Nuovi segnali positivi per il riordino del gioco d’azzardo

nuovi ma piccoli segnali che fanno sperare nel riordino nazionale del gioco azzardo

Senz’altro è indubbiamente vero che del mondo dei giochi e dei migliori siti slot in questi ultimi mesi se ne è parlato davvero tanto ed a lungo: vuoi per il super Green Pass che viene richiesto per l’accesso alle sale giochi, cosa che dovrebbe trasmettere ulteriore sicurezza agli utenti, vuoi anche per il continuo “chiacchiericcio” intorno al riordino del gioco che spinge il giocatore quasi inconsciamente verso i punti di intrattenimento per vedere se è già cambiato qualcosa: così a mezzo della sicurezza sanitaria qualche risultato economico è stato raggiunto.

Ma oggi si fanno, come consuetudine, i bilanci annuali ed il gioco può farli solo relativamente al secondo semestre del 2021 che non si è dimostrato “eccessivamente” foriero di buone novità per il settore che, invece, le attendeva con tanta ansia ma anche con la piena fiducia da sempre dimostrata e riposta nel Governo di Mario Draghi, ed attese che si spera non vadano deluse come spesso accade al gioco pubblico.

Purtroppo, oggi l’emergenza sanitaria si sta facendo risentire e purtroppo anche con un certo piglio deciso, cosa estremamente preoccupante perché si temono ulteriori chiusure anche se il Premier, ostinatamente e caparbiamente, vorrebbe tenere tutto aperto per non dare un’ulteriore mazzata all’economia del Paese.

Ma dato che ad imposibilia nemo temetur si è costretti a controllare gli sviluppi giornalieri del virus, applicare tutte le norme di sicurezza sanitaria utili e possibili e cercare di proseguire alla ricerca da parte di tutti noi di quella normalità che si fa davvero fatica a riassaporare.

Poi, se si vuole essere ottimisti ad oltranza, cosa che solitamente riesce bene al mondo dei giochi d’azzardo legali, si può dire che in proporzione al gennaio dello scorso anno qualche piccolo passo avanti è stato fatto seppur economicamente tutti i settori fanno più fatica del previsto a riprendersi ed a rialzare la testa: troppe perdite da recuperare tra il 2020 ed il 2021.

Oggi serve, nonostante le angosce emergenziali, cercare di fare nuovi progetti con fiducia in un futuro “altalenante” e decisamente incerto.

Così, i punti di gioco stanno affrontando il nuovo anno tra la voglia di chiudere con le esperienze pandemiche degli ultimi due anni e riaffacciarsi ad uno nuovo con tanta speranza che innanzi tutto gennaio porti davvero quel minimo supporto istituzionale della Legge Delega per quanto riguarda la “sistemazione” del settore ludico, promessa a gran voce anche se non era di certo la soluzione voluta da tutta l’industria del gioco e delle scommesse sportive.

Mondo ludico che attende di vederne gli sviluppi, sperando che possa risolvere, in qualche modo, almeno la vecchia “Questione Territoriale” croce di tutti gli addetti ai lavori che se la trascinano da anni e che, apparentemente, nessuna delle diverse istituzioni ha voluto affrontare con decisione.

Si continua a parlarne, bene o male, ma il nodo non si sbroglia dalla matassa ingarbugliata delle mille normative che dovrebbero regolamentare il settore del gioco.

E, forse, continuare a parlarne può essere che dia fiducia, ma soltanto quella.

Certezze di sicuro no. Indiscutibilmente, però, anche soltanto questo continuo “chiacchiericcio” intorno al gioco attira l’attenzione dei giocatori non fosse altro per andare a curiosare nei punti di gioco slot machine e controllare “di persona” come si sono organizzati gli operatori e che tipo davvero di accoglienza vi si può trovare: tutto questo ha forse movimentato un po’ il mercato che è sempre purtroppo assai timoroso.

Ma forse ciò accade anche negli altri settori ed anche con giustificazione considerati i dati che circolano e che non sono propositivi per i contagi.

Dunque, i giocatori si avvicinano con timore all’intrattenimento, mentre i suoi addetti ai lavori dimostrano di avere davvero fiducia nei sempre più frequenti accenni della politica al percorso di riordino che si attende da tempo: forse questo dimostra anche troppo ottimismo di cui però il settore si sente fiero poiché essere negativi non è che migliori la situazione ed essere pessimisti ad oltranza e nonostante tutto non è la strada che si vorrebbe percorrere.

D’altra parte gennaio è iniziato e le promesse del Governo centrale si riferiscono proprio a questi giorni di inizio d’anno per avviare qualcosa di concreto per il mondo dei giochi che darebbe certezze e fiducia nel mettere in campo tanti nuovi progetti da parte dei suoi operatori che non vedono l’ora di muoversi almeno in base ad una nuova regolamentazione non così ostativa come quella attuale che preclude ogni mossa verso un futuro “sereno” del settore: obbiettivo non difficile e neppure pretenzioso, almeno così sembra agli addetti ai lavori che vorrebbero soltanto continuare a lavorare, come hanno sempre fatto, cercando d fare del loro meglio per rappresentare i prodotti di gioco dello Stato e, sopratutto, la legalità del gioco sul territorio.

Si sente davvero “un bisogno fisico” della legalità in un momento dove il sociale sta soffrendo tantissimo per questo lunghissimo periodo emergenziale che ha creato non poche incertezze anche nel mondo del lavoro.

Ma siccome quando si parla di gioco d’azzardo non c’è mai fine alle “sorprese”, in questi ultimi giorni ci si è dovuti confrontare anche con la novità del Casinò di Campione d’Italia che avrebbe dovuto riaprire i battenti entro il dicembre 2021, cosa che invece non è accaduta.

Il tutto slitterà alla fine di gennaio, almeno questa è la nuova data che circola ed anche se spostamento di pochi giorni non farà senz’altro contenti né la stessa Casa da Gioco, né i suoi lavoratori, né tanto meno i giocatori consueti frequentatori dei giochi ai tavoli verdi come il poker che devono aspettare ulteriormente dopo i tre anni di chiusura cui la struttura ludica è stata sottoposta a causa delle note questioni amministrative e finanziarie che hanno coinvolto sia il Casinò, che il Comune della comunità campionese.

Il rinvio dell’apertura, che sarebbe stata festeggiata con un grande evento, è da attribuirsi non all’organizzazione aziendale, ma “esclusivamente” per l’aumento dei contagi.

È stato un brutto colpo per coloro che si aspettavano l’apertura, ma la tutela della salute e la volontà di riaprire i battenti nella migliore situazione possibile ha spinto verso questa decisione.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 21 Gennaio 2022 ore 12:06
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