Serve qualcuno che si schieri dalla parte dei giocatori

qualcuno si deve schierare dalla parte dei tanti giocatri azzardo italiani per aiutarli

Il riordino del settore del gioco e dei siti italiani di casino online dovrebbe presupporre la regolamentazione del fare delle aziende di gioco, le norme che ne determinino l’esatto atteggiamento e comportamento. Insomma, tutto ciò che le stesse devono offrire sul territorio nei confronti dell’utenza, la tutela nella produzione dei prodotti di gioco che dovranno essere sempre più che sicuri, ma anche più divertenti e coinvolgenti in modo che possano entrare (e questa volta tocca proprio a loro, al gioco legale) “a gamba tesa” nei confronti della concorrenza sleale che il gioco pubblico si trova a contrastare, che propone offerte “che non si possono rifiutare”, ed i vari bonus che l’illegalità propone indiscriminatamente. Tutte cose che il gioco pubblico non può di certo eguagliare per rispettare la sua normativa: ma esiste un campo in cui la concorrenza illegale non può competere e neppure ci pensa di farlo, cioè la professionalità degli addetti ai lavori del gioco pubblico che hanno a cuore la salute dei giocatori e che non li spingono ad indebitarsi all’inverosimile istigandoli a giocare sempre di più.

Magari, in modo particolare, quando continuando a perdere non si smette più di giocare per rifarsi di ciò che si è perso. Cosa che non accadrà mai poiché chi continua a perdere… continuerà inevitabilmente a farlo perché ormai non si è più lucidi. Ed è proprio a questo punto che dovrebbe subentrare la professionalità degli addetti ai lavori che deve suggerire al giocatore “perduto” di smettere, cercando di far capire la motivazione e sopratutto la fine che andrebbe a fare se continuasse a giocare. Quindi psicologia, attenzione, calma e suggerimenti sul da farsi immediato ma anche quello che si dovrebbe fare in futuro, cioè rivolgersi alle strutture sanitarie che aiutano ad uscire dalla fase del gioco problematico: ma in ogni caso il consiglio primario che è quello indiscutibile di smettere subito di giocare ad oltranza! Anche per aiutare queste situazioni a non “diventare croniche” ci si auspica che la futuribile regolamentazione del gioco preveda qualche norma che possa essere di aiuto in queste situazioni che, seppur non ricorrenti, sono comunque pericolose.

Quello che l’industria del gioco si auspica, insieme ovviamente alle sue associazioni di categoria ed anche con ADM, è che una volta per tutte ci sia un approccio al riordino ludico totalmente trasparente, equilibrato, obbiettivo e sopratutto onesto. Un approccio che esca definitivamente dai vecchi retaggi che incombono da anni sul gioco e che non riescono a farlo diventare sostenibile e socialmente utile: entrambi “obbiettivi” che il settore insegue da tempo e che per svariati motivi anche a volte davvero poco corretti messi in campo da parte di una certa politica schierata contro il mondo del gioco “a prescindere” non si riescono proprio a raggiungere. Per arrivare ad un riordino nazionale dell’intero settore ci vuole trasparenza ed anche coraggio per affrontare un argomento comunque delicato e si vorrebbe aggiungere anche pericoloso perché senza dubbio è argomento che va ad intaccare delle suscettibilità sociali, economiche e politiche che vanno affrontare con un piglio questa volta ben deciso.

E’ proprio per queste peculiarità che si sperava, anzi si spera, che il Governo Draghi possa essere determinante per arrivare alla tanto agognata riforma del gioco: il Premier con il suo pragmatismo che ha dimostrato durante il suo mandato di saper gestire molto bene, potrebbe essere spinto ad “usarlo” anche per sistemare le criticità del gioco ed arrivare finalmente alla regolamentazione “quasi perfetta” del mondo dei giochi che rappresenta lo Stato. E già questo dovrebbe essere argomento che dovrebbe incutere un certo rispetto e soggezione, ma che purtroppo sono sentimenti spesso dimenticati purtroppo nel tempo: infatti, negli anni, si è imparato purtroppo che quando si parla del gioco d’azzardo ogni dato, ogni esposizione mediatica, ogni parola può venire travisata od interpretata in “modo alternativo”. Ne sono la riprova le varie normative, e particolarmente le famigerate Leggi Regionali “capestro” sul gioco, che hanno indubbiamente impegnato i Giudici dei vari TAR ad interpretazioni del tutto soggettive.

Ma a questo punto servirebbe anche ricordare che la legge dovrebbe avere un’unica strada da percorrere: quella della chiarezza lontana da “doppi modi di lettura” della stessa norma. Tutti questi discorsi, pareri sull’attuale normativa che penalizza senza ombra di dubbio le varie attività di gioco che si dibattono da tempo in situazioni territoriali al limite della sopportazione riescono ad emergere da ricerche e studi che vengono svolti con una certa frequenza forse anche per aiutare chi di dovere ad arrivare con i maggiori dati possibile a stendere il testo o di una Legge Quadro sul Gioco, o alla Legge Delega di cui tanto si parla, od al riordino nazionale del settore: sempre che questi dati vengano presi in seria considerazione come fa l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli quando ha esternato una enorme soddisfazioni, unita ai ringraziamenti nei confronti di chi ha presentato questo studio quando sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio sul gioco realizzato da SWG in collaborazione con IGT nell’ambito dell’evento “Giocare da grandi, Le rivelazioni dell’Osservatorio sul gioco pubblico 2020-2022”.

Per osare di sunteggiare con una frase il contenuto della ricerca si potrebbe azzardare dicendo “che il gioco non è certo un demone e va solo regolato e regolamentato”. E con la regolamentazione studiata ed applicata coscienziosamente il gioco deve essere in grado di vigilare con estrema attenzione sulla salute dei giocatori e sulla tutela della legalità che i punti di gioco rappresentano sul territorio mettendoli ben a disposizione dei suoi frequentatori che non devono essere tratti in inganno dall’apparenza legale di un punto di gioco quando questo in realtà è diventato un punto illegale gestito dalle organizzazioni criminali. Questo dovrebbe essere anche lo scopo del riordino del gioco: metterlo in condizione di emergere senza ombra di alcun dubbio sulla concorrenza illecita che a volte riesce a carpire l’attenzione del giocatore magari quello un po’ più inesperto che viene convogliato in proposte che lo depauperano dei suoi quattrini quasi senza rendersene conto. Il riordino, la nuova regolamentazione, una normativa restrittiva ma non proibizionistica deve tutelare imprese e giocatori, territorio e risorse erariali: tutti felici e contenti!

Pubblicazione: 10 Agosto 2022 ore 18:00

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