Ci si aspetta la nuova normalità nel gioco d’azzardo

il gioco azzardo italiano ha voglia e speranza di tornare ad una nuova normalita

Si vuole ancora una volta sottolineare la presentazione del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, avvenuta il 10 settembre scorso, poiché “ci piace” senz’altro sottolineare che è stata accolta da un pubblico istituzionale di tutto pregio: dal Presidente della Camera, al Ministro degli Interni ma, particolarmente, dal Ministro della Salute Roberto Speranza che ha contribuito con le sue restrizioni a mettere l’intera industria del gioco e dei nuovi casino slot quasi in ginocchio, continuando con il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio che apparentemente è al di fuori del settore dei giochi, ma che invece pur non avendone competenza diretta ha contribuito nel periodo in cui il Movimento Cinque Stelle faceva parte di un “Esecutivo a quattro mani” con la Lega all’emissione più che frettolosa del famosissimo Decreto Dignità che incorporava il divieto totale della pubblicità, assolutamente proibizionistico. E non solo: Di Maio è stato senz’altro il rappresentante di una forza politica acerrima nemica del mondo ludico e delle sue imprese.

Infatti, il M5S tacciava i suoi addetti ai lavori di essere immorali, istigatori alla corruzione ed approfittatori delle altrui debolezze. E Partito che in quel momento, con la messa in campo del Decreto Dignità con una tempistica velocissima mai percorsa prima per provvedimenti di altro genere, aveva contribuito a toglierla (la dignità) a tutta l’industria del gioco, compresi i suoi lavoratori. Da quel momento in poi il gioco non ha più avuto pace, né forza per risollevarsi dagli effetti di una simile normativa visti gli enormi danni economici che tale divieto era andato a procurare alle imprese del settore considerando anche l’ulteriore aumento della tassazione sempre inserito nel famigerato Decreto che condannava il mondo ludico ad un futuro che in quel momento si paventava complicato e quasi inaffrontabile. Così la presentazione del Libro Blu 2020 di ADM è riuscita, anche se non era sicuramente nella sua specifica intenzione, a far guardare nel gioco d’azzardo con un’enorme lente di ingrandimento che riesce a segnalare le criticità del mondo ludico.

Criticità di tutta la sua industria in tutti i suoi segmenti, in modo particolare dopo un anno di lockdown imposto per contrastare l’emergenza sanitaria: ed anche in questa occasione il settore dei giochi è risultato veramente danneggiato insieme al turismo, ed all’intrattenimento in generale, comprese le discoteche. Così, ancora una volta, i riflettori si sono accesi sul gioco, settore interessante a livello economico per le casse erariali, ma estremamente scomodo per i vari Esecutivi che non sono riusciti dal lontano 2017, data della famosa Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali, a mettere in campo un adeguato ed aggiornato riordino nazionale che potesse finalmente consentire al gioco pubblico, comprese le scommesse sportive online, di continuare a rappresentare la legalità sul territorio. Oggi, però, nonostante l’emergenza sanitaria sia più sotto controllo e la campagna vaccinale stia contribuendo a rendere la vita di tutti i cittadini e delle imprese più vivibile e quasi normale, ci si trova comunque con un gioco pubblico disastrato.

Il settore, senza il riordino nazionale e con il Green Pass, che ha contribuito a diminuire i visitatori delle sale da gioco, non riesce a rimettersi in marcia come vorrebbe e se non si vuole che le sue imprese vadano piano piano a sgretolarsi proprio ora che la riapertura delle diverse attività “sembra” solida e pare non esserci al momento il pericolo di nuove chiusure, ovviamente no-vax permettendo, deve fare un ulteriore “salto in avanti” appunto con il riordino. Ma sembra quasi che qualcuno non lo voglia, anche se proprio il Presidente della Camera, pur essendo del M5S, ha lanciato un appello al Governo per trovare “un equilibrio fra gli interessi dell’Erario e la tutela dei cittadini dal rischio di ludopatia” sottolineando quanto la regolamentazione del gioco sia oggi troppo frammentaria per “carenza di una visione organica del legislatore”, invitando a valutare “con urgenza un riordino nazionale” del settore che tuteli gli interessi di tutti: dello Stato e della salute dei cittadini.

Apparentemente, quindi, le posizioni che sino a poco tempo fa, e comunque prima della pandemìa, si esprimevano con parole poco lusinghiere nei confronti del gioco pubblico e del poker, oggi si stanno rivalutando forse anche in virtù dell’attuale situazione del Paese che sta studiando tutte le strategie per uscire dall’emergenza. Ciò anche in ordine al lavoro che è stato presentato da ADM per quello che riguarda il gioco legale ed il contrasto con quello che di certo legale non è proprio, ma che ha dimostrato di riuscire a prevalere su tutto il territorio al gioco terrestre. È un risultato che forse nessuno si aspettava anche se l’esperienza degli uomini di Governo avrebbe dovuto suggerire che tenere chiuso per mesi e mesi il gioco fisico avrebbe inevitabilmente convogliato danni enormi e concorrenza sleale nei confronti del gioco pubblico. E è esattamente per questo che a volte qualche dubbio si insinua quando parlando dell’avvento della normalità del gioco si ha il sentore che vi sia qualcuno o qualcosa che vi rema contro.

Senza dubbio, non rema contro il gioco ADM che ha dimostrato proprio durante la pandemìa quanto ha difeso a spada tratta il settore ludico e tutte le sue imprese e quante volte sia intervenuta per sollecitare il Governo al riordino nazionale del settore ottenendo soltanto promesse, ma mai qualcosa di tangibile sul quale oggi si possa almeno iniziare a ragionare e lavorare. Soltanto promesse dall’ex sottosegretario con delega ai giochi, Claudio Durigon e di qualche altro politico intervenuto nelle diverse manifestazioni di piazza che il mondo ludico ha effettuato durante l’emergenza e la chiusura imposta dalle istituzioni. D’altra parte, che il gioco pubblico, bingo online compreso, venga discriminato dalla politica ormai sembra davvero un dato acquisito e questo certamente non depone a favore dell’attuale Esecutivo che forse, ha tante altre cose da fare magari più importanti del gioco pubblico: ma che non deve essere una scusante perché il futuro di migliaia di piccole e medie imprese di gioco e di 150mila lavoratori non sono poca cosa, ma argomento estremamente importante sopratutto per la rinascita dell’economia e per l’occupazione.

Pubblicazione: 1 Ottobre 2021 ore 18:00

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