Piemonte: La maggior parte degli esercizi di gioco destinata a chiudere

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Il risultato della manovra sul mondo del gioco del Presidente del Piemonte Chiamparino anche se, oggi, non si è dovuto ancora confrontare con licenziamenti “a raffica” dalle imprese che di gioco ed anche di casino online legali vivono, farà ben presto a palesarsi visto che tale risultato si concretizzerà, senza ombra di dubbio, nel mese di maggio 2019. Tempistica che bisogna tenere presente in quanto, a quel termine, non si potranno più fornire apparecchi da intrattenimento anche nelle sale da gioco: ne consegue che le imprese che producono queste apparecchiature “non avranno più clienti” e saranno costrette (dallo Stato) a chiudere i battenti, a licenziare i propri dipendenti ed a rivolgere altrove i propri investimenti e la propria professionalità. E non ultimo la stessa Regione Piemonte, con la sua Legge sul gioco, dovrà “far di conto” con il proliferare del gioco illecito al quale si spalancano le porte del mercato ed anche la ricerca dei giochi illegali da parte di chi non vuole assolutamente rinunciare ad intrattenersi con questo divertimento.

In realtà, su quel territorio sono già state “espulse” le slot da bar e tabacchi e dal 20 maggio lo stesso trattamento verrà applicato alle sale giochi: ecco perché, come si diceva poc’anzi, le imprese che producono “macchinette” non avranno più alcunché da rifornire. Giocoforza che le imprese del settore dovranno “inventarsi” un nuovo lavoro con tutte le conseguenze negative che questo percorso comprende, ma che è oltre modo facile immaginare. Con questa debacle commerciale, è ovvio che l’industria del gioco si sia indebolita anche se la raccolta è calata di appena il 3% mentre il gioco illegale a mezzo i “totem” è ovviamente aumentato, e certamente, non di poco. Questo, si ribadisce, è il risultato della manovra della Giunta piemontese Chiamparino nei confronti del mondo dei giochi: la chiusura di tanti esercizi che si basavano sull’intrattenimento ludico, il licenziamento di moltissimi lavoratori ed un ritorno “in grande stile” dell’offerta illegale accompagnata, assai probabilmente, dalla ripresa della “transumanza” dei giocatori in cerca del proprio gioco preferito.

Il pendolarismo del gioco sarà un avvenimento da tenere presente perché comporta una serie di inconvenienti che si possono ben comprendere e che non lasciano certamente tranquilli i giocatori che saranno all’affannosa ricerca del bacio della Dea Bendata: chi vuole giocare giocherà ugualmente anche in presenza di distanziometri o fasce orarie di accensione. Soltanto che sarà costretto a “vagolare” lungo il territorio per cercare un punto di gioco aperto e confacente alle proprie necessità ed abitudini: ma si sa, anche, che tutto questo al nostro Esecutivo Giallo-Verde poco importa e costringerà i propri cittadini-giocatori a cercare ciò che desiderano dove è permesso allo stesso gioco lecito di esistere. Diversamente, tutti ne sono consapevoli e si spera che questa considerazione sia stata ben affrontata, il giocatore si rivolgerà alla rete “sbagliata” del gioco, quella illecita che è esattamente lì, ferma, ad aspettare i “clienti del gioco pubblico” che disertano la rete legale, troppo complicata e difficile da raggiungere.

Ora, anche se in questo momento i “conti degli occupati” presso le imprese di gioco non sono apparentemente allarmanti come ci si poteva immaginare, ciò si può far risalire soltanto al fatto che gli operatori hanno ancora la forza di stare alla finestra per vedere come si andrà a finire. Oltre tutto, le richieste che gli stessi operatori sottopongono al Governo non vengono mai ascoltate, oppure vengono date risposte, dopo mesi, con lettere quasi “standard” che certamente non risolvono nulla in relazione alle problematiche che si sono “affacciate” sul territorio piemontese. Infatti, le imprese della zona avevano richiesto alle istituzioni l’accesso al Fondo Integrativo Straordinario… ma stanno ancora aspettando una qualsivoglia risposta concreta che possa far loro affrontare questo particolare momento storico per il gioco e le sue aziende. E questo atteggiamento istituzionale ci riporta ancora una volta a ripensare che per le stesse istituzioni i dipendenti della filiera del gioco legale vengono considerati e trattati come lavoratori di serie B e, quindi, non ascoltati né tanto meno aiutati.

Un atteggiamento estremamente ostile mostrato continuamente e che non è accompagnato da un aperto confronto: insomma, si può dire banalmente, ma con un certo sdegno, che per i pazienti ludici non esiste alcuna cura e dovranno arrangiarsi da sé. Un altro mancato riscontro alle richieste del gioco piemontese risale anche alla richiesta di apertura dello “stato di crisi” fatta pervenire all’assessore di pertinenza a mezzo di moltissime mail da parte delle aziende di gestione del gioco. Il fatto che dalla Regione Piemonte si continui a dire che il settore ludico non ha subito né subirà effetti devastanti sul fronte dell’occupazione, a seguito dell’applicazione della Legge Regionale sul Gioco del 2016, non corrisponde purtroppo alla verità, alla realtà commerciale ed all’economia di quel territorio. Di tutto questo malessere la Regione se ne dovrà pure rendere conto e farsene carico, anche se ancora oggi non si vuole ammettere e non ci si rende conto dell’inutilità della stessa Legge nei confronti della lotta al gioco problematico.

Nei confronti del gioco pubblico si mettono in atto questi atteggiamenti di “menefreghismo” che fanno solo pensare all’avvicinarsi delle elezioni regionali e che per questo si sta facendo di tutto per difendere il proprio pessimo operato in questo settore a discapito, naturalmente, delle sue imprese di gioco, delle imprese di scommesse sportive online e dei suoi operatori. Basta non perdere voti e cercare di tamponare una situazione che sta precipitando con risposte non certo esaurienti e nell’astenersi dall’intervenire su una tematica che toccherà, senza ombra di dubbio, l’occupazione in primis. Ben presto, però, alle elezioni si dovranno rendere conto che i voti che verranno rilasciati da chi frequenta il gioco non saranno certamente quelli che le istituzioni si aspettano e sui quali vorrebbero far conto. Manca senz’altro la volontà politica di andare incontro al mondo dei giochi e si raccoglierà ciò che si è seminato e che si sta seminando: senza se e senza ma.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 5 Marzo 2019 ore 12:00
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