L’importanza del gioco legale per il Paese e per l’erario

grazie alla tutela del gioco azzardo legale il paese e l'erario sono migliori

Anche se un esperienza è negativa è pur sempre un’esperienza e rientra, quindi, nel bagaglio personale di ognuno: e se l’emergenza pandemica, che le istituzioni con la chiusura delle attività di gioco per così lungo tempo, hanno affrontato probabilmente senza contemplare tutti i riflessi negativi che sono stati procurati al gioco pubblico ed ai casino consigliati, ha portato ad un “decollo” senza limiti dell’illegalità sul territorio, bisognerebbe contrastarla con “maggiore piglio” e correre ai ripari anche se può diventare assai difficile per lo stesso gioco riconquistare il territorio che il comparto terrestre legale ha perduto.

L’illegalità, infatti, si è insinuata profondamente, purtroppo anche con “intelligenza criminale”, nel gioco pubblico, “vestendo così di onorabilità” le proprie attività illecite.

Cosa che a volte ha persino tratto in inganno una parte dei giocatori che si sono confrontati, anche alla ripartenza delle attività legali di gioco, con il gioco illecito forse per leggerezza o per carenza di consapevolezza, il che forse è ancora peggio.

Ma anche se “i buoi sono scappati dallo stabiello” il Governo ha l’assoluto dovere di contrastare in modo più ferreo questa espansione dell’illegalità che porta al territorio, ai cittadini ed al mercato del gioco uno scompenso notevole nel gioco pubblico che è costretto a “leccarsi le ferite”, inferte appunto dell’illegalità e dalla criminalità che lo gestisce.

Pare che in questo momento il Governo si stia attivando in materia di gioco d’azzardo in due direzioni: una per quanto riguarda la proroga delle concessioni in scadenza, provvedimento che dovrebbero essere prodromo del riordino nazionale (come affermato altresì dal sottosegretario Freni) e l’altra per lo stesso riordino, magari ripartendo dall’Intesa raggiunta nella Conferenza Unificata del 2017 i cui contenuti potrebbero davvero rappresentare un buon punto di partenza.

D’altra parte, è indispensabile sottolineare quanto il gioco pubblico sia un settore di notevole importanza sia per l’economia del Paese e per il bilancio dello stesso, e sopratutto per la tutela della legalità sul territorio.

Ma per far funzionare il settore è necessario provvedere al suo riordino, altrimenti “decadono” tutti gli altri obbiettivi che sono estremamente importanti: la regolamentazione del gioco, oggi, è troppo frammentaria e sovrapposta il che porta ad una normativa troppo dispersiva, “ingarbugliata” e difficilmente applicabile.

Ne sanno qualcosa i “poveri Giudici” dei vari TAR che sono costretti ad applicare norme che dicono “il tutto ed il suo contrario” e che sono spesso e volentieri difficilmente interpretabili in modo alternativo.

E ciò, indubbiamente, non va bene: la stabilità del settore e delle sue imprese avrebbero tutto il diritto, rappresentando lo Stato, di avere un cammino commerciale “leggermente” più comodo di quello attuale.

Purtroppo, troppe cose negative negli ultimi anni si sono palesate nella gestione del gioco e delle scommesse online ed oggi sembra proprio arrivata la resa dei conti : e se lo Stato vuole continuare ad usufruire delle sue risorse, ma anche continuare a farsi rappresentare dal mondo dei giochi, dovrà “darsi davvero da fare” senza procrastinare oltre i suoi interventi.

Nello stesso tempo, dovrà fare in modo che il gioco legale non sia più “pressato” dall’illegalità che ha messo di nuovo “le mani sul territorio” come accadeva una ventina d’anni fa quando il gioco d’azzardo illecito spadroneggiava nel Paese: motivo per cui lo Stato prese la decisione di legalizzarlo e di avere così i suoi prodotti da offrire agli affezionati al gioco.

E se il settore ludico è ritornato ad essere importante per lo Stato, come si potrebbe presupporre da qualche “manovra” che si intravede nei programmi istituzionali, sarà anche indispensabile provvedere ai bandi di gara per l’assegnazione di nuove licenze che renderebbero il mercato legale forse più prospero.

Così, si potrebbero anche vedere degli investimenti nel settore che si è inevitabilmente fermato sia per la pandemìa, anche dopo la riapertura delle attività commerciali e delle sale di poker, sia per la tassazione che non si è ancora “assestata” e che ci si aspetta la politica riveda.

Ciò se si vorrà vedere un settore che “si muove” e movimenta il mercato.

Infatti, la tassazione sul settore ludico è altissima, sopratutto per il comparto delle apparecchiare di gioco che è quello senz’altro più bersagliato: se non si rivedranno i parametri, si precipiterà sempre di più nell’illegalità che per quanto riguarda il gioco nel 2021 andrà a sfiorare i 20 miliardi di euro, mentre nel 2020 era di 18 miliardi, e quanto il 2019 il valore del gioco illegale era stimato in 12 miliardi di euro.

La conferma di questo “decollo” dell’illegalità nel gioco e nel bingo online viene anche dalle comunicazioni delle Forze dell’Ordine che durante il 2021 ha denunciato ben 1000 soggetti in materia di gioco contro i 400 relativi al 2019.

È evidente che gli operatori legali del gioco stiano alla finestra per vedere in che modo interverrà la politica per bloccare questa rifioritura dell’illegalità e della criminalità prima di rischiare ancora finanziariamente per un settore non regolamentato come si dovrebbe e che, comunque, non tutela sicuramente le sue “Riserve di Stato”.

Se, però, neppure il concetto che il gioco legale sia un beneficio per il Paese per il suo gettito fiscale e di estrema “comodità” per le casse erariali ma, in particolar modo, anche per l’occupazione viste le decine di migliaia di lavoratori che occupa, ci sarà davvero parecchio da rivedere nei rapporti tra gioco, gioco tramite app ed istituzioni.

Se tutte queste considerazioni non riusciranno a muovere gli interventi del Governo centrale, il settore dovrà mettersi addirittura in discussione e questo destabilizzerà ulteriormente il mercato.

Sicuramente, qualcosa è stato fatto e si sta facendo, ma i pochi interventi che sono stati predisposti non hanno risolto i problemi legati alla regolamentazione del settore che era l’unico punto importante relativo al gioco che avrebbe dovuto essere inserito nella Manovra di bilancio 2022.

È ciò che si aspettava l’intero mondo dei giochi, poiché viene ritenuto uno strumento indispensabile per poter “restare in vita” e per eliminare una volta per tutte l’annosa “Questione Territoriale”. Situazione che, a sua volta, impedisce di fare i bandi di gara per l’assegnazione delle nuove concessioni: e non si può continuare sempre e soltanto a promettere!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 26 Dicembre 2021 ore 18:00
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