Niente gioco d’azzardo: Intrattenimento all’aria aperta

intrattenimento aria aperta

In modo particolare d’estate, ma anche in altre stagioni, le persone grandi e piccole hanno in animo il divertimento, sopratutto all’aria aperta: sono perennemente alla ricerca di qualcosa che possa intrattenerli, possibilmente con tutta la famiglia riunita, e che possa far apprezzare le bellezze della natura del nostro bellissimo Paese, ma anche fare qualche nuova esperienza con la scoperta del “naturale”. Altra cosa che si ricerca, special modo da parte dei più giovani, è un rapporto con gli animali che per taluni sono ancora parzialmente sconosciuti, sopratutto coloro che vivono nelle grandi città e che sono limitati alla conoscenza degli animali da appartamento, come cani e gatti, che sempre più spesso abitano nelle nostre famiglie. La predisposizione ad incontrare qualcosa di diverso ed alternativo è sempre latente: ed ecco perché, ogni tanto, ci si “allarga con scritti” anche sul mondo dell’ippica, e non quindi sul settore italiano dei casino online, che non è certo quello consueto del gioco d’azzardo che ci vede spesso partecipi e trasmettitori di notizie.

L’ippica è sicuramente una meraviglia da un punto di vista “animale”: gli attori di questo sport sono immensamente intelligenti, bellissimi da vedere ed hanno capacità infinite. A prescindere da ciò che fanno come interpretazione sportiva, i cavalli sono animali che trasmettono sicurezza, imponenza, eleganza, dolcezza: tutti sentimenti che i più giovani dovrebbero avere tutti la possibilità di “sentire da vicino”, conoscere ed affezionarsi ad un animale certamente di grande stazza, ma di tanta sensibilità. Detto questo, si vuole arrivare al luogo dove si trovano generalmente i cavalli: l’ippodromo, luogo dove si sviluppano le varie corse, ma che potrebbe e dovrebbe diventare un luogo di intrattenimento “all’aperto” che potrebbe coinvolgere tante famiglie. Quindi, non solo gli scommettitori, spinti dalla bravura dei loro beniamini ed anche dal desiderio di essere baciati dalla Dea Bendata, ma anche tante altre persone che potrebbero godere di tutto questo come diverso sano intrattenimento.

Gli ippodromi sono immersi nel verde, e già questa è una positività per chi ne vuole godere, ma potrebbero anche contenere altri tipi di intrattenimenti piacevoli per le famiglie come prelibatezze gastronomiche, oppure spettacoli prima o dopo le corse: un insieme di divertimenti che possono entrare in una cornice speciale come quella naturale, accompagnati da questi stupendi animali e dall’insieme che circonda la corsa. Quindi, perché no, anche quell’adrenalina che inevitabilmente si scatena, benevola, quando si assiste ad una competizione: che si scommetta o meno su questo o quel cavallo come favorito. Insomma, questo sport potrebbe abbracciare qualsiasi altra forma di divertimento che costituirebbe un intrattenimento diverso, in una giornata all’aria aperta, cosa che già di per sé stessa “offre” uno spettacolo più che speciale!

Ma, ovviamente, per fare questo ci vogliono capitali, idee, pazienza e lungimiranza: tutte cose che, al momento, forse mancano al settore ippico ed ai suoi operatori che, pur mettendocela tutta, fanno fatica a mantenere attivo questo sport. Eppure non tanto tempo fa l’ippica era indicata come una nostra eccellenza e richiamava l’attenzione anche di investitori stranieri che, ora, si sono sicuramente diradati, lasciandola scoperta da qualsiasi tipo di aiuto. É indubbio che ciò sia male perché si vanno a perdere sensazioni impagabili, ma special modo di far conoscere meglio il mondo dei cavalli, affascinante e trascinatore. Gli occhi e la dolcezza dei cavalli sono impagabili per quanto riescono a trasmettere sopratutto a chi soffre di determinate patologie: possono, infatti, essere un toccasana ed un validissimo aiuto per chi è colpito da handicap.

Indubbiamente, poi, l’ippodromo può essere considerato un luogo di socializzazione, al di là ovviamente delle competizioni che creano un interesse a parte: per esempio, quando si visitano le scuderie, o quando si beve o si mangia qualcosa nelle sale dedicate a questo e che, generalmente, fanno trovare tavoloni apparecchiati dove si sta tutti insieme e si scambiano pareri e sensazioni anche tra sconosciuti e tra ragazzi. Giovani che, magari, attendono di fare un giro a cavallo seguiti magistralmente dal personale che li può guidare in percorsi definiti od accompagnare in passeggiate tra la natura. Certo, non tutti gli ippodromi sono così organizzati, ma potrebbe essere un suggerimento per rendere gli ippodromi alla portata di più visitatori, curiosi ed interessati a fare “un giretto a cavallo”. Anche se a volte il cittadino normale pensa che siano percorsi difficili e particolarmente costosi da affrontare.

Con i tempi che corrono, certo i genitori devono stare attenti a tutto: ma se l’ippica facesse un ulteriore sforzo potrebbe trovarsi di fronte a richieste più numerose che porterebbero redditività ad un settore che ne ha assolutamente necessità. Bisogna dare atto, però, che già alcuni ippodromi hanno tradotto queste idee in realtà: offrono le loro strutture sotto una luce diversa da quella esclusiva delle corse, “adornandole con altri accessori” come appunto spettacolo, cultura e divertimento e stanno diventando un esempio per tutte le altre similari che volessero fare “un saldo di qualità e di innovazione” . Oltre tutto, è indubbio che questo tipo di percorso potrebbe anche sviluppare un discorso turistico e susciterebbe attenzione. Gli ippodromi, infatti, potrebbero considerarsi delle oasi verdi nel caos delle grandi città e potrebbero offrire espressioni di cultura delle città che li ospitano.

Cultura e tradizioni che affiancano, di buon grado, uno sport particolarmente attrattivo per i giovanissimi, proponendo tutto questo in parchi assolutamente sicuri a “misura di famiglia” che possono offrire qualcosa di alternativo da vivere in spazi aperti, ma protetti. Potrebbe ritenersi un “prodotto turistico”, interessante e coinvolgente oltre che sano e curioso: ed è esattamente per “questo ruolo” che il Ministero delle Politiche Agricole dovrebbe studiare il modo di “aiutare” le strutture aperte e “riaprire” quelle chiuse e dimenticate. Ogni struttura ha una storia a sé ed ognuna potrebbe offrire qualcosa di diverso e studiato ad hoc: cosa che consentirebbe di progettare un nuovo futuro che comprenda naturalmente le corse, i cavalli, gli operatori di settore, ma anche tanto altro che renderebbe felici sia i grandi che i piccini. Sarebbe come raccontare una bella favola con un gran bel finale dove “vissero tutti felici e contenti”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 11 Settembre 2019 ore 12:00
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