Lo Stato deve inquadrare il gioco d’azzardo in modo diverso

gioco azzardo italiano legale deve essere inquadrato dallo stato italiano in modo diverso e piu consapevole

Che negli ultimi due anni di emergenza pandemica parte dei vari settori si siano “disintegrati economicamente” per fronteggiare una situazione imprevedibile e che ha trovato tutti gli imprenditori decisamente sbigottiti nei confronti di una situazione commerciale assurda, è purtroppo un dato di fatto. Ne sanno qualcosa prima gli stessi imprenditori che hanno fatto, quando è stato possibile, il “triplo salto mortale all’indietro” per tenere le proprie aziende aperte, anche se in bilico, e salvaguardare i posti di lavoro dei propri dipendenti: ma lo sa anche il Premier Draghi che sta adoperando tutta la sua esperienza per far ripartire l’economia del Paese anche con i cospicui aiuti dell’Europa che ha cercato di aiutare tutti gli Stati a rimettersi in piedi. Comunque, tutti i settori ne sono usciti devastati e chi più e chi meno hanno subito danni economici pazzeschi che senz’altro non sono riusciti a recuperare con i sostegni istituzionali che non potevano bastare a coprire le spese aziendali di tutti e per un periodo così lungo.

Anzi, si può tranquillamente dire, senza paura di essere smentiti, che le risorse dello Stato sono state davvero poche gocce in un mare di disagi: basta ascoltare qualche intervista per avere la riprova di quanto disastro economico tocchi ed attraversi i vari settori. Aziende ridotte al lumicino e dove tantissime di loro, purtroppo, sono state costrette a chiudere i battenti definitivamente con la tragica conseguenza dei lavoratori che si trovano in mezzo ad una strada, laddove la cassa integrazione non riesce ad intervenire come ci si aspetterebbe. Ma una crisi economica così globale rimane difficile da fronteggiare anche se i quattrini che lo Stato ha messo a disposizione non sono stati pochi, ma che sono stati in ogni caso insufficienti: troppo lungo il periodo di stop del commercio, della produzione, delle esportazioni, della sopravvivenza in generale considerato che tutto il Pianeta è rimasto coinvolto in questo tzunami Coronavirus che ha travolto veramente tutto e tutti, portando lo stesso disagio ovunque.

Il settore del gioco e dei migliori siti casino slot è senz’altro un settore “bersagliato” dalle chiusure durante l’emergenza ed alla riapertura non si sono ottenuti i risultati che il mondo ludico si aspettava dalle sue attività: però, le aziende hanno ugualmente creato qualcosa e qualcosa hanno anche guadagnato nello scorso anno almeno per recuperare una minima parte di quanto è andato perduto. Serve anche conteggiare che tanti operatori hanno dovuto ricorrere a prestiti per riconvertire le proprie aziende o per metterle in regola con le richieste istituzionali: soltanto che queste operazioni non hanno avuto il tornaconto che si era previsto e, quindi, sono da considerarsi ulteriori investimenti “purtroppo, sul nulla” e decisamente a “fondo perduto”. Ma il settore del gioco non si è fatto scoraggiare alla riapertura, nonostante i risultati “avversi”, ed ha lavorato tantissimo, riuscendo a riversare addirittura nelle casse del nostro “caro Erario” circa 12 miliardi di euro pur con un fatturato in calo e sicuramente non dei migliori negli ultimi anni.

Ed è esattamente a questo punto e con questi dati che il Governo centrale deve confrontarsi e riflettere su questa realtà e rendersi conto che il gioco è anche questo: tanti sacrifici da parte di tutte le imprese nonostante le criticità che il mondo del gioco d’azzardo legale si sta trascinando purtroppo da anni. Ma cosa deve vedere il Premier in “questo nuovo gioco” oltre che l’attesa spasmodica del riordino nazionale? Che lo stesso gioco d’azzardo, anche nella disperazione totale, è riuscito comunque a produrre una “buona raccolta” per contribuire tangibilmente alla rinascita economica del Paese: e quanto ne aveva bisogno di questi “aiuti” ed anche di questa “iniezione di forza di volontà” per poter piantare solite basi per un futuro migliore per tutti! Si può senz’altro dire che il 2021 non è stato per il gioco l’anno della ripartenza, ma sono stati mesi che stanno provando a rilanciare un settore ridotto al lumicino che però vuole continuare a tornare a brillare e, sopratutto, anche a divertire perché se ne sente decisamente la mancanza.

Così anche se non sarà una notizia “lieta” per i detrattori del gioco, questo è lo scenario estremamente positivo che contorna le attività di gioco e ciò al di là di tutte le ideologie che si possono sciorinare per screditarlo e denigrarlo. Il Governo centrale dovrà prenderne atto e ricominciare a considerare il mondo dei giochi e delle scommesse sportive come qualche anno fa quando sulle risorse del gioco i vari Esecutivi che si sono susseguiti hanno sempre potuto contare: “Riserve di Stato” sempre estremamente obbedienti a tutto ciò che veniva loro imposto. Ora per non farsi scappare tra le dita questa possibilità, serve che venga messo in campo il riordino nazionale dell’intero settore che metta il gioco in condizione di tornare ad essere la terza economia del Paese: sistema gioco sul quale il Paese ha sempre potuto contare anche se questo non piacerà a tanti sempre per una forma di falsa moralità e di ghettizzazione che il gioco ha dovuto subire da tanto tempo, purtroppo.

I dati che riguardano il giro d’affari del gioco 2021, e la relativa raccolta, sono stati divulgati dall’ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica ed a mezzo del Conto riassuntivo del Tesoro relativo al periodo 1° gennaio-31 dicembre 2021, sono decisamente attendibili e rendono l’idea di ciò che è accaduto nell’industria ludica: cosa che dovrebbe far riflettere ancor di più il Governo sul sistema statale del presidio del gioco. Quindi, sicuramente non allontanare il gioco ed il poker dal territorio, ma fornire garanzie rispetto all’importanza di questo comparto che oltre a garantire la legalità sul territorio, l’occupazione di un grande numero di lavoratori è anche in grado di assicurare certezze economiche al Paese. Tutto il comparto del gioco appare decisamente redditizio per lo Stato guardando i bilanci pur di un anno così fortemente di crisi come quello che si è appena concluso.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 19 Febbraio 2022 ore 18:00
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