L’inopportunità della chiusura del gioco d’azzardo legale

chiudere il gioco in fretta e stato molto inopportuno

Chi l’avrebbe detto che dopo anni di discriminazione nei confronti del gioco pubblico e dei casino migliori italiani legali, di ostruzionismo dichiarato o sotterrane, di Leggi Regionali che perseveravano nel voler vietare l’allargarsi del fenomeno del gioco ed infine, dopo l’assurda e continua chiusura imposta alle attività ludiche, oggi siano proprio le Amministrazioni comunali e le Regioni a desiderare che si riaprano i punti di gioco legale sul territorio! Non fosse altro per proteggere lo stesso territorio dall’illegalità dei prodotti e dall’usura che mai come in questo periodo sta acquisendo “nuova clientela”: sembrerebbe impossibile questo pensiero di “supporto al gioco legale” da parte di chi governa le Regioni , ma le perdite che il sociale sta riscuotendo sono talmente alte che è successo anche questo “miracolo” ed ora ci si trova con la politica ed i Governatori che sollecitano la riapertura delle attività ludiche, sempre seguendo inutile sottolinearlo i protocolli più rigorosi per contrastare il cammino del virus e delle sue innumerevoli varianti.

Così si è arrivati alla programmazione della riapertura anche delle sale da gioco per il 1° luglio, un mese esatto dopo la data preventivata dal sottosegretario ai giochi d’azzardo Claudio Durigon: ma va bene così, non serve lamentarsi ma essere pronti a riabbracciare finalmente la propria utenza. E meno male che a forza di sottolineare quanto l’idea della chiusura del gioco pubblico fosse pessima e sicuramente non indicativa della persistente richiesta del gioco da parte dei suoi estimatori, si è arrivati a decidere questa seppur lontana data di riapertura. Data che comincia a mettere nel cuore degli addetti ai lavori un po’ di realistica speranza che si possa davvero ricominciare a vivere, a divertirsi, con tutto il mondo dei giochi, sia quello con vincita in danaro sia quello di puro intrattenimento. Una battaglia che è stata portata avanti dalle organizzazioni di categoria con le manifestazioni di piazza e con la sensibilizzazione anche dell’opinione pubblica che soltanto in questi mesi è riuscita a percepire la realtà sociale del gioco pubblico e le sue esigenze.

Quindi, si potrebbe “azzardare” a sottolineare che il gioco legale e sicuro ha riacquistato, o riacquisterà a brevissimo termine, la sua posizione di rappresentante della legalità dei prodotti di Stato continuando ad esercitare sul territorio la presenza sana del gioco che non bisogna dimenticare sino ad una quindicina di anni fa era esclusivamente “di pertinenza e di proprietà” delle organizzazioni criminali. Si spera che questo principio di legalità sia stato il fulcro attorno al quale si sono svolte le varie considerazioni delle istituzioni per riaprire le attività di gioco, seppur in un lontanissimo 1° luglio, oltre che alla presa di coscienza che, in caso diverso, il sociale si sarebbe trovato a fare i conti con la chiusura di tante piccole e medie imprese e con un forte problema relativo all’occupazione. E, senza ombra di dubbio, questo non è il momento più consono per avere il fronte occupazionale caldo, anzi bollente, con i termini della cassa integrazione che stanno stagliandosi all’orizzonte. Ecco spiegata questa “presa di posizione” delle istituzioni regionali e locali che hanno speso parole e sostegni (verbali) per la riapertura del mondo dei giochi.

Quasi il 50% degli Enti territoriali dell’italico Paese si sono “rimangiati i propri pensieri (ed anche le parole)” contro il settore ludico, scommesse sullo sport comprese, e stanno cercando di rivedere le norme relative all’effetto espulsivo che hanno provocato alle attività di gioco sui territori rimodulandole in modo che queste ultime possano ricominciare a sperare di avere un cammino commerciale quasi normale. E così facendo, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, come usualmente è solito fare questo benedetto settore dei giochi, si creerebbe una sorta di quasi-riordino che metterebbe in un angolo, almeno per il momento la Questione Territoriale sempre in attesa “dell’avvento del vero ed effettivo” riordino nazionale dell’intero settore. Di certo si rappresenterebbe “un miracolo”: le Regioni che fanno un passo indietro! Evento legato alla pandemìa o mero e semplicistico conteggio delle risorse mancanti che provengono dal gioco e di cui tutti Stato, Regioni ed Enti Locali sentono ed hanno la necessità?

Ma qualunque sia stato il “pungolo” che ha costretto le istituzioni locali ad indietreggiare e riconoscere (seppur forzatamente) quanto il mondo ludico possa essere socialmente utile è da accettare a braccia aperte perché mette in condizione gli addetti ai lavori di prepararsi con ancora “più voglia di fare” per offrire alla propria utenza, così abbandonata a sé stessa e da così lungo tempo, un nuovo gioco anche in versione mobile. Più accattivante e coinvolgente e con tanto desiderio di accontentare le esigenze di questo nuovo popolo di giocatori, anch’esso senza dubbio bistrattato dalla lontananza dai punti di gioco preferiti, dai suoi prodotti legali, dalle sue partite, dalle sue vincite (regolari) e dalle sue apparecchiature innovative che sono ferme lì che aspettano la propria utenza cercando di abbracciarla, seppur con tutti i protocolli di rito. Basta ritornare a lavorare, a giocare, a divertirsi: con calma, attenzione e sicurezza. Questo significherà riprendersi la propria vita e le proprie abitudini ed anche il proprio divertimento.

Il gioco d’azzardo non è quel “male” che tanti ancora oggi vi vogliono vedere. È un intrattenimento che tiene compagnia a tante persone, che va affrontato con leggerezza ma consapevolmente, che deve assolutamente rimanere un divertimento anche se sembra una frase banale, ma che deve essere il filo conduttore per un sano intrattenimento. Ma per chi ama il mondo del gioco d’azzardo è una sorta di “giorno della rivincita” nei confronti delle istituzioni perché dimostra che il Paese da un lato vuole senza dubbio contrastare il disturbo da gioco d’azzardo, che non si può nascondere esista, ma dall’altro si attesta che il gioco pubblico, slot machine in testa, rappresenta la legalità del prodotto e tutela con essa il territorio ed i suoi cittadini. Sopratutto non mettendoli in condizioni di avere a che fare con quel gioco illegale che viene gestito dalla criminalità organizzata e che può mettere a rischio la tranquillità, la serenità e la leggerezza che invece si deve intrattenere con questo settore e tutte le sue imprese ed i suoi operatori.

Data Pubblicazione: 4 Giugno 2021 ore 18:00

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