Tante criticità anche nei giochi senza vincita in denaro

presenti molte criticita anche nel settore del gioco per divertimento senza vincita in denaro

I cuochi inesperti possono girare e rigirare la frittata “perché non si attacchi”, ma serve stare anche molto attenti che non si bruci! Una similitudine gustosa per riferirci al mondo dei giochi e dei casino legali, anzi ad entrambi i suoi mondi, quello con vincita in danaro e quello del puro intrattenimento che ogni giorno che passa dimostrano di avere la necessità improrogabile di un riordino del settore di competenza.

Altrimenti si “bruceranno” migliaia di aziende, si dovranno licenziare i lavoratori e le casse dello Stato “piangeranno fiumi di lacrime” per l’assenza degli introiti che solitamente il gioco pubblico riesce a far arrivare all’Erario.

Tutte le problematiche dell’amusement, dalle sale Lan agli e-Sports, ai giochi sportivi diversi che nelle ultime settimane hanno movimentato le trasmissioni televisive ed i media potrebbero essere risolte, una volta per tutte, dal riordino nazionale dell’intero settore, o meglio ancora dalla Legge Delega sul Gioco che la politica non ha ritenuto di affrontare nei termini che le erano “stati assegnati”.

Legge che, invece, continua soltanto ad aleggiare come un fantasma sul mondo ludico, ma non a fare la sua effettiva comparsa: in fondo si aspetta “soltanto” dal mese di gennaio scorso!

Come se non bastasse, la Legislatura attuale scadrà il mese di marzo 2023 e con quello che occupa ed impegna il controllo della guerra in Ucraina, con tutti i suoi risvolti economici e militari che tutto ciò comporta per i vari Paesi che si stanno davvero impegnando molto per porre fine a questo ingiusto intervento bellico ad opera della Federazione Russa contro la povera popolazione ucraina, si può sperare solo che il Governo centrale trovi anche il tempo per concretizzare la riforma del gioco.

E ciò anche se la tempistica in realtà ci sarebbe stata e se “l’amore per il mondo del gioco” che la politica ha dimostrato di avere unicamente sotto elezioni per quello che riguarda il puro intrattenimento si fosse esternizzato anche in occasione del richiesto riordino nazionale.

Serve ricordare che la politica era al corrente della situazione disastrosa delle imprese che si occupano di gioco pubblico sia prima della pandemìa, che durante l’emergenza, che successivamente alla riapertura delle attività. Quindi, dalla politica non si può invocare alcuna scusa: il tempo c’era, ed anche tanto, mancava senz’altro la volontà di studiare e mettere in atto il riordino al fine di tutelare i due comparti del gioco, quello con vincita ed il puro intrattenimento.

Non si può negare che i rappresentanti dell’industria del gioco, in tutti i suoi comparti, non abbiano richiesto parecchie volte l’intervento normativo per arginare una più che possibile deriva del settore: sono stati ben poco ascoltati ed ancor di più non è stato fatto nulla in merito a quelle sollecitazioni se non perenni promesse, rimaste tristemente a quel livello e mai tramutatesi in pratica realtà della quale il gioco aveva ed ha estrema necessità per riuscire a navigare con una rotta ben precisa per perseguire la sua destinazione finale di tutelare la salute dei giocatori e la sicurezza del territorio.

Oggi, purtroppo, la nave del gioco naviga invece a vista e non è affatto un bel navigare né tanto meno sicuro! Una rotta piena di insidie che non si riescono più ad affrontare seppur vi sia tanta voglia nei due comparti di stare certamente a galla sperando in un “vento migliore” da seguire.

In ogni caso, il Parlamento non ha fatto nulla di ciò che il settore si stava aspettando, mentre ora non fa altro che cavalcare un argomento come quello delle problematiche dell’amusement, seppur comparto di estrema importanza, per scagliarsi a favore del gioco e delle sue imprese forse per un interesse meramente elettorale.

Ma chi pensano di prendere in giro i politici con questa alzata di scudi? E sono pure convinti di essere loro che sono riusciti ad inserire una norma del PNNR che esenta gli apparecchi di gioco senza vincita in danaro e quelli tradizionali dall’omologazione apparecchiature che rischiavano addirittura di sparire dalle nostre spiagge in prossimità del periodo vacanziero!

Per la messa a punto del mondo ludico, ed in modo specifico dell’amusement, se ne era parlato addirittura da parte del sottosegretario con delega ai giochi Alberto Giorgetti già nel 2012, successivamente con Paolo Baretta che aveva organizzato la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti locali, e lì siamo invece nel 2017 e poi successivamente, ma recentemente nel 2020-2021, con Federico Freni, sottosegretario attuale con delega al gioco che ha promesso più volte “l’arrivo” della Legge Delega sul Gioco della quale non si hanno più notizie… e nemmeno più promesse. Dunque, non si può dire che la politica non fosse al corrente della situazione del gioco ed in particolare di quello senza vincita in danaro.

La situazione attuale del puro intrattenimento è davvero precaria e risulta decisamente “piena di crepe” che vanno affrontate e sistemate: ecco spiegato il motivo per cui nel titolo si dice che l’unica soluzione possibile è quella del riordino anche per questo comparto del gioco.

Di fatto la Legge Delega sul Gioco oppure il riordino nazionale dell’intero settore, oppure ancora il Testo Unico sul Gioco dovrebbe affrontare la regolamentazione di entrambi i due mondi ludici ed ognuno dovrebbe avere diritto di una propria normativa che non vada assolutamente ad incrociarsi od a farsi “interpretare” con l’altra.

La confusione non fa bene a nessuno dei due comparti e crea sempre più incertezza, ricorsi ai vari TAR, ripercussioni sul mercato e senz’altro l’allontanamento da parte di investitori che se non hanno una situazione fluida relativamente alla regolamentazione del mondo ludico si guarderanno bene dall’intervenire ed investire.

Ed almeno questo per il Governo centrale dovrebbe essere un argomento importante, in modo particolare per l’economia del nuovo Sistema Italia che sta comunque stentando a riprendersi.

E non solo nel mondo dei giochi: quindi solo un vero e serio riordino potrebbe eliminare le tante storture che compromettono l’intero settore e risolvere i vari conflitti che da anni imperversano sull’intero territorio.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 16 Luglio 2022 ore 18:00
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