Molte attività criminali si insinuano nel Gioco d’azzardo

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Sia durante il periodo pandemico, sia dopo alla riapertura delle tante attività che durante l’emergenza sanitaria hanno dovuto tenere i battenti chiusi, si è dovuto prendere atto della “rifioritura dell’illegalità” che ha fatto affari d’oro di certo approfittando della situazione che nel settore dei giochi e dei siti web casino si era concretizzata appunto con la serrata di tutte le sue attività per evitare i contagi.

La decisione del Governo di attribuire al gioco un rischio medio/alto in relazione al virus aveva portato a tale provvedimento “forse a posteriori eccessivamente drastico” del quale le associazioni criminali hanno subito approfittato.

I risultati sono stati resi pubblici sia a mezzo di comunicati della Commissione d’Inchiesta sul gioco illegale che anche dalla Commissione Antimafia che sta tirando il bilancio del suo fare indirizzato in modo principale all’influenza ed al controllo della criminalità proprio sulle attività collegate al gioco d’azzardo da sempre “mondo preferito” per gestire gli introiti delle operazioni illecite che con quel mezzo vengono “ripuliti” e rimessi sul mercato.

Dal lavoro della Commissione Antimafia emergono due “filoni” del mercato del gioco d’azzardo molto interessanti da valutare e che faranno senza dubbio riflettere chi di dovere anche rispetto alle direttive europee sul gioco anche se a volte bisogna dire non sono state pedissequamente seguite dai nostri Esecutivi: e qui si riferisce al Governo Conte 1 laddove è stato studiato e messo in atto il Decreto Dignità con il divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse che tante problematiche ha provocato sia alle aziende di gioco che a quelle sportive.

Infatti, l’Europa aveva raccomandato in modo preciso, ma non imposto, di stare attenti nell’eliminare la pubblicità al gioco essendo l’unica possibilità per il giocatore di poter essere aiutato nel comprendere se si sta confrontando con un gioco legale o con uno che decisamente non lo è.

Ma questa “raccomandazione” come più volte ricordato allora non è stata seguita mettendo le aziende di gioco in “un mare di guai economici” dai quali tutt’oggi non si sono riprese.

Ma qui si vuole andare oltre e seguire ciò che si può percepire da quanto espresso dalla Commissione Antimafia e dallo spaccato che ne esce in relazione al mondo del gioco d’azzardo.

Si è parlato qualche riga fa, di due filoni del gioco: uno che determina il controllo dello Stato sull’offerta dei prodotti di gioco rispetto ad un libero mercato e che offre senz’altro maggiore garanzia e sicurezza per i cittadini-giocatori.

L’Unione Europea ed alcune pronunce della Corte dei Diritti Europea legittimano quindi la riserva dello Stato ed il sistema di concessioni che viene adottato nel nostro Paese destinato a regolare l’offerta, cercando di minimizzarne le conseguenze che possono conseguire “dall’uso improprio” del gioco e sistema che mette in atto un’efficace prevenzione e repressione della criminalità.

L’altro filone che forzatamente deve prendere atto quanto negli ultimi decenni si è espanso il fenomeno del gioco: questa espansione ed il volume delle giocate che ha superato il numero di 110 miliardi di giocate legali, ha indiscutibilmente interessato la criminalità.

In particolar modo la mafia che è riuscita ad infiltrarsi anche nelle fila dei concessionari legali del gioco. Proprio in relazione a queste ultime operazioni criminali che sono state sfruttate per aumentare i profitti illeciti e che si palesano senza dubbio pericolose per il sociale dell’intero territorio e per lo stesso settore che viene minato nella parte più importante del suo “esistere”, diventa più che indispensabile che lo Stato recuperi un controllo pieno delle “sue Riserve”.

Sopratutto per tutelare territorio e cittadini cercando di sfruttare al meglio gli strumenti che oggi possono essere messi in campo per l’individuazione anche nelle imprese legali di gioco d’azzardo la presenza di “persone illecite e criminali” che discreditano così tutto il mondo dei giochi.

Quindi, i funzionari dello Stato e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli devono mettere in campo strategie e soluzioni con il supporto tecnologico, investigativo, giudiziario e normativo che consente di rendere le operazioni di intervento più “produttive nei risultati”.

Ma questo tipo di illegalità risulta essere pericolosa ed anche purtroppo difficile da sconfiggere: infatti, la criminalità è molto astuta ed abile nel destreggiarsi, ma lo Stato deve riprendersi assolutamente il pieno controllo del suo gioco pubblico per la tutela della legalità e la sicurezza del territorio che deve esercitare nei confronti dei cittadini-giocatori e di tutti i propri cittadini in generale.

Nel frattempo, la Guardia di Finanza è all’opera anche sul “territorio online”, altro campo dove l’illegalità ha guadagnato “terreno”: ha ipotizzato una possibile evasione di imposta per circa tre milioni di euro per la raccolta di scommesse illegali. Questa è la stima che hanno fatto gli uomini e le donne della GdF portando a buon fine la verifica nei confronti di due società con sedi in provincia di Matera ed operanti ed attive nel campo appunto delle scommesse.

Secondo la Guardia di Finanza le attività svolte da queste società per conto di un bookmaker maltese si sviluppa raccogliendo importi rilevanti per scommesse senza dichiarare le commissioni percepite.

In sostanza, l’operazione svolta dalle Fiamme Gialle lasciava intravedere una probabile evasione di imposta per tre milioni di euro complessivi da parte dei due intermediari ed anche che la posizione di uno di questi ultimi sta per essere valutata dall’Autorità Giudiziaria di Matera per l’ipotesi di reato di infedele dichiarazione rispettando il principio della presunzione di innocenza.

Ma per quale motivo si è voluto “raccontare” questo episodio relativo alle scommesse illecite? Sempre, naturalmente, per sottolineare quanto sia importante che lo Stato “si riprenda le fila” del gioco, sia terrestre che online perché l’illegalità “così galoppante” mette a rischio i giocatori e lo Stato ha il dovere di proteggere i propri cittadini.

Non serve sottolineare quanto sia difficile contrastare il gioco online che “per sua natura” è immenso e dove risulta molto più complicato risalire alle imprese che vi operano illegalmente. Questo, però, non deve essere un impedimento e neppure una scusa per non intervenire facendo finta che “tutto funzioni per il meglio”, come accade da tempo nel gioco terrestre.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 29 Settembre 2022 ore 08:00
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