Un miracolo per il gioco d’azzardo che mai si è avverato

settore dei giochi si aspettava il miracolo di vedere il riordino con il governo dimissionario

Fino all’ultimo, ed anche dopo, alla notizia della crisi di Governo ed alle dimissioni di Mario Draghi tutta l’industria del gioco e dei nuovi casino online legali italiani ADM ha sperato davvero che avvenisse il “miracolo” e che quella famosa Legge Delega sul Gioco avrebbe potuto vedere la luce anche in una situazione di impasse come quella della politica attuale. Senza dubbio il mondo ludico si è reso ben conto che con tutte le problematiche che ancora il Governo Draghi è chiamato a cercare di risolvere con le ultime incombenze da portare a termine sopratutto con le promesse effettuate all’Europa, non ci sarebbe assolutamente spazio per il riordino nazionale del gioco anche perché non può certamente essere considerato un “affare corrente” poiché la stessa Legge Delega non era arrivata al Consiglio dei Ministri e quindi il suo iter non era neppure cominciato. E ciò a dispetto delle tante promesse e delle diverse assicurazioni messe in campo da Federico Freni, sottosegretario ai giochi.

Forse l’unico “politico” al quale sarebbe interessato davvero che si giungesse ad una soluzione realistica almeno della Questione Territoriale che da troppo tempo incombe su tutte le attività di gioco pubblico che devono convivere da anni con questa “spada di Damocle” che non consente di lavorare come dovrebbe fare una “Riserva di Stato” tutelando la legalità e la sicurezza sul territorio. Così non accadrà ed il settore dovrà mettersi in un angolo a “leccarsi le ferite” aspettando che il nuovo Esecutivo voglia impadronirsi della bozza della Legge Delega “che vagola raminga” nei corridoi del Parlamento e che aspetta di accompagnare l’intero comparto verso il suo riordino nazionale. Purtroppo, le dimissioni di Mario Draghi, uomo pragmatico e “figlio” di Bruxelles, avranno sulla nostra economia, sul nostro accreditamento europeo, e sulla soluzione delle tante criticità economiche che attanagliano il Paese un contraccolpo che si spera di riuscire ad affrontare.

Ma da come si svolgono i primi giorni di campagna elettorale, che sembra già “ben avviata con scambi di “insulti” e frasi discutibili, gli italiani dovranno affrontare un periodo burrascoso che si va ad aggiungere a quello economico che avrebbe dovuto essere più lieve con gli interventi del Governo Draghi, con il Dl Aiuti che tutti stavano aspettando per essere sostenuti anche in parte minima dallo Stato come è stato fatto con il bonus di 200 euro che è stato una goccia nel mare: ma, meglio una goccia che la siccità totale con la quale ci si dovrà confrontare e non solo nell’economia, ma anche con questo clima che non dà tregua e che lascia anche una scia di comportamenti atipici e non solo da parte dei politici. Sicuramente, nessuno si aspettava di passare un’estate rovente come quella che si è presentata e di certo la politica e le prime considerazioni ed esternazioni da parte dei differenti schieramenti non lasciano percepire nulla di positivo.

Esiste già una cruenta battaglia in atto, e chissà se tra questi schieramenti, ma sopratutto tra tutti gli attuali politici, può emergere qualcuno che possa fare meglio di quello che ha fatto Draghi. Nei suoi 17 mesi “qualcosina” è stato fatto, ma ci sarà sempre e comunque qualcuno discordante e che sentenzia che “avrebbe potuto fare meglio”: si vedrà cosa succederà alle elezioni che almeno avranno un risultato “espresso dal popolo” visto che è un po’ di tempo che ciò non accade! Al mondo dei giochi non rimane altro che aspettare ottobre ammesso poi che le “altre criticità” non precipitino e che anche con il nuovo Esecutivo, di cui non si riesce ad intravedere la formulazione ed il colore prevalente, le nuove normative relative al comparto ludico non slittino “in coda” alle decisioni importanti da acquisire per risolvere i problemi che il Paese avrà post elezioni! Insomma, di positivo non si vede nulla, salvo il profondo rammarico di questa crisi che non depone di certo a favore della nostra economia e per la nostra ricrescita.

Tutti oggi dichiarano che avrebbero fatto meglio di Draghi e del suo Governo e quindi si sarà costretti a vedere cosa faranno i suoi successori e se avrà fine la “storia infinita della Questione Territoriale” che stringe il gioco pubblico in una morsa dalla quale non riesce a sottrarsi nonostante i vari Governi che sono succeduti: l’unico intervento che le istituzioni mettono sempre in campo nei confronti del gioco è la latitanza, l’indifferenza, la noncuranza. Di questo gli operatori ed i lavoratori del gioco ne hanno fatto il pieno che però inspiegabilmente ha reso il settore più forte, più unito, prontissimo a guerreggiare e difendere ciò che è stato creato in tanti anni. E non si vorrebbe vanificare tutto proprio oggi dove il settore del gioco si sente pronto e come un sol uomo vuole difendersi strenuamente da chi (o da quale schieramento politico) lo vorrebbe eliminare dalla vita dei cittadini che lo ricercano con una certa assiduità. D’altra parte a chi non piace rilassarsi e divertirsi “senza fare del male a nessuno”?

Il gioco, rapportato al fumo all’alcol ed alle droghe ha una percentuale di incidenza decisamente inferiore: ma non per questo si deve affermare che le sue derive non esistono. Serve avere il coraggio di accettarle, ma è d’obbligo prevenirle e contrastarle con strategie mirate e non serve l’indifferenza e la carenza di interventi addossando tutte le colpe possibili a chi investe nel business del gioco diventando rappresentante dello Stato. Però nei confronti delle “altre derive” non sono mai state messe in campo tante forze negative come si sta facendo da anni per il mondo dei giochi. Sopratutto non si riflette sulla cosa più banale: se dagli scaffali dei supermercati sparisse l’alcol le persone forse non berrebbero più? E se dai tabaccai non si vendessero più le sigarette? E della droga cosa si può dire che risulta devastante per i più giovani? Ma si parla soltanto del gioco senza evidenziare che la maggioranza delle persone gioca con consapevolezza: ma ciò non interessa, sopratutto ai perenni detrattori che continuano ad opporsi al gioco per mera ipocrisia.

Pubblicazione: 16 Agosto 2022 ore 18:00

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