Poker Online: La liquidità condivisa porta molte discussioni

liquidita condivisa nel poker online

La richiesta da parte di due deputati di Forza Italia della rescissione immediata dell’adesione al patto europeo per la liquidità condivisa di poker online da un lato lascia basiti, poiché questo accordo, che risale al luglio 2017 e sottoscritto con Francia, Spagna e Portogallo è nello stato di stallo da allora: appare che l’attuale Esecutivo Giallo-Rosso non abbia assolutamente alcuna intenzione di attivarlo seppur questa intesa abbia portato parecchi benefici agli altri Paesi, mentre il nostro è rimasto “fermo al palo”. Dall’altro lato, invece, non si comprende che se altre Nazioni hanno “sfruttato” tale accordo ed hanno incrementato il poker online con la liquidità condivisa, il nostro Paese non ne debba tenere conto, considerando la situazione attuale del mondo del gioco, nonostante la ripresa dopo il lockdown, e con tutti i danni che il settore ha subito in questo periodo emergenziale. L’online è senz’altro il comparto che ha subito meno contraccolpi dalla pandemìa, ma il segmento del poker non è uno tra quelli maggiormente “gettonati” e questo già da tempo ed ancor prima del Coronavirus.

Ma con l’occasione di questo intervento parlamentare si vorrebbe fare un po’ di luce sulla liquidità condivisa che ancora probabilmente non è rientrata nella mente di tanti appassionati del poker, e senza dubbio in quella dell’attuale Esecutivo al quale di certo poco importa di ciò che accade nel mondo del gioco e dei casino online. Dunque, si deve ritornare al 6 luglio 2017 quando è stato firmato a Roma un protocollo di intesa da ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con i regolatori francesi, spagnoli e portoghesi per la costituzione di un unico mercato del poker online: nasceva, quindi, la cosiddetta “liquidità internazionale condivisa” cosa che ha trovato seguito “importante” in Francia, Spagna e Portogallo ma non in Italia e ancora oggi non si comprende il motivo della scelta italica. Infatti, questa intesa avrebbe determinato, come era ovvio che accadesse, un incremento ed un rilancio dell’offerta del poker online, facendo aumentare i montepremi massimi e la relativa raccolta.

Uno dei principali operatori internazionali, intervenuto in un salone del gaming a Londra, avrebbe sunteggiato alla stampa gli effetti della liquidità condivisa in una breve frase: “più giorni di attività, più giocatori unici ogni trimestre, più depositi”. Quindi, perché il nostro Paese la pensa in modo diverso e non ha dato mai seguito all’accordo? Appare ci sia qualcosa di strano o quanto meno di anomalo in questo tipo di atteggiamento scelto dal nostro Paese, considerando anche lo stato di disagio in cui versa l’intero settore del gioco d’azzardo ed anche la nostra economia che avrebbe necessità di essere sostenuta: e perché no anche dagli introiti del poker online? O forse il Governo sta pensando in modo diverso ed avrebbe in mente di riattivare l’accordo facendo entrare anche l’Italia nel network europeo? Apparentemente non risulta che l’attuale Esecutivo abbia “voglia e tempo” di applicarsi in una decisione in un campo così delicato come quello del gioco: special modo in questa fase dove lo stesso Stato centrale sembrerebbe in altre faccende affaccendato e dove il gioco pubblico senz’altro non può rivestire né una priorità né decisioni particolarmente elaborate.

Ma si vuole entrare ancor di più nel pensiero secondo il quale l’attuazione dell’intesa sulla liquidità internazionale condivisa avrebbe un effetto dirompente sui giocatori nazionali abituati alle piattaforme dei nostri concessionari che offrono un gioco meno rischioso e con puntate ovviamente più basse: l’accordo avrebbe un effetto negativo addirittura sulla raccolta dei nostri operatori con conseguente impatto negativo sul gettito e persino sull’occupazione dei lavoratori impiegati nel settore. Ed infine, considerato che la pandemìa ha spinto le scelte dei giocatori ad utilizzare maggiormente il gioco online, si potrebbe verificare che l’implementazione derivante dalla liquidità internazionale condivisa potrebbe determinare complessivamente effetti negativi ed immediati. Ma obbiettivamente, questi pensieri sembrano contenere parecchie inesattezze anche gravi che sembrano da imputarsi alla poca conoscenza del mondo dei giochi e delle scommesse, special modo del poker online e del suo “ultimo sviluppo” durante il lockdown.

Proprio durante questo ultimo periodo i giocatori italiani sono tornati a giocare a poker, persino coloro che gli si erano allontanati e che spendevano in altri intrattenimenti e con altri concessionari: quindi, si può senza dubbio confermare che i players italiani sono più che abituati a giocare online e non aspettano altro che avere nuove offerte, nuovi costi ed anche nuovi rischi, seppur ben calcolati ma che fanno parte dello stesso gioco. Insomma, si può dire che la liquidità condivisa è da interpretare assolutamente come un fatto positivo e non affatto in modo negativo, come si teme da parte dei due deputati azzurri. Ma gli stessi sono fermamente convinti, anche, che la liquidità condivisa andrebbe contro le Linee Guida antiriciclaggio in materia di gioco messe in campo in tempi recenti da ADM e che si sono dimostrate molto restrittive anche per la rete fisica oltre che per quella a distanza.

E non solo: l’accordo del luglio 2017 sarebbe palesemente in contrasto con le scelte del nostro Paese sul gioco pubblico che, sopratutto negli ultimi mesi, ha varato provvedimenti indirizzati prevalentemente alla protezione del giocatore, della salute e con l’obbiettivo di ridurre l’offerta di gioco sul territorio, nonché al contrasto del gioco illegale ed al riciclaggio. Tutto questo dovrebbe quasi obbligare l’attuale Esecutivo, sempre secondo i due deputati, a dare l’imput ad ADM di non attuare assolutamente l’accordo sottoscritto il 6 luglio 2017 relativo alla liquidità internazionale condivisa ed a rescinderlo unilateralmente nel “più breve tempo possibile”. E come osservazione finale a quanto proposto si potrebbe senz’altro ribadire, invece, che se non si “metterà mano a questo accordo” e si tornerà alla “nuova normalità” per i vari settori dopo il lunghissimo lockdown anche del gioco, per gli operatori ludici vi saranno notevoli danni poiché saranno impreparati a competere a livello internazionale senza la liquidità condivisa che potrebbe di contro, concedere un nuovo respiro al nostro poker online.

Settembre 22, 2020: •
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