Riordino del Gioco d’azzardo essenziale per la sua legalità

fare il riordino del gioco azzardo e essenziale per garantire la sua legalita

Ormai non si contano più le occasioni nelle quali si è raccontato e sottolineato quanto sia importante l’interessamento che negli ultimi mesi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli investe per il “suo gioco pubblico” e, sopratutto, con quanta enfasi il suo Direttore Generale si esprime a difesa delle imprese ludiche, casino online con slot compresi, e dei suoi operatori che rappresentano con la loro presenza sul territorio la legalità e tutelano i suoi cittadini. Mai prima d’ora, in effetti, un DG di ADM si era esposto così tanto personalmente per sottolineare il vero compito del gioco pubblico e la sua importanza per la nostra realtà territoriale e la nostra economia. L’Agenzia, anche in epoca non sospetta e quindi ancor prima dello tzunami Coronavirus, aveva fatto presente alla politica l’importanza del riordino nazionale del settore: ragion di più oggi post-pandemìa. Infatti, alla ripartenza delle attività commerciali si sono ripresentate, puntuali come un orologio svizzero, le stesse problematiche che incombono da anni sui giochi e che dipendono dalle famigerate Leggi Regionali “capestro” che nemmeno più le stesse Amministrazioni riescono a gestire.

Da qui la pressante richiesta di ADM alla politica affinché si metta in moto per studiare e redigere questo benedetto riordino nazionale di cui si è stanchi di continuare a parlare e che non arriva mai alla concreta realizzazione: intanto, purtroppo, tante imprese di gioco d’azzardo sono state costrette a chiudere perché non sono riuscite, dopo le criticità economiche dovute alla pandemìa, a confrontarsi anche con le Leggi Regionali che impediscono il cammino commerciale delle “Riserve di Stato” che non riescono a tenere i battenti aperti. Così, purtroppo, si sono dovute tirare le somme di quello che è accaduto durante il lunghissimo lockdown imposto al gioco legale: sempre ADM afferma che durante la pandemìa soltanto il 40% dell’utenza del gioco si è rivolta a quello online: il resto ha scelto “altrove” e questo si è dimostrato troppo dispersivo e pericoloso per la stessa utenza che nel gioco illecito indubbiamente non è tutelata e compito che spetta di diritto al gioco pubblico.

Purtroppo questa esperienza ha fatto conoscere ancor di più all’opinione pubblica, l’illegalità che durante l’emergenza pandemica “ha allargato i propri orizzonti”: dentro le attività illecite, sia del gioco che di qualsiasi altro settore, si nascondono vari tipi di reato e quello che ha “raggiunto” maggiormente la cittadinanza in difficoltà è quello dell’usura che ha progredito nei suoi affari non avendo problemi di liquidità allungando ulteriormente i suoi tentacoli con le persone e le aziende in difficoltà. E proprio in un momento dove le istituzioni stavano in parte “arrancando” per cercare di aiutare con ristori, risorse e ristori coloro che stavano subendo mancati guadagni a causa delle varie chiusure indispensabili per poter arginare il progredire del virus. Ovviamente non c’era proprio bisogno di aumentare la potenza economica dell’illegalità chiudendo anche il gioco pubblico e le scommesse sportive, però del “senno di poi”… Così oggi ci si trova a dover provvedere con urgenza, almeno si spera, a riordinare e riformare l’intero settore ludico per poterlo presentare alla propria utenza più forte e tutelato che mai.

Almeno questo è l’intendimento proprio di ADM che continua a richiederlo alla politica mettendosi a disposizione quale organo tecnico per la scrittura di un testo sui giochi, dando così un apporto significativo per arrivare alla stesura del riordino nazionale senza il quale il mondo dei giochi è assolutamente bloccato e con esso anche la tutela della legalità sul territorio. Sempre ADM sottolinea che ha attivato le funzioni del COPREGI che in collaborazione con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza agisce proprio per contrastare l’illegalità attraverso l’attività del Comitato che era già intervenuto in tempo di lockdown con una supervisione del territorio su 50 province elevando sanzioni per milioni di euro con continue attività sull’intero territorio. ADM continua nel sostenere quanto sia indispensabile che il gioco legale e sicuro possa lavorare con serenità e con la propria presenza aiuti a debellare la concorrenza sleale del gioco illecito, ma sopratutto che si torni a tutelare il giocatore.

Non si deve dimenticare, come ha dichiarato il DG di ADM, Dott.Minenna, che il gioco legale viene controllato dai tecnici appunto di ADM e gli schemi algoritmici sono strutturati in modo da non suscitare stimoli per il giocatore e non è sicuramente un dettaglio: infatti nel gioco illegale è evidente che si “spinge” a giocare sempre di più, sopratutto intervenendo con quelle persone facilmente influenzabili che possono arrivare persino a rovinarsi con il gioco ed il poker e questo non si può più nascondere. Ma è anche proprio per questo che serve un riordino rapido e trasparente del gioco pubblico in modo da consegnargli tutte le armi possibile per tutelare i giocatori e naturalmente i minori che non si devono avvicinare assolutamente al gioco. Non da ultimo come importanza è la questione che riguarda il gioco pubblico ed i suoi rapporti con gli Istituti di Credito dove anche qui ADM ha fatto sentire la “sua”voce: ha avviato un tavolo proprio con ABI.

Infatti, attualmente il settore ludico è regolato da troppe norme con le Banche, norme che devono essere semplificate e razionalizzate: non è più possibile assistere alla chiusura di conti correnti intestati ad un’Azienda di gioco accampando un presunto “rapporto etico” e poiché il settore ludico sembra rientrare in un contratto troppo rischioso per le stesse Banche. Questo atteggiamento non è sopportabile per imprese che rappresentano lo Stato sul territorio in forza di concessioni: ciò dovrebbe risultare una garanzia e non certo un rischio. Purtroppo, però, questo tipo di demonizzazione per il gioco e per le app casino rientra quasi nella “normalità” ed è un’altra cosa che deve essere sistemata sempre nel riordino nazionale dell’intero settore. Le imprese che si occupano di gioco devono essere tutelate e protette perché il gioco pubblico è un “fiore all’occhiello” per la nostra economia e come tale dovrebbe essere rispettato: non si può aspettare ancora a regolamentarlo. Ne va la vita di tantissime imprese e di tanti lavoratori.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 9 Novembre 2021 ore 11:53
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