Scommesse sportive: La proroga alle concessioni scadrà a breve

poco tempo per la proroga alle scommesse sportive che rischiano di finire nelle mani di illegalita

Tanto per cambiare, ed ancora una volta, il gioco è in pericolo a causa di possibili infiltrazioni di illegalità precisamente nel segmento delle scommesse sportive, sia terrestri che online. Come se già il settore non avesse già avuto problemi durante l’emergenza pandemica dove si è visto sostituire di sana pianta sempre dal gioco illegale che, come ben si sa, ha conquistato il posto lasciato libero dal gioco pubblico che è stato costretto dalle istituzioni a rimanere desolatamente chiuso in lunghissimi lockdown. Ora, invece, sono a rischio in modo specifico le scommesse sportive le cui concessioni sono state prorogate al 30 giugno 2022, e che quindi scadranno a breve: evidentemente, non è servita quell’esperienza di lasciare il territorio senza gioco legale e si potrebbe dire tranquillamente che “sbagliare (una volta) va bene, ma poi perseverare è diabolico”! A scusante dell’attuale situazione delle scommesse si sottolinea che la proroga concessa nei mesi scorsi è stata rilasciata per dare la possibilità di avere una continuità nella raccolta legale.

Ma anche naturalmente per non privare i giocatori di divertirsi con le scommesse sportive, anche sugli eventi virtuali e per continuare a mantenere un introito erariale utile alle casse dello Stato: proroga concessa con breve termine poiché si pensava che la ormai famosa Legge Delega sul Gioco facesse il suo debutto sul territorio nello scorso gennaio, come era stato più volte promesso ed annunciato. Così, purtroppo, non è accaduto e si è ancora in attesa di vederla apparire “all’orizzonte cavalcando su di un cavallo bianco” come si conviene ad un Principe Azzurro che salva il settore! Anche se questa visione ci appare “piacevole seppur fanciullesca” ci vorrà ancora tempo per vedere concretizzata questa immagine e così il gioco, segmento scommesse, si ritrova a dover richiedere alle istituzioni cosa intende fare in tale attesa. Tempistica decisamente allungata in relazione al 31 gennaio scorso e che sinceramente ha sgomentato un po’ tutti gli addetti ai lavori che pensavano davvero che il riordino del settore potesse “apparire” in termini senz’altro più brevi.

E ciò anche in previsione della fine Legislatura del marzo 2023, sempre che il Governo non cada prima! Così, in questi giorni, la politica si sente interessata a conoscere gli eventuali interventi in merito alla proroga delle concessioni delle scommesse essendo imminente la loro scadenza. Scadenza e riordino nazionale del settore che si intersecano e che appunto portano la politica a chiedere quali siano gli intendimenti del Governo. Innanzi tutto, con l’imminente scadenza del 30 giugno 2022 delle concessioni delle scommesse si vuole sollecitare il Ministro dell’Economia e delle Finanze ad effettuare un’ulteriore proroga a meno che non si materializzi la Legge Delega sul Gioco, visto che tutta l’industria del settore ludico la sta aspettando con massima trepidazione. E non solo, anche il Governo dovrebbe “avere fretta” poiché il gioco legale rappresenta un comparto importante per l’economia del Paese a livello di volume d’affari, come lavoratori occupati, fatturato e gettito erariale tra imposte ed oneri accessori.

D’altra parte, gli operatori denunciano da tempo l’instabilità del sistema concessorio anche in materia di scommesse, sia su rete terrestre che online, situazione che di fatto impedisce agli stessi operatori di pianificare i propri progetti creando così sempre più incertezza: la proroga, in mancanza del riordino, quanto meno garantirebbe la continuità del servizio ai cittadini e la continuità delle entrate erariali. Ma cosa ancora più importante con la proroga si tutelerebbe il gioco legale, casino slot legali compresi, contrastando quello che non lo è e che ha già ripreso troppa forza e prepotenza: non si vorrebbe mai che anche nel segmento delle scommesse si verificasse ciò che sta accadendo negli ultimi tempi con l’infiltrazione dell’illegalità ovunque nei punti di gioco. Quasi che il gioco pubblico fosse in ostaggio di questo gioco illegale che ha la forza economica di subentrare nei punti di gioco legali che rappresentano lo Stato ed i suoi prodotti: cosa che ormai sembra assodato sembra riuscire a fare alquanto bene e con estrema furbizia.

Serve, purtroppo, ricordare che le concessioni per le scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi compresi quindi gli eventi simulati scadute nel 2016 sono state già soggette a diverse e troppe proroghe resesi necessarie sempre per garantire la continuità delle attività e sempre in attesa di una riforma nazionale del gioco. Ed è che di proroga in proroga come anche in forza del Dpcm “Cura Italia” e, sopratutto, con la fine dell’emergenza pandemica si è arrivati all’ultima scadenza del 30 giugno 2022. Ed è proprio per questa imminente scadenza che il comparto e la stessa politica si interrogano che fine faranno le concessioni delle scommesse: dopo il 30 giugno prossimo si assisterebbe ad un’interruzione dell’attività della raccolta legale nei negozi e nei punti gioco cosa che avrebbe, senza ombra di dubbio, ripercussioni non solo direttamente per le imprese del segmento coinvolte, ma anche per l’Erario attualmente “bisognoso di molte cure”.

E non solo, si ribadisce che in assenza dell’offerta legale delle scommesse apparirebbero, come per incanto, quelle che non lo sono affatto, con una ripercussione fortissima nei confronti della legalità, del territorio e dei giocatori ed anche con la comparsa, ormai usuale, della criminalità organizzata che appare sempre a braccetto del gioco illegale gestendone gli interessi forte anche della potenza finanziaria che queste organizzazioni detengono e che sanno far fruttare purtroppo benissimo, mettendosi in netta concorrenza con il gioco pubblico che, tra l’altro, senza proroga alcuna è destinato a sparire dal mercato. Qualcuno ha ancora dubbi sulla necessità di veder comparire il più velocemente possibile la Legge Delega sul Gioco? Provvedimento istituzionale che metterebbe il gioco pubblico, in tutti i suoi comparti, al sicuro da questa ingerenza illecita che recentemente “la fa da padrone” e che, invece, non dovrebbe proprio esistere.

Pubblicazione: 14 Giugno 2022 ore 18:00

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