Negli USA viene ufficializzata la professione di Poker player

poker player professionisti negli USA

Solo all’idea che venga ufficializzata la figura di “professional poker player” vi sarà senz’altro qualcuno che “storcerà il naso” e qualche altro che darà la sua sentenza: questo “è uno dei lavori alla moda” e tra breve (ma dissentiamo) non se ne parlerà più. Altri, invece, tra i quali chi scrive, è assolutamente contento di questo “sviluppo professionale”: da tanto tempo si sottolinea quanto il mondo del gioco abbia aperto e sviluppato nuove professioni che anche alle menti più avveniristiche sembravano “irraggiungibili”. Però, l’italico territorio è costellato da tanti detrattori del gioco pubblico, qualunque cosa di positivo lo stesso settore metta in campo: dalle risorse ingurgitate dalle casse dell’Erario che probabilmente hanno impedito aumenti di tasse ancora più onerosi di quelli che si sono dovuti subire, oppure il “mare di occupazione” che il gioco è riuscito a creare con le sue imprese e la sua tenacia.

Posti di lavoro “sani”, ben retribuiti, professionalmente interessanti e tecnologici: cosa che l’attuale Esecutivo Giallo-Verde non è riuscito sicuramente a garantire, anzi. Infatti, si potrebbe imputare allo stesso Governo di essersi veramente “impegnato” per distruggere questo settore che da un lato evidentemente dà fastidio, ma dall’altro “rende”. Però, per riferire di questa “nuova professione di poker player” americana, bisogna senz’altro tranquillizzare i detrattori del gioco che questo è accaduto negli States: ma insieme ad altre decine di lavori in relazione ai quali possono sorgere seri dubbi e domande. Come per esempio, la più semplice: “Ma saranno davvero professioni?” che colpisce chi non ha mentalità aperte e di larghe vedute (e purtroppo di queste persone, diciamo ottuse, è pieno il mondo!).

Questa ufficializzazione parte da un censimento americano che aveva nell’obbiettivo di conoscere ed identificare i lavori delle persone in modo che i ricercatori possano sapere quante persone stanno “facendo cosa” e quali siano i lavori che stanno crescendo oppure diminuendo. A seguito di questo censimento il Governo americano ha identificato circa 31mila possibili occupazioni… il che non è certamente un numero irrilevante, anche se chi scrive ha la mente aperta e fantasiosa. Esiste, però, anche chi è difficilmente inquadrabile: per cui quando un soggetto descrive un lavoro che non è un “lavoro predefinito” si presume che venga creata una “nuova categoria” oppure, più semplice ancora, prendere la risposta di qualcuno e raggrupparla in un grande “titolo di lavoratori simili” (quindi non definiti, ma confusi).

Sembra non esistano regole esatte nel censimento per “aggiungere una nuova categoria di lavoro”: solo che chi identifica il lavoro si spiega in modo diverso l’uno dall’altro, ma a volte i lavori non sono sufficientemente diversi dagli altri per meritare una nuova categoria. Forse un po’ complicato il suddividere, ma la decisione finale dipende dall’Ufficio statunitense di gestione e bilancio che ha l’ultima voce in capitolo. Per far capire bene questo concetto si può riferire che nel 2016, l’ultima volta che è stata aggiornata la “lista professionale”, è stata aggiunta la professione delle persone che sono pagate per fornire “consulenza alle donne in gravidanza prima, durante e dopo il parto”. Quindi, non bisogna scandalizzarsi che solo quest’anno, negli States sia stato riconosciuto il giocatore di poker: questo evento anche a noi pare sufficientemente bizzarro poiché il poker player è una professione alquanto affermata negli Stati Uniti e che sia arrivata ad essere censita solo nel 2019 lascia veramente perplessi.

Ma questa è l’America con il suo censimento professionale: è interessante sottolineare anche come la maggior parte dei nuovi lavori censiti, anche quelli svolti all’interno di tutti i casino online legali, si identifichi con la salute ed il benessere, tipo consulente genetico: settore sicuramente in crescita in terreno statunitense. Oppure si trovano professioni come “installatore di cavi in fibra ottica”, altro lavoro difficilmente categorizzabile, oppure “impastatore di pasta” che segue “lo stesso destino di difficoltà… Ma ci siamo fatti deviare da “considerazioni americane” che nulla hanno a che vedere con la professione di poker player: quindi, si vuole fare una sorta di viaggio in questa professione per spiegare ai profani qualche particolarità che ne fanno un segno distintivo, ma che dimostrano anche quanto “non è tutto oro quello che luccica” e che non è un lavoro facile e nella possibilità fisica e mentale di tutti.

Innanzitutto, la vita del poker player è affascinante, ma piena di luci ed ombre ed un lavoro che comprende anche che il risultato di una partita possa spostare le sorti di una vita intera. Certamente, da noi questo tema del gioco d’azzardo è alquanto caldo, se non bollente, visto che il Governo Giallo-Verde ha deciso di vietare qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa ai giochi ed alle scommesse con vincita in danaro poiché si ritiene che il gioco d’azzardo online patologico stia diventando un problema e, quindi, combatterlo (o distruggerlo?) un “imperativo”: purtroppo, è un dato di fatto con il quale la società attuale si deve confrontare. Poi, tornando alla professione del poker player, bisogna dire che molti provano a vivere con questo lavoro, ma veramente pochi ci riescono, poiché la vita di un pokerista non è proprio tutta rose e fiori.

Non si dimentichi che esistono partite infinite che durano anche 12 ore, con livelli di stress disumani e con una vita notturna, a volte, causa di conseguenze non trascurabili sulla sfera privata: e poi tanta matematica e tanto studio. Ma dentro un giocatore professionista c’è tutto un mondo da scoprire anche perché senza dubbio il mondo del poker in questi anni è cambiato tanto, e sotto molti punti di vista: oggi, vincere per chi inizia questo lavoro è diventato più complicato poiché i giocatori sono “cresciuti a livello di intelligenza e cultura”. Un tempo, il giocatore alle prime armi sapeva a mala pena le regole ed era sprovveduto, mentre oggi dà parecchio più fastidio. In passato un giocatore online poteva giocare su siti di tutti i Paesi: ad un certo punto lo Stato Italiano ha proibito ai propri cittadini di giocare su siti stranieri e questo per far giocare in ambienti controllati da un lato e dall’altro per poter tassare con più “tranquillità”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Maggio 2019 ore 12:00
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