Il gioco d’azzardo non può neppure manifestare in piazza

gioco niente manifestazioni di protesta in piazza

Non solo il mondo dei giochi e dei migliori casino italiani è chiuso da ottobre 2020, distrutto economicamente ed anche psicologicamente poiché gli addetti ai lavori non sanno più cosa inventarsi per poter mantenere “vive aziendalmente” le proprie imprese mai sostenute sul serio dalle risorse o sostegni istituzionali: in questi giorni, addirittura, il gioco è stato bloccato nella manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi al Raccordo Anulare a Roma da un enorme dispiegamento di Forze dell’Ordine in tenuta anti-sommossa che si è schierato per fronteggiare imprenditori e lavoratori del mondo ludico che si stavano radunando per portare avanti, ancora una volta, le proprie richieste e sottolineare quanto la situazione delle attività del gioco pubblico siano in uno stato di estrema prostrazione. Quel gioco pubblico che, ancora una volta quindi che avrebbe voluto farsi vedere e sentire in piazza per attenzionare la politica, che è quella che dovrebbe sbloccare la situazione: ma questa volta sono stati “bloccati sul nascere” per la paura probabilmente che il blocco al raccordo anulare avrebbe creato troppi problemi ai cittadini ed alla circolazione.

Forse per questo si spiega lo schieramento di una ventina di camionette ed un “esercito” tra polizia e carabinieri per non consentire lo svolgimento di questa manifestazione e stroncarlo sul nascere, cercando di identificare i manifestanti fermi appunto in un Autogrill, luogo fissato per l’appuntamento tra lavoratori ed imprenditori, per coordinare le operazioni di questa “riunione del mondo dei giochi d’azzardo legali” indirizzata, come detto, alla politica per sollecitare la riapertura di tutte le attività ludiche, chiuse davvero da troppo tempo. L’Associazione Gestori Scommesse Italia e Gioco Legale hanno sottolineato che tale spiegamento di Forze non era affatto giustificato ed è intervenuto per bloccare “come se fosse stato composta da delinquenti” una manifestazione tranquilla come tutte quelle precedenti che sono riuscite a sensibilizzare almeno un pochino, l’opinione pubblica e parte della politica e che hanno “smosso qualcosa”: infatti almeno si è iniziato a parlare di una possibile data di riapertura anche per questo settore.

Però, purtroppo, questa manifestazione romana non ha neppure potuto iniziare anche se le Forze dell’Ordine si sono impegnate a far arrivare tutte le richieste del mondo dei giochi sia al Premier Draghi che al neo-sottosegretario Durigon. Ma ovviamente non è la stessa cosa che riuscire a portare a termine una manifestazione ben organizzata, tranquilla e senza violenza. Si può dire purtroppo che il gioco oltre a stare zitto dopo quasi un anno di chiusura non può far presente direttamente le sue esigenze alle istituzioni con l’unica arma che può “cavalcare”: quella della protesta civile. Ora lo si blocca anche in questo senso e non si può certo dire che possa sembrare una cosa giusta e democratica, anche perché tutte le altre manifestazioni portate a buon fine non hanno creato disagi particolari, se non al traffico, ma hanno invece fatto arrivare a chi di dovere le richieste del settore ludico e delle app casino, che rappresenta la legalità sul territorio. E questa cosa non dovrebbe mai essere dimenticata, ma che invece evidentemente le istituzioni si scordano.

Come “si scordano” che il mondo ludico, compreso il settore delle scommesse sportive online, è a rischio di fallimento per l’assurdo lockdown cui è stato sottoposto e che ha messo in condizione gli stessi imprenditori di non poter più mantenere le proprie aziende, i propri dipendenti e le proprie famiglie. Probabilmente questa ulteriore manifestazione sul Grande Raccordo Anulare di Roma ha creato preoccupazione. Ma, purtroppo, il gioco non riesce a trovare altro sistema per le mancate risposte “ai suoi bisogni” anche di questa politica nella quale si erano riposte tante speranze e che invece sino ad oggi ha deluso: la nomina di Claudio Durigon a sottosegretario lascia aperto uno spiraglio alla speranza che possa “caldeggiare” la riapertura delle attività, ma sino ad oggi senza alcun realistico risultato. E questo blocco della manifestazione non ha certamente contribuito a sostenere il morale degli imprenditori del gioco che vedono chiusa anche questa strada per sottoporre le proprie esigenze “a chi di dovere”.

Non si deve dimenticare, sopratutto, che tutte le altre manifestazioni del gioco, compresi i siti di casino con bonus, si sono svolte con estremo rispetto delle norme per il contagio. E non solo: indiscutibilmente, gli eventi che si sono svolti non hanno creato alcuna problematica all’opinione pubblica che si è invece sensibilizzata alle tematiche dei lavoratori del gioco che stanno per conoscere correttamente soltanto nel frangente delle manifestazioni di piazza. Infatti, soltanto in quelle occasioni i cittadini comuni hanno potuto avvicinarsi alle esigenze di tutta l’industria del gioco conoscendone anche i risvolti del sociale che il settore porta avanti da tempo. Primo tra tutti l’occupazione, poiché il settore impiega circa 150mila lavoratori che oggi non sanno ancora se avranno domani un futuro. Però, il blocco di questa manifestazione del gioco potrebbe significare che anche questa strada per sostenere la propria situazione più che disagiata nei confronti della politica è chiusa e che tali eventi non servono più a nulla.

Bisognerà soltanto attendere che l’Esecutivo decida di prendere in mano seriamente anche la valutazione del mondo dei giochi e del poker, l’affronti e decida cosa ne vuol fare di questo settore, certamente delicato e scomodo, ma che è sempre stato utile a tutti i vari Esecutivi che si sono succeduti. È la politica che si deve muovere e non continuare a fare finta che le problematiche del gioco non esistano o, peggio ancora, di non esserne a conoscenza. In ogni caso, il settore ludico non demorde e questa settimana risulta essere piena di altre manifestazioni a Roma, ben organizzate dalle associazioni di categoria, manifestazioni che “appariranno contemporaneamente” davanti alle sedi della Prefettura dei capoluoghi di Regione per protestare contro le Leggi Regionali “capestro” di cui si sta parlando tantissimo nel nostro scrivere: Leggi che stanno “aspettando” le attività ludiche al momento della loro riapertura. E non è senz’altro un bella presenza da affrontare!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 27 Maggio 2021 ore 18:00
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