi sta facendo scorrere fiumi di parole. E come se non bastassero i territori del Piemonte, della provincia di Bolzano, dell’Emilia Romagna, in questi giorni si è aggiunta anche la Valle d’Aosta dove dal 1° giugno il gioco d’azzardo pubblico diventa “fuorilegge” per merito della Legge Regionale che è entrata in vigore insieme ai soliti distanziometri e fasce di accensione, persino quelle situate all’interno delle sale da gioco. Come è già successo in altre Regioni consorelle, ciò ha buttato nello sconforto tutta gli operatori valdostani sollevando dubbi interpretativi della stessa norma: si annunciano, come era evidente che accadesse, ricorsi e contro-ricorsi che porteranno via danaro, tempo, impegno nervoso riempiendo di assoluta irrequietezza la vita commerciale delle attività ludiche.

Si deve sottolineare che le normative inserite nella Legge della Valle d’Aosta sono state “anticipate” rispetto alla normativa del 2015 che prevedeva “l’ingresso dei divieti” entro i cinque-otto anni successivi: questo anticipo è stato deciso nel mese di dicembre 2018, in virtù di una modifica approvata dal Consiglio Regionale. Il primo a sollevare “dubbi ed incertezze” sull’interpretazione di questo “dato di fatto” è la Federazione Italiana Tabaccai che ritiene la norma messa in campo alquanto nebulosa: soltanto che quando è stata emessa nel 2015, considerando che prevedeva i tempi di entrata in vigore dopo cinque-otto anni, nessuno si è preoccupato ad oltranza. Poi, quando a dicembre 2018 si è deciso di anticiparla al 2019 tutti gli addetti ai lavori si sono allarmati ed ora, conseguentemente, chiedono chiarimenti. Una cosa che è emersa, e che forse dissente dall’intenzione politica iniziale che era quella di colpire gli apparecchi di gioco con vincita in danaro, è che oggi la legge sembra essere applicabile a tutti i tipi di giochi… anche ai gratta&vinci.

Forse, questa “incongruenza” potrebbe anche essere attaccata: altro punto che richiede chiarezza è il fatto che questa legge potrebbe essere applicabile anche al Casino di Saint Vincent ed al suo sito di casino italiano, cosa che comporterebbe veramente “un grosso guaio” per questa struttura, considerando che le Case da Gioco nostrane non stanno certo passando uno dei loro periodi migliori! La situazione di diffusa confusione si rinnova anche in Valle d’Aosta come già successo per la provincia di Bolzano e per il Piemonte, dove gli operatori leciti che operano sul territorio vengono assaliti da una insolita rassegnazione sopratutto per l’assoluta mancanza di risposte delle istituzioni ai chiarimenti richiesti. Anche qui il settore ha sottolineato la mancanza di certezza, in base agli studi che sono stati effettuati, che il “distanziometro” possa servire “a qualcosa per quanto riguarda il contrasto al gioco problematico”: ma sia per questo territorio che in linea generale nessuno delle istituzioni risponde, nessuno si esprime sull’inutilità di questo strumento.

Nessuno si prende impegni o responsabilità che possano chiarire questa sensazione, ma sopratutto nessuno si preoccupa dei risvolti che questa legge “anticipata in modo dissennato” potrà provocare relativamente all’occupazione sul territorio valdostano. E questo è ancora più grave di non dare risposte agli addetti ai lavori del mondo del gioco pubblico! Anche perché a causa di questa legge tante sale dovranno chiudere, licenziare i dipendenti con tutte le conseguenze immaginabili che si sono già verificate altrove. Come è altrettanto immaginabile che tanti non si adegueranno alle nuove normative, verranno elevate sanzioni alle quali ci si opporrà con i ricorsi ai vari Tar della Regione: si spera solo che i chiarimenti arrivino, altrimenti anche questo territorio sarà “ostaggio” della Legge sul Gioco che lascerà spazio all’ingresso del gioco illecito. Ed è lo “stesso iter” che si ripresenta su altri territori dove esiste assolutamente “l’effetto espulsivo”.

Una contestazione ulteriore che farà, senza dubbio, parlare a lungo è quella esternata da As.Tro, associazione che tutela i gestori del gioco: in tutta la Valle d’Aosta esistono 750 Awp, ma 600 stazionano nel Casino di Saint Vincent che è aperto h/24 e di cui, fra l’altro, la Regione è socia per il 99%: strano, quindi, che la stessa regione voglia combattere il gioco problematico con l’emissione di questa legge, considerando che è proprietaria di una Casa da Gioco! Che dire su questa dichiarazione? Per affrontare anche questa situazione bisognerebbe ricorrere alla Legge Nazionale sul Gioco che diventa sempre più “aspettata ed indispensabile”, ma della quale ancora oggi non si sente parlare: non si conosce quando ed in che forma arriverà sempre sperando che la nomina a sottosegretario di Villarosa voglia significare qualcosa per tutto il mondo del gioco pubblico e che non rimanga fine a sé stessa e non porti a nulla di buono per tutte le imprese che lo compongono, insieme ai suoi operatori ed agli addetti ai lavori.

Ed, infine, si spera ardentemente che la riorganizzazione nazionale arrivi: altrimenti, se si prosegue di questo passo, tante attività ludiche chiuderanno e si concretizzerà un danno irreversibile: ma la politica “fa orecchio da mercante”, almeno sino a questo momento. Alle varie incertezze interpretative non poteva che esserci, però, almeno la risposta della Regione che si lamenta che i dubbi interpretativi nascano proprio ora, al momento dell’entrata in vigore della Legge sul Gioco del 2015. Ovviamente, ci sarebbe stato tutto il tempo per poter affrontare questa situazione di incertezza, come non dovrebbe esistere alcun dubbio a chi la Legge si rivolge con le sue norme. Nell’articolo 2 della stessa, infatti, si chiarisce quali siano i tipi di gioco permessi e quelli che, invece, saranno vietati: sono le slot machine e tutte le altre forme di gioco lecito che sono coperte dalla concessione statale, mentre il gratta&vinci è esente dal divieto poiché è in sub-concessione. Sarà una spiegazione sufficientemente chiara? L’argomento, secondo chi scrive, è ancora aperto: si preparino i Tar, quindi, a fronteggiare una possibile “ondata” di ricorsi…

Giugno 11, 2019: •
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