Un’Italia virtuosa che difendo il mondo del gioco d’azzardo

istituzioni italiane chiamata a difendere il gioco azzardo legale sicuro e responsabile

Chissà se davvero un risultato raggiunto in questi giorni da un’Italia virtuosa, e che si è esposta relativamente alla “difesa” dell’uso moderato dell’alcool, potrebbe affiancarsi anche alla “difesa” del normale uso del gioco d’azzardo e dei nuovi e migliori casino con slot machine: due comparti diversi che, però, indiscutibilmente, se non approcciati nel senso giusto possono provocare “identiche devianze” pericolose per coloro che vengono coinvolti in entrambi i settori. Però, tale risultato “virtuoso” forse anche inaspettato, potrebbe essere seguito da un percorso comune dei due comparti in modo che anche il gioco d’azzardo possa, quindi, trovare quel sostegno che l’alcool è riuscito ad ottenere. Senza ombra dubbio i detrattori di uno o dell’altro settore saranno decisamente contrariati per questo risultato, ma finalmente potrebbero anche accettare il principio che trovare un giusto equilibrio “in tutto” sarebbe l’ottimale per riuscire a godere di una vita da un lato virtuosa e dall’altro gioiosa e soddisfacente da non criticare assolutamente.

Ovviamente, chi ama il mondo del gioco come chi scrive queste righe, si augura di poter essere vicini a questa sinergia anche se quando si parla di gioco d’azzardo si parano sempre dinnanzi “forze immani” che demonizzano ancora oggi il gioco d’azzardo legale, chi lo frequenta, chi lo produce, chi lo distribuisce, pure i suoi lavoratori e sopratutto chi vi investe: ammesso che vi siano ancora imprenditori che abbiano il malaugurato senso dell’autodistruzione e vogliano cimentarsi nel business del gioco convinti che un comparto statale come quello del gioco pubblico sia positivo, legale, soddisfacente e tuteli sul territorio la legalità, la sicurezza, il divertimento. Oggi, di conseguenza, si vuole proprio vedere questa “svolta virtuosa” che è riuscita a raggiungere “l’uso moderato dell’alcool”: in pratica si è ottenuta l’approvazione in Parlamento Europeo del rafforzamento delle strategie per contrastare l’abuso di alcool, ma il reinserimento sulle etichette del concetto della pericolosità dell’abuso di alcool e non solo del suo uso.

Modifica questa sostenuta a gran voce dalla politica italiana che si è mossa con grande piglio a difesa della filiera vinicola produttiva nazionale: quindi, per il nostro Paese e per il vino italiano è stato un successo su tutti i fronti. Anche se, obbiettivamente, il concetto di questo reinserimento sembra un principio introdotto dal buonsenso: adesso è stato sancito che la misura in cui il vino e le altre bevande alcoliche possono costituire un rischio risulta soltanto se queste vengono acquisite in modo significativo, dalla quantità e dalla qualità del prodotto consumato, ma anche dalla predisposizione personale e genetica e dal modello in cui vengono consumate le bevande alcooliche. Diventa, quindi, indispensabile da qui in poi distinguere il consumo moderato dall’abuso, sulle etichette saranno esclusi avvertimenti tipo quelli presenti sul pacchetto di sigarette e, sopratutto, in questa operazione è stato scongiurato il divieto di pubblicità, cosa che si vociferava potesse essere reale.

Al momento, le sponsorizzazioni per esempio della birra in manifestazioni sportive, come la Champions League, potranno continuare a capeggiare con grande respiro di sollievo per per Aziende coinvolte. Ed è esattamente qui che si vorrebbe opporre il principio: “Perché questo cammino non potrebbe essere percorso anche per il gioco d’azzardo e le scommesse online? Altrimenti davvero per il settore ludico sembrerebbe davvero una beffa visto e considerato che ancora oggi il settore viene considerato pericoloso ed a rischio per la salute pubblica: però, a differenza degli alcolici, il gioco in generale non provoca la morte come invece purtroppo accade a chi abusa dell’alcol, diventa alcolista ed ancor di più. Quindi, quella linea del buon senso che è stata applicata “con l’uso moderato di alcol” e che è stata così in modo veemente “sponsorizzata” dalla politica italiana per salvaguardare gli interessi della filiera viti-vinicola del Paese, continua a non essere applicata, oppure meglio a non voler essere applicata nei confronti del gioco.

In più, come ben si sa per quello che riguarda il settore ludico una certa politica ha studiato e messo in campo il divieto totale della pubblicità al gioco, alle applicazioni mobile di casino con slot ed alle scommesse che ha creato uno scompenso economico senza pari al comparto. Due pesi, due misure per due settori che potrebbero rappresentare un grande “pregio” per l’economia del nostro Paese. Ma uno è stato un settore “favorito” mentre l’altro non lo è indubbiamente da anni! La politica ha “sentito” di mettersi in gioco e difendere strenuamente il vino salvandolo da una “falsa e troppo forte etichettatura piena di ‘avvertenze’ letali per il suo consumo”, mentre per il gioco si è attuato il divieto senza che fosse l’Europa a suggerirlo. La nostra politica ha fatto tutto di sua volontà anche contravvenendo a ciò che aveva “raccomandato” proprio la stessa Europa che sollecitava i vari Paesi Membri a non vietare la pubblicità essendo “strumento” idoneo per i consumatori a scegliere e comprendere se si sta giocando con il gioco legale o con quello che invece non lo è.

Strumento che è stato eliminato abbastanza “brutalmente e velocemente” da una parte politica che ancora oggi insiste nell’organizzare campagne contro il mondo dei giochi e che con questo divieto totale è riuscita a spiazzare in parte i consumatori che a volte si trovano a confrontarsi con un gioco illecito quasi senza saperlo o non sapendolo riconoscere. E serve anche non dimenticare che questa “raccomandazione” del 2014 della Commissione Europea è tuttora in essere ed andrebbe rispettata poiché sostiene quanto sia importante il mantenimento del gioco legale, ed anche del poker online sicuro, per consentire la sua scelta e farlo distinguere dal gioco illecito, purtroppo molto presente anche a livello internazionale. Ciò anche se la Commissione Europea non deve intervenire sulle regolamentazioni dei vari Stati relative all’ordine pubblico, come quella del gioco, e lascia in ogni caso liberi i relativi Regolatori di emettere norme che ritengano eque per le loro realtà territoriali; infatti, la stessa Commissione Europea si limita ad una indicazione generale, attraverso quella famosa “raccomandazione” di cui si è parlato più sopra.

Pubblicazione: 19 Marzo 2022 ore 18:00

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