UK: Si vogliono eliminare le carte di credito dal gioco d’azzardo

uk gioco azzardo senza carte di credito

Il mondo del gioco d’azzardo e quello dei migliori casino legali, in particolare quello online che ovviamente non ha né limiti né confini, coinvolge la regolamentazione di tanti Stati che ogni realtà provvede a normare nel migliore dei modi in base al proprio sistema di vita per tutelare i propri cittadini, i minori e naturalmente i rispettivi territori. Più di una volta Stati diversi si sono dovuti confrontare con leggi sul gioco persino incompatibili ed è evidente che questo comporti qualche problema negli “scambi” di gioco. Proprio per questo motivo, in diverse occasioni, alcuni Regolatori si sono rivolti alla Commissione Europea per richiedere pareri od interpretazioni ritrovandosi, però, quasi sistematicamente di fronte ad una “chiusura” da parte della stessa Commissione che desidera lasciare libertà di decisione autonoma agli stessi Stati in maniera che vengano applicate le varie dinamiche relative al gioco d’azzardo.

In sostanza, dalla Commissione Europea viene riconosciuta agli Stati la significativa differenza morale e culturale per l’eventuale atteggiamento da assumere nei confronti della gestione del gioco d’azzardo ed in assenza, ancora oggi, di una normativa europea specifica in questo campo, gli Stati membri sono liberi di fissare la propria linea e la propria politica nella gestione del livello di protezione dei rispettivi territori. Ricade, in capo ad ogni singolo Stato, il potere di un ampio margine di restrizioni per la fornitura di tali servizi per la protezione dei consumatori e dei minori ed anche, ovviamente per la lotta contro il disturbo del gioco d’azzardo. Così si sottolinea che ad oggi, la Commissione Europea non sta prendendo in considerazione alcuna possibilità di un’armonizzazione del quadro normativo europeo per il gioco d’azzardo, anche se questo naturalmente procura perplessità, considerando che il fenomeno del gioco d’azzardo sta toccando svariati punti del Pianeta.

Di conseguenza, la posizione della Commissione Europea è e rimane quella di non procedere alla istituzione di un qualsivoglia quadro giuridico a livello comunitario in materia di gioco: ma, indipendentemente da questa “presa di posizione” a livello europeo, da parte della stessa Commissione si riconosce quante siano le problematiche che possono farsi risalire alla gestione del fenomeno del gioco e comprende perfettamente gli sforzi che gli Stati Membri mettono in campo per garantire una protezione dei consumatori ad alto livello. Nonostante questo, rimane ancora in primo piano la raccomandazione della Commissione Europea del “lontano” 14 luglio 2014 relativa ai principi della protezione degli utenti-giocatori online, così come la prevenzione relativa all’uso del gioco online da parte dei minori: considerati gli sforzi da parte di ogni Stato, la Commissione suggerisce di raccogliere ogni possibile dato relativo ai giocatori che si sono autoesclusi e coloro che soffrono del disturbo del gioco d’azzardo.

Entrambi questi elementi sono importantissimi per avere un quadro generale europeo e per questo la Commissione ha facilitato la messa a punto di un accordo di cooperazione amministrativa tra i Regolatori del gioco d’azzardo che prevede, innanzi tutto, lo scambio di informazioni sugli studi e le esperienze in materia di derive e di dipendenze da gioco d’azzardo. Però, mentre la Commissione Europea, purtroppo, “è ferma” alla sua raccomandazione risalente al 2014 “c’è chi si muove, invece, con una certa fretta e prevenzione”: ed è la Gambling Commission britannica che, oltre a regolamentare con estrema attenzione il gioco d’azzardo sul proprio territorio, chiude la strada all’uso delle carte di credito per il gioco sia online che terrestre, imponendo anche l’obbligo di iscrizione a Gamstop. Infatti, si richiederà a tutti gli operatori di gioco online di partecipare al sistema di auto-esclusione Gamstop e di offrirlo ai propri clienti, poiché è da considerarsi un intervento più che valido per prevenire che coloro che si sono auto-esclusi vengano “tartassati” dal marketing diretto.

Questo strumento è importante e se usato in combinazione con il blocco delle carte di credito dovrebbe essere un ottimo deterrente. Tale decisione, che diverrà esecutiva dal mese di aprile 2020, è discesa anche dalle stime di Uk Finance, associazione che rappresenta trecento aziende che forniscono servizi bancari, che attestano che 24 milioni di adulti giocano d’azzardo e di questi quasi la metà gioca online: sono 800mila circa i consumatori che usano le carte di credito per il gioco. Sempre la Gambling Commission giustifica il proprio intervento poiché ritiene che il gioco convogliato con la carta di credito può comportare gravissimi danni finanziari ed il divieto imposto dovrebbe ridurre al minimo il rischio per i consumatori di usare, per il gioco, danaro di cui non sono in possesso. Ci sono, purtroppo, esempi di giocatori che a causa della “troppa disponibilità” sulla propria carta di credito hanno accumulato decine di migliaia di sterline di debito: un ulteriore indebitamento è da far risalire anche al notevole importo delle commissioni addebitate per l’uso delle carte che potrebbe “invogliare” il giocatore a giocare sempre di più per recuperare le perdite.

Anche se non tutti i giocatori incorrono in questa problematica, poiché “sanno come usare perfettamente le carte di credito” per particolari rapporti che intervengono con determinati giocatori ed i relativi istituti di credito, per la “massa” la gestione della carta di credito in relazione al gioco d’azzardo risulta alquanto difficile e pericolosa. Da qui il divieto imposto. Divieto che verrà monitorato con attenzione per valutarne i “risultati”: ma tutto questo dovrà essere accompagnato da altri sforzi che sono già stati messi in campo dagli stessi operatori del gioco in collaborazione con gli istituti bancari proprio per far percepire ai giocatori che possono giocare solo quattrini di cui hanno la disponibilità e che possono spendere senza correre seri rischi. Senza dubbio esistono milioni di giocatori che si avvicinano al gioco responsabilmente, ma esiste anche una quantità di persone che hanno avuto la propria vita “scombussolata” dal gioco problematico e così pure le loro famiglie. Il divieto dell’uso delle carte di credito per il gioco vuole significare un piccolo aiuto, od un sostegno, per coloro che non si approcciano al gioco con responsabilità.

Febbraio 8, 2020: •
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