Fioriscono idee per un nuovo gioco d’azzardo legale

tante idee nuove per il gioco azzardo

Più di una volta si è sottolineato che questo periodo di stop ufficiale delle attività ludiche, non dei siti legali italiani di casino on line migliori, alle quali è stata imposta la chiusura potrebbe rappresentare il momento esatto per mettere in campo strategie che convoglino verso un nuovo gioco d’azzardo, più tutelato ma anche meno presente sul territorio. O, quanto meno, presente in forma diversa da quella attuale e che non vada ad “imporre la sua presenza” in territori già disagiati e che, invece, sia un settore portatore di divertimento più controllato e monitorato special modo per tutelare i giovani che vi si devono avvicinare con assoluta prudenza e consapevolezza. Ma questo non deve portare a pensare, come spesso succede oggi, che il gioco sia la piaga del secolo perché non è assolutamente vero: deve occupare un posto che rappresenta divertimento ed intrattenimento cose per le quali è stato creato e nei confronti del quale dovrebbero sparire le “consuete discriminazioni” di cui spesso è oggetto, ma anche quei pericoli che possono procurare devianze pericolose.

Problematiche che potrebbero essere attribuite anche alla noncuranza dei gestori del gioco nei confronti del nuovo popolo di giocatori che mai come oggi ha assoluta necessità di essere più seguito in modo da poter prevenire qualsiasi avvisaglia di gioco problematico. In pratica, un nuovo mondo del gioco d’azzardo molto simile nella forma al “modello casinò”: quindi molto più controllato, seguito, attenzionato, ma come già detto anche meno presente sul territorio. Così, si vuole cogliere al volo la proroga di 36 mesi per le nuove concessioni di gioco per ripensare all’insieme del gioco pubblico come anche ad ammortizzatori sociali specifici per creare un nuovo gioco d’azzardo più sostenibile. Il gioco andrebbe guardato dalle varie sfaccettature che già comprende e che vanno sviluppate e valutate meglio nell’assoluto interesse sia dello stesso settore, che dei giocatori, che per le casse dell’Erario che andranno a beneficiare di nuovi introiti che al momento latitano vistosamente.

Questo “desiderio di un gioco d’azzardo nuovo” prende anche spunto da qualche “piccolo segnale” che lo Stato centrale comincia a dare nei suoi confronti, come appunto sta facendo anche l’ADM che si espone per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica a che il sistema gioco venga sempre più considerato per l’importanza che riveste, e che vuole continuare a rivestire, nell’occupazione e nella formazione di nuove professioni nate all’interno del mondo del gioco e delle scommesse sportive online. Attività relative prevalentemente alla tecnologia che coinvolgono i giovani che con quest’ultima hanno parecchia dimestichezza ed innovazione che vive e cresce nel gioco. Il numero dei lavoratori del settore, sia diretti che indiretti, è veramente notevole e soltanto per questo lo stesso mondo ludico andrebbe rispettato e sicuramente non discriminato: anzi, andrebbe maggiormente protetto e gestito più correttamente. Infatti, quella dell’occupazione è una sfaccettatura estremamente importante che si riflette, ovviamente, sul sociale del Paese.

Naturalmente, lo studio di un nuovo gioco d’azzardo non deve distogliere l’attenzione dalle problematicità che lo stesso può provocare e nei confronti delle quali l’attenzione deve essere ancora più alta di quella attualmente presente. Però, le campagne che vengono messe in campo devono essere basate sull’educazione e sulla cultura del gioco e non certo di demonizzazione del settore perché, altrimenti, non arriverebbero all’obbiettivo del gioco responsabile: argomento e tematica messa in rilievo dai grandi operatori del gioco che mettono in questo argomento tanto impegno e tanti sforzi anche a livello economico. Le statistiche di alta credibilità effettuate sui problemi del gioco si attestano su circa il 3% della popolazione che può essere coinvolta nel gioco problematico: percentuale da considerarsi sempre e comunque alta quando si parla di devianze, ma che bisognerebbe anche avere il coraggio di rapportare alla dipendenza da alcol, fumo e droga delle quali si parla ma, sicuramente, non con la stessa veemenza che viene usata quando si tratta del disturbo da gioco d’azzardo.

Un’altra ipotesi che si avanza nella “creazione” di un nuovo gioco d’azzardo, compreso il settore del poker online, è quella che il gioco pubblico debba essere riassegnato alla sovranità dello Stato centrale che deve tutelare prima di tutto la salute dei suoi cittadini, ma anche dare un’occhiata alle esigenze fiscali che da questo settore possono scaturire. Passando a guardare con estrema attenzione ai risvolti sociali che il gioco d’azzardo può imporre: proprio per tutto questo insieme, se il gioco pubblico e tutte le sue conseguenze, fossero gestite in assoluto dallo Stato, senza intermediari, forse si riuscirebbe ad evitare l’emissione di norme che si sovrappongono, Enti Locali che a volte intervengono a sproposito, e Regioni che mettono in campo Leggi assurde. Disposizioni che vanno contro lo stesso gioco lecito, favorendo così l’allargamento dei poteri del gioco illegale. mettendo in moto una sorta di concorrenza sleale tra le “Riserve di Stato”, che agiscono per concessione, e chi dello Stato non rispetta assolutamente le leggi e tanto meno paga le tasse.

Infine, il far ricadere nei poteri dello Stato centrale la gestione del nuovo mondo del gioco d’azzardo supererebbe le competenze di gestione di questa materia così delicata, anche se il percorso può apparire tortuoso e difficile da seguire. E poi, ancora, si potrebbe pensare di “cambiare l’immagine del gioco d’azzardo e delle slot machine” e delle sue location, cercando di farle assomigliare al modello casinò, diminuendone la presenza sul territorio: in questi nuovi punti di gioco si potrebbe impedire l’ingresso alle sale anche alle persone fruitrici di forme svariate di sostegno al reddito, operando controlli sempre più attenti con le tecnologie che oggi consentono di farlo. Ovviamente, limitando la presenza delle sale da gioco vi sarebbe “esubero di personale” che potrebbe, anzi dovrebbe essere collocato altrove, creando ammortizzatori specifici e creando le condizioni per rendere agevole il loro inserimento in altri ambiti lavorativi. Anche se quest’ultima manovra riveste qualche difficoltà, poiché non è semplice inserire in attività “normali” chi ha esperienza in attività “diverse”, come quella del gioco d’azzardo, che non è sicuramente un’esperienza lavorativa tra le più consuete.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 11 Dicembre 2020 ore 11:56
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