L’osservatorio consiglia di restringere le norme sul gioco d’azzardo

le istituzioni cercano di restringere ulteriormente le norme sul gioco azzardo

Da luglio ad oggi non c’è dubbio che facciano ancora discutere le “raccomandazioni” allora trasmesse al Ministero della Salute ed agli assessorati regionali alla Sanità, da parte dell’Osservatorio GAP affinché si provvedesse ad ulteriormente restringere le norme che regolamentano il mondo dei giochi e dei casino online italiani al fine, secondo lo stesso Osservatorio, di evitare i gravi rischi che le riaperture delle varie attività di gioco potrebbero far correre ai giocatori non essendo sopravvenuta una riforma od un riordino del settore o, comunque, una rinnovata regolazione di tutti i giochi indistintamente. Ciò al fine di prevenire il Disturbo da Gioco d’Azzardo sempre in agguato: ma non bastava questo gratuito allarmismo sicuramente non giustificato di un aumento del gioco problematico, si precisava altresì che con la riapertura dei punti di gioco avrebbe potuto riacutizzarsi la pandemìa a causa dei contagi che avrebbero potuto far nascere focolai proprio presso le attività commerciali di gioco.

E questa paura sembrava proprio essere esternata senza alcun sostegno realistico di dati e senza, oltre tutto, presentare eventualmente i risultati di una qualsivoglia indagine o ricerca effettuata in tale direzione. Cosa che, naturalmente, ha infastidito, e non poco, tutta l’industria del gioco e le associazioni di categoria che non si sono lasciate di certo scappare l’occasione per opporsi a questa esposizione così nefasta dell’immediato futuro del gioco d’azzardo. Sopratutto AS.TRO, sempre in prima linea per difendere i suoi associati, che tuonava allora a luglio, come ribadisce oggi, che l’Osservatorio non aveva alcun diritto, né alcun elemento per lanciare “strali” così preoccupanti nei confronti dei punti di gioco, tanto da ritenerli “portatori” di focolai del virus tanto temuto e delle sue scomodissime varianti. Ciò ha destabilizzato il settore ed anche in parte i consumatori che si sono “soffermati” su tali esternazioni assolutamente gratuite in relazione alla particolare cautela che avrebbe dovuto usarsi nell’accesso ai punti di gioco.

È risultato, quindi, indiscutibilmente ovvio che AS.TRO si sia attivata per evitare l’adozione di provvedimenti ancor più restrittivi da parte delle Regioni proprio in base a queste “raccomandazioni” dell’Osservatorio GAP sottoponendo alle stesse Amministrazioni alcune riflessioni inviate proprio in questi giorni e conseguenti all’esame della documentazione dello stesso Osservatorio. Documentazione così negativa nei confronti dell’apertura delle attività ludiche e dell’applicazione dei loro protocolli, che “punta” su dichiarazioni che racchiudono alcuni pareri strettamente personali di due membri dell’Osservatorio che, in una riunione del 23 giugno 2021, hanno espresso la loro convinzione, di certo sempre personale, sul fatto che la riapertura dei punti di gioco, come le sale slot machine, avrebbe comportato “una violenta sollecitazione a riprendere il consumo del gioco” con il rischio di incorrere in una sorta di “overdose” che avrebbe potuto condurre addirittura ad “alte percentuali di suicidi”.

Si può ben immaginare che tali affermazioni esternate dai menzionati due membri del più volte citato Osservatorio, il Dr. Casciani ed il Dr. Fiasco, siano da considerarsi assurde, ampliate e, sopratutto, non sostenute da alcuna ricerca scientifica se non da un’analisi su un piccolo ed imprecisato campione: analisi, comunque, non allegata e non precisata nel dettaglio. Considerazioni oltre tutto espresse, a parere di AS.TRO con parole eccessivamente crude ed ingiustificate e che si ritengono, quindi, mere asserzioni prive nel modo più assoluto di alcun obbiettivo riscontro. Ma asserzioni che intendono penalizzare ulteriormente con altre misure ancor più restrittive le imprese di gioco e di scommesse sportive che sono rimaste chiuse per lunghi mesi per effetto delle norme a contrasto del Coronavirus: e sembrano davvero asserzioni “beffarde ed improvvide” quelle esposte da questi due membri dell’Osservatorio che vogliono di certo penalizzare ulteriormente il mondo ludico come se non ne avesse avuto già abbastanza di quel lockdowm imposto dalle Istituzioni perché “attività ritenute non essenziali e di rischio medio/alto”.

Penalizzazioni che AS.TRO. in ogni caso, si riserva di impugnare nella giusta sede giurisdizionale, con richiesta di un corposo risarcimento dei danni che si andrebbero a concretizzare con le restrizioni così “raccomandate”. L’Osservatorio, sia durante la riunione del 23 giugno scorso, ma anche successivamente, non ha svolto né raccolto altre informazioni a sostegno di quanto espresso in termini un po’ troppo cruenti ed alquanto esagerati dal Dr. Fiasco e dal Dr. Casciani, e non aggiungendo null’altro, le ha fatte proprie ed inoltrate così, “pari pari” agli assessori regionali sotto la forma di “raccomandazioni” da applicarsi alle norme tuttora in essere in materia di gioco. Da questo invio di raccomandazioni, che AS.TRO ritiene più che criticabili e pericolose per l’intera economia del settore ludico e del poker, si devono contrapporre alcune osservazioni, fermo restando che la stessa Associazione ritiene l’iniziativa del Ministero della Salute diretta ai Presidenti di Regione quanto meno criticabile. L’osservazione più importante e significativa che viene opposta è che il parere espresso dall’Osservatorio è basato su pareri personali di due suoi membri e non sostenuto da elaborati idonei a giustificare quel determinato trattamento così particolare.

Trattamento estremamente negativo che il Ministero della Salute ha deciso di riservare al mondo dei giochi, anche alle app casino online, a mezzo delle Regioni ed ai loro interventi restrittivi nei confronti di questo benedetto settore che andrebbero a scontrarsi, molto probabilmente, con i vari decreti istituzionali che hanno concesso alle attività di gioco l’apertura nelle zone di varia colorazione e seguendo i criteri vigenti nei vari territori. Opinioni di questi due membri che non possono essere ritenute idonee o messe a fondamento di decisioni così importanti indirizzate a comprimere i diritti al libero esercizio di un’attività economica ed il diritto al lavoro, entrambi riconosciuti dalla Costituzione. Ne consegue che AS.TRO invita i Presidenti di Regione a tenere in debito conto le osservazioni esternate in relazione alle “raccomandazioni” suggerite dal Ministero della Salute poiché ulteriori provvedimenti restrittivi trascinerebbero il settore ludico verso gravissime conseguenze economiche, e sopratutto occupazionali, in un settore già provato da un lockdown sproporzionato e che si è anche dimostrato negativo nei confronti della legalità che è stata decisamente “trascurata” con la chiusura dei punti di gioco legale.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 24 Settembre 2021 ore 18:00
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