Torna protagonista l’effetto espulsivo messo in atto dalle Regioni

torna preponderante il discorso su effetto espuslivo delle regioni italiani nei confronti del gioco azzardo

Tra le tanti disquisizioni di queste ultime settimane, tra le criticità poi superate anche a mezzo della politica del puro intrattenimento, il riordino nazionale del gioco, e dei casino nuovi con slot migliori, che di certo non arriverà come sperato, la crisi di Governo e le dimissioni di Mario Draghi che hanno messo in discussione quel poco o quel tanto che si stava facendo per l’intero settore ludico, in questi giorni ritorna alla ribalta l’ormai arcinoto effetto espulsivo. “Calamità ludica” che decisamente va a braccetto con la vecchissima Questione Territoriale che tiene oggi in sospeso una sentenza relativa al ricorso inoltrato da una società titolare di due sale giochi che sono coinvolte appunto nel disastro sempre latente dell’espulsione con la quale il gioco pubblico troppo spesso ed ancora su troppi territori è costretto a confrontarsi ed a far di conto. Ovviamente, inutile sottolineare che il tanto atteso riordino nazionale avrebbe potuto mettere quasi certamente fine a questo stillicidio ludico diventato insopportabile ed insostenibile.

Ma vista la situazione politica che il Paese sta attraversando in questo momento tale desiderio non si avvererà, e rimarrà purtroppo tale. Proprio in conseguenza di ciò i Giudici dei vari TAR saranno nuovamente costretti ad affrontare i crudeli dettami delle tante volte richiamate Leggi Regionali “capestro” riuscendo a volte a prendere addirittura le difese delle attività di gioco, pronunziandosi con sempre più frequenza “contro” le ordinanze comunali. Come pare già accada in ciò che oggi “ci piace” raccontare e che si sviluppa in quel di Bologna presso il relativo TAR e che si concretizza nel territorio emiliano-romagnolo: controversia che si svolge nei termini che si vanno a specificare e che coinvolge una sala di scommesse situata a Reggio Emilia. Oggetto del ricorso è la legittimità di un provvedimento del Comune di Reggio Emilia che ha ricompreso le due sale giochi di che trattasi tra quelle che non rispettano la distanza imposta dalla Legge Emilia Romagna sul gioco che impone un distanziometro di 500 metri.

Fra parentesi una delle due sale scommesse è già stata chiusa volontariamente per le questioni economiche conseguenti all’onda lunga dell’emergenza pandemica. Per opporsi al provvedimento adottato dal Comune di Reggio Emilia la società ricorrente ha fornito, come da suo onere, elementi relativi alla delocalizzazione che sostengono quanto sia estremamente esiguo lo spazio disponibile per questo incombente. Infatti si parla dello 0,04% che sarebbe da ritenersi idoneo per un eventuale spostamento: di contro, la Amministrazione comunale, nonostante fosse un suo obbligo, non ha allegato alcun elemento per confutare quanto esposto dal ricorrente operatore delle sale scommesse. Proprio per questo motivo i Giudici del TAR adito ritengono necessaria una precisa verifica che chiarisca se, tenuto conto dell’attuale conformazione urbanistica del Comune di Reggio Emilia, si determini veramente l’impossibilità di localizzare sul territorio comunale la presenza di alcuna sala gioco o sala scommesse e quale sia realmente la percentuale di territorio in cui tale preclusione verrebbe ad esistere e ciò con certezza ragionevole.

La stessa verifica dovrebbe anche contemplare se tenuto conto della presenza delle sale da gioco e delle sale scommesse in esercizio in ambito locale nonché della presenza dei cosiddetti luoghi sensibili derivanti da una mappa realizzata dall’Amministrazione comunale l’applicazione della disciplina relativa alla delocalizzazione delle attività di gioco nel medesimo territorio consentisse il trasferimento e la prosecuzione dell’attività commerciale ludica in altro luogo: sin troppo ovvio sottolineare che il detto trasferimento sarebbe da effettuarsi da parte degli altri operatori destinatari dello stesso divieto imposto dalla legge. Sono esattamente queste le richieste esposte dai Giudici del TAR di Bologna al Comune di Reggio Emilia dalle quali “discende la non decisione definitiva” sul ricorso presentato, come già indicato più sopra, da una società titolare di due sale scommesse ubicate sulla realtà territoriale di Reggio Emilia: ricorso presentato non solo nei confronti del già citato Comune di Reggio Emilia, ma anche nei confronti della Regione Emilia Romagna.

Atto con il quale si richiede appunto di annullare la delibera della giunta comunale con cui si prevedono le modalità del divieto di “esistere” alle sale gioco e sale scommesse ed il medesimo divieto di una nuova installazione di apparecchi di intrattenimento, meglio conosciute come slot machine, nonché si rende nota la mappatura dei luoghi sensibili nella prossimità dei quali non dovrebbe sopravvivere alcuna attività legale di gioco. In attesa di questa verifica come anticipato nelle righe precedenti, i Giudici del TAR si sono espressi in “una non decisione definitiva” aspettando le suddette verifiche richieste ed affidate al Direttore del Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano. Questa “non delibera” riesce anche a far sorridere chi ama il gioco d’azzardo: infatti, in mezzo alle tante negatività che in queste settimane rendono la vita in generale piuttosto pesante “ci piace” interpretare questa “non delibera” come un punto segnato a favore del gioco contro le istituzioni anche se senza dubbio “non ci piace” andarvi contro, ovviamente.

Ma in questo caso una piccola vittoria può soltanto far bene al cuore in un momento dove tutta la fiducia e la speranza nelle istituzioni e nei suoi provvedimenti è venuta indiscutibilmente a mancare! Onestamente la fiducia da parte del mondo dei giochi nei confronti del Governo di Mario Draghi era davvero tanta e vederlo “svanire” senza forse un vero motivato perché ha chiuso quelle strade che inaspettatamente sembravano essersi aperte con la futuribile Legge Delega sul Gioco che avrebbe portato gioia e ricchezza al settore, come la chiusura di una bella favola a lieto fine. Ma così purtroppo non sarà e chissà quanto altro tempo servirà attendere prima che il riordino del gioco rientri nelle priorità del nuovo Governo che non sarà operativo se non ad ottobre. Ed intanto… il gioco continua a fare i suoi consueti salti mortali che si è così ben allenato a fare che oggi riesce a farli quasi a perfezione, ma con poco tornaconto economico e con tanta incertezza nel futuro.

Pubblicazione: 16 Agosto 2022 ore 22:30

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