Metaverso: Ci sarà posto anche per il Gioco d’azzardo?

posto per il gioco legale nel metaverso

Apache se accadrà una volta soltanto, in questa specifica occasione che si vuole affrontare in queste righe, bisognerebbe fare “i complimenti” al mondo del gioco, precisamente videogame ed esports, che sono stati i segmenti antesignani al metaverso che farà parlare tanto di sé ed che a già cominciato a farlo da un po’ proprio per questi due comparti ludici: ed ora l’argomento sta toccando oltre al mondo del gioco anche l’industria, il marketing ed il futuro di tanti manager che vedono proiettarsi la propria professione in quella direzione.

Metaverso sembra ancora una “parola nuova avveniristica” e per soddisfare la curiosità di chi ancora non ne sa molto, in termini semplici, si può spiegare così: praticamente si tratta di un ampliamento del mondo tradizionale come conosciuto oggi nel quale gli appassionati di videogiochi e di esports già da un po’ sono abituati a navigare.

D’altra parte, un gioco conosciutissimo come Fortnite che propone un ambiente virtuale è stato quasi preculsore di ciò che oggi si chiama metaverso: cioè oltre il gioco.

La particolarità di Fortnite, che ha avuto un successo enorme ed altrettanti consensi, fa interagire il giocatore con altri utenti con l’obbiettivo ovviamente di vincere le partite: ha anche “ospitato” concerti e sfilate di moda e contenuti di argomento storico e per fare un piccolo esempio della “potenza di Fortnite” ci si riferisce ia discorso di Martin Luther King divenuto famoso e riproposto ancora oggi.

Anche un altro gioco, Minecraft, è stato interprete importante qualche mese fa nella realizzazione della prima tesi di laurea discussa sul metaverso. Quest’ultimo presenta alla base concetti come quello della semplificazione dei rapporti tra persone, degli spostamenti, della gestione dei tempi ed è per questo che sta entrando con prepotenza nel mondo del lavoro e probabilmente usato di supporto alle strategie attuali.

Con il metaverso si può soddisfare l’esigenza di fornire nuovi stimoli ed anche creare atmosfere accoglienti che facilitano lo svolgimento dei compiti riducendo possibili elementi di tensione.

Già oggi alcune organizzazioni di esports applicano il metaverso: ecco spiegato per cui la trasformazione del lavoro in questo senso non appare poi così lontana nel prossimo futuro.

Usato come piattaforma virtuale di incontro e di relazione sarà uno strumento applicato per la trasformazione del lavoro: a rafforzare questo “breve viaggio nel metaverso” è il pensiero di alcuni manager ed impiegati inglesi che con una percentuale altuccia del 70% sono dell’idea che questo del metaverso sarà un sistema presto applicato nel mondo del lavoro su vasta scala.

Per confermare le prospettive di questo trend tecnologico sono stati intervistati circa 2300 impiegati e dirigenti aziendali nel Regno Unito ed in base alle risposte ottenute si può confermare che due terzi del campione crede che il metaverso diventerà una vera piattaforma di interazione, dichiarando oltre tutto di essere convinti che sicuramente lavoreranno nei prossimi anni su “questa nuova internet” che aiuterà ad abbattere qualsiasi barriera logistica e di comunicazione.

Ma ci si domanda: perché parlare qui di metaverso? Semplicemente perché sarà una evoluzione annunciata e già testata da qualche tempo dal mondo dei giochi, mentre nel frattempo il mondo del lavoro britannico ritiene che gli spazi di lavoro ibrido, quelli proposti in conseguenza dell’emergenza pandemica come lo smart working, stiano indubbiamente facilitando il passaggio al metaverso.

Di fatto proprio lo smart working, che è stato ben accolto e frequentato con sempre più presenze, potrebbe servire come pratico collegamento tra un mondo del lavoro tradizionale, basato quindi su luoghi fisici e carta, e la novità degli ultimi tempi come si diceva accelerata dal periodo pandemico, basata su smart working e digitalizzazione.

Il pensiero di tanti manager, anche legati al mondo dei migliori casinò su internet, si esprime e si orienta sul metaverso considerando che sarà indiscutibilmente una tecnologia molto più rivoluzionaria di qualsiasi altra applicata oggi, sia per il lavoro che per il gioco: in modo particolare si parla della connessione del metaverso legata al mondo delle videoconferenze.

Infatti una buona percentuale di manager è più che convinta che così la comunicazione con colleghi o dirigenti ne trarrà un beneficio enorme. Ma non sembra tutta qui l’immagine in cui si pone il metaverso, poiché già tante persone pensano al vantaggio e la possibilità che i visori di realtà virtuale o mista possono offrire applicandoli per semplificare le diverse attività tecniche a distanza: dalla meccanica ai possibili interventi su infrastrutture effettuabili da remoto.

Ma serve, senza alcun dubbio, anche pensare alla salute personale dei lavoratori “ibridi e remoti”: ma più della metà dei manager intervistati asserisce che sul metaverso si dovrebbe incontrare minore stress e maggiori possibilità di svago.

Nel frattempo il mercato si “muove” e si cominciano ad intravedere le prime esperienze su ciò di cui si sta disquisendo: per esempio, PwC Hong Kong ha acquistato un terreno all’interno di The Sandbox, mondo virtuale in 3D creato da Animoca Brands, con l’intenzione di creare “un hub di consulenza web 3.0” per rendere più agevole la crescita di una nuova serie di servizi professionali, tra i quali fisco e contabilità.

Ed anche il gioco e lo sport non stanno a guardare e non vogliono “stare indietro” con l’evoluzione della tecnologia: ed infatti anche Atari, Samsung ed Adidas, aziende che di certo non hanno necessità di presentazione essendo conosciute a livello mondiale, hanno già lanciato i loro nuovi progetti online con i loro impiegati che già svolgono online una parte importante delle attività che un tempo si svolgevano localmente.

Ma neppure l’Italia vuole restare ferma al palo: così da qualche settimana Ntt Data che fornisce servizi di business, ha aperto in Italia un nuovo centro europeo di formazione sul metaverso indirizzato esclusivamente all’ambito industriale.

Anche iDea Group, che opera a Milano, ha inaugurato Made, un luogo per la didattica immersiva, che intravede in questo percorso un mezzo specifico per sviluppare soluzioni innovative da applicarsi in modo particolare dalla comunità e dalle società scientifiche, così come da parte di aziende ed anche dalle istituzioni.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 19 Ottobre 2022 ore 09:30
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