Pochi Stati europei proteggono i giocatori online

stati europei che difendono i giocatori online

Si continua a parlare delle problematiche del gioco, certamente non delle sue positività sociali: si continuano a cercare nuove tecnologie per renderlo più accattivante e coinvolgente, in modo particolare per la clientela online che vuole giocare con i casino online, ma di fatto uno studio recente londinese ha rilevato che solo pochi Stati europei offrono un vero servizio ad alto livello di protezione proprio per quel comparto di gioco e per i suoi “protagonisti”. Più di una volta si è detto che il segmento online del gioco è quello più difficile da controllare, da gestire, da rintracciare visto l’immenso e smisurato “bacino di pertinenza” che lo coinvolge e visto, anche, il mare di fruitori che lo rincorrono: ecco da dove provengono le difficoltà nella sua protezione. Ma ci si deve attrezzare in questo senso se non si vuole che i giocatori incorrano in spiacevoli conseguenze, cosa che il gioco lecito certamente non vuole: per arrivare a certi livelli di sicurezza è assolutamente indispensabile un approccio politico più forte nei confronti di questo settore, sopratutto, per garantire un livello coerente di protezione. Non bisogna dimenticare che questo mercato online annovera milioni di europei che giocano regolarmente.

Risulta indispensabile seguire con maggior attenzione gli orientamenti della Commissione Europea, seppur “antichi” poiché risalgono al 2014, ma che rappresentano, ancora oggi, una buona base per raggiungere la “tranquillità operativa dei giocatori”. Come è altrettanto evidente, ed anche auspicato dalla medesima Commissione, che normative “più comunitarie”, dovrebbero “tornare a beneficio” delle stesse imprese che operano nel settore online. Rincorrere e soddisfare le diverse regolamentazioni studiate e messe in campo dai vari Legislatori, significa inutili duplicazioni e costi di amministrazione veramente elevati per le società che operano in più Stati europei e che si occupano di gioco d’azzardo online. La richiesta di uniformità europea proviene dall’Egba, European Gaming and Betting Association, dopo aver esaminato le conclusioni dello studio londinese della City University, che ha palesato problemi sulla sicurezza dei giocatori che ricercano il gioco a livello di Stati europei. Solo pochi Stati, infatti, offrono un livello di protezione sufficientemente elevato, ma ancora non perfetto e totale: una situazione che non soddisfa e che deve essere affrontata.

Dovrà essere programmata una rivisitazione delle norme che regolamentano il gioco online per arrivare a migliorare la sicurezza dei “suoi” giocatori e fare un poco di chiarezza su questo argomento: bisognerebbe controllare se la raccomandazione del 2014 della Commissione Europea sulla protezione dei consumatori online venga seguita dagli Stati membri. E, particolarmente, se questi ultimi abbiano applicato nelle proprie regolamentazioni i principi chiave per la tutela dei consumatori, con particolare riguardo alle misure di esclusione, strumenti importanti per non far incorrere nel gioco problematico e che fanno parte della consapevolezza e della responsabilità, nonché della cultura del gioco: tutto assolutamente indispensabile per avere come obbiettivo il gioco sicuro e protetto. Purtroppo, però, lo studio della City University ha rilevato che solo uno Stato membro, la Danimarca, ha attuato in modo completo le linee guida suggerite dalla Commissione Europea ed ha confermato, altro dato allarmante, che esistono gravi pecche nel modo in cui gli Stati (non) proteggono i propri giocatori online.

Sostanzialmente, si conferma che non è stato raggiunto né un livello adeguato né elevato di protezione dei giocatori d’azzardo online: i risultati dello studio precisano, altresì, che tre Paesi, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, non hanno addirittura regole per il gioco online, comprese le scommesse sportive online, e per quel che riguarda quei territori non esiste alcuna base legale per la protezione dei giocatori. Lo studio londinese conferma che quasi tutti i Paesi impongono un requisito minimo di età per il gioco: infatti, 22 Stati ne stabiliscono il limite di 18 anni per tutti i tipi di gioco online, mentre solo 13 Paesi richiedono che sia ben visibile il divieto “di non gioco minorile” durante le pubblicità commerciali. Ulteriore dato emerso, ma assolutamente insufficiente, rivela che solo 23 Paesi obbligano gli operatori ad offrire strumenti di auto-esclusione per i giocatori online e solo 14 Paesi hanno istituito registri nazionali relativi appunto all’auto-esclusione, mentre nessun Paese in caso di auto-esclusione del giocatore, invia automaticamente la segnalazione all’organizzazione sanitaria od ai centri di trattamento.

Uno sguardo generale fa rilevare che mentre la maggior parte dei giocatori ama giocare in modo responsabile e sopratutto sicuro, l’1% circa mostra atteggiamenti problematici: e con i risultati dello studio si può dire che c’è ancora parecchio da lavorare per la sicurezza degli utenti. Si suggerisce di sviluppare lo strumento dell’auto-esclusione al fine di garantire un livello almeno minimo di protezione per coloro che sono a rischio di comportamenti problematici nei confronti del gioco. É ovvio, oltretutto, che nel 2019 appare assurdo che un giocatore online che vive in un determinato Stato membro debba essere meno protetto di un altro: tutti dovrebbero esserlo e particolarmente dalle regole dell’Unione Europea poiché la digitalizzazione sta cambiando il mezzo con cui i consumatori si avvicinano alle offerte di gioco. Oggi, c’è tanta accessibilità al gioco online e ne discende una maggiore responsabilità in capo alle aziende che lo offrono: proteggere i giocatori ed assicurare loro la sicurezza e la tutela deve arrivare con una regolamentazione del gioco d’azzardo che rifletta, appunto, il mondo digitale che si sta vivendo.

In Europa i regolatori, e di conseguenza le norme che mettono in campo, stanno lottando per tenere il passo con le innovazioni tecnologiche che avanzano in modo sempre più prepotente e tutto questo, anche se apprezzabile senza dubbio, mette il giocatore a rischio. Il livello di protezione varia in base al luogo dove vive il giocatore nell’Unione Europea: ma come si sa il gioco online non ha né limiti né confini ed i giocatori possono ricercare siti web con sede in altri Stati diversi dal proprio, e questo, in modo più che evidente, può anche esporli a protezioni inadeguate.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Febbraio 2019 ore 12:00
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