Poche certezze per il gioco se non arriva il riordino

ancora poche certezze per il gioco azzardo italiano senza il riordino nazionale

La storia recente del mondo dei giochi e dei casino online con slot non è una bella favola a lieto finale come a tanti piacerebbe, almeno per coloro che amano questo settore affascinante anche se, a volte, estremamente scomodo per i vari Esecutivi che si sono succeduti negli ultimi anni. Il gioco, comunque, è ricercato dai suoi aficionados e vissuto dalla maggior parte delle persone come valido intrattenimento anche se non si può nascondere, perché sarebbe stupido, che può provocare derive importanti se non vi si avvicina con responsabilità. Sono tutte argomentazioni che si ripetono spesso ma che non riescono a spostare alcuni eventi e la mancanza di attenzione da parte del Governo nell’intervenire, una volta per tutte, con il riordino dell’intero settore: unica strada percorribile per mettere il sistema gioco in sicurezza e salvaguardare le sue tantissime imprese e sopratutto i suoi 150mila lavoratori che si sentono ancora oggi in pericolo.

Pericolo ancor più sentito dopo quello che la pandemìa ha riservato a quasi tutti i settori tra chiusure ed aperture, colorazioni di territori, Green Pass e, nel caso specifico del gioco, anche con le “quasi improvvise” dimissioni del proprio referente istituzionale, Claudio Durigon, ultima “perla” che mancava alla collana di disagi inanellati nell’ultimo anno. In queste ultime settimane, dopo le riaperture delle attività commerciali e la stentata ripartenza dell’economia ludica, il settore si è confrontato praticamente con l’applicazione del Green Pass che ha portato qualche scompiglio negli accessi alle sale da gioco. Ma anche dopo questa esperienza, ritenuta comunque un percorso positivo da tutta l’industria ludica, il gioco legale e sicuro si ritrova senza un minimo accenno da parte delle Istituzioni al riordino promesso talmente tante volte che sembra essere diventato una specie di “araba Fenice” irraggiungibile, seppur estremamente necessario.

Va bene che il Governo è in altre faccende affaccendato e senza dubbio intrattiene impegni più importanti a livello nazionale che la riforma del gioco, ma tutto il settore è in estrema agitazione. Prima di tutto perché la ritiene ormai più che indispensabile per la vita dello stesso mondo ludico: infatti, senza un intervento riformista delle mille norme, a volte scriteriate, che si sovrappongono quando addirittura non si contraddicono che imperversano sui diversi territori, il gioco d’azzardo sembra veramente in pericolo. E questo senza considerare le dimissioni del referente dei giochi che sembrava politico “predisposto a conoscere in profondità le criticità del settore” che non sono poche e che aveva già fatto dei progetti proprio per il riordino nazionale dell’intero settore dei giochi: dimissioni che faranno ulteriormente slittare l’inizio di questi lavori che avrebbero potuto, teoricamente, partire proprio in questi giorni, dopo la pausa estiva delle attività del Parlamento.

Dunque, ancora attesa per il mondo ludico per conoscere prima di tutto il nominativo del successore di Durigon e, poi, per sondarne le intenzioni e l’approccio che vorrà tenere nei confronti del gioco e delle scommesse, reparto difficile nella sua gestione, particolarmente dopo il lunghissimo lockdown imposto. Quello che può essere positivo in questo periodo (quasi) post-pandemico è l’arrivo dei danari dall’Europa che cominciano a muovere entusiasmo nei mercati lasciando intravedere la possibilità di un nuovo slancio del nostro Paese che, molto prima dell’apparizione del Coronavirus, non dava segnali di crescita e non era in una situazione economica “gradevole”. Oggi, l’avvento del Governo di Mario Draghi, e della sua squadra, ha trasmesso e sta trasmettendo fiducia sia a livello internazionale che nel Paese ed ora con l’avvio del Recovery Plan inizia la vera sfida per la nostra economia anche se per quanto riguarda il mondo dei giochi è ancora tutto da valutare.

In attesa che il Governo centrale faccia i suoi “primi passi” per mettere in atto i programmi sottoposti all’Europa, il settore ludico nutre davvero la speranza che il suo nuovo referente si ponga in condizione di affrontare con serietà una delle cose più importanti per il sistema gioco, il suo riordino che dovrà essere affrontato con estremo pragmatismo che un momento così delicato richiede. Senz’altro sarà aiutato da tutti i componenti del gioco che stanno anche accettando con responsabilità “l’imposizione del Green Pass”, caldeggiandolo addirittura, per far accedere il proprio popolo di giocatori ai locali di gioco con slot machine, ritenendo questo strumento un punto di partenza sicuro per uscire dall’emergenza sanitaria, sperando che ormai si sia compresa la necessità di estenderlo anche a tutti i mezzi pubblici ed ai supermercati e non solo agli esercizi commerciali “normali”: ciò per aumentarne l’efficacia e non facendo sentire così tali esercizi discriminati rispetto alle altre attività.

Con tale pensiero che intende trasmettere all’opinione pubblica il gioco, compreso il settore del poker online, si è prefisso di aiutare qualche consumatore non avvezzo alla tecnologia, mettendolo in regola “sul telefonino” con questo passaporto verde importante per potersi muovere con più libertà: cosa che appunto alcuni operatori stanno già facendo per cercare di aiutare il più possibile l’accesso alle proprie location che altrimenti per qualcuno sarebbero inaccessibili. Con tutto rispetto dei no-vax che continuano ad osteggiare il Green Pass e la campagna vaccinale anche se qualche obbiezione su questi “liberi pensatori” si potrebbe fare, poiché stanno sicuramente danneggiando quanti hanno deciso diversamente, che sono la maggioranza. Questi “negazionisti” dovrebbero, però, tenere presente il principio di solidarietà nei confronti di tutti quei cittadini ed imprese che scelgono di vaccinarsi per poter essere più liberi e riacquistare quella normalità (anche economica) che tanto manca.

L’assaggio di libertà di circolazione che si è assaporato durante il periodo vacanziero non dovrebbe essere messo in pericolo da un insieme di persone che seguendo i propri liberi pensieri si mettono di traverso, a volte anche violentemente, al raggiungimento di una percentuale “rassicurante di immuni” e che con tale comportamento forse stanno “spingendo” il Governo centrale a rendere vaccino e certificazione verde obbligatori. Il Presidente del Consiglio ci starà senza dubbio pensando nel considerare attentamente i risultati soddisfacenti che la campagna vaccinale sta raccolto, valutando ovviamente anche la possibilità di tenere aperte le tantissime attività commerciali, comprese quelle “non essenziali”, che per il momento non rischiano la chiusura, ma forse soltanto per il momento. E di chiusure di certo non se ne vorrebbe proprio sentir più parlare.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 20 Settembre 2021 ore 12:14
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