Il proibizionismo nei confronti del gioco d’azzardo continua ad esistere

proibizionismo esiste per il gioco azzardo

Nonostante pareri autorevoli, ivi compreso quello del Capo della Polizia Gabrielli e quello della DIA, oltre ad esperti della criminalità rapportata al mondo del gioco e dei migliori casino italiani, che spingono verso l’anti-proibizionismo che non è altro che la fonte di disastri peggiori di quelli attuali, esiste ancora un popolo di agguerriti proibizionisti che continua ad insistere nella propria ormai obsoleta battaglia contro il gioco d’azzardo, ritenendolo “immorale, approfittatore delle debolezze altrui e gestito da delinquenti”. Questo è il ritornello che continua ad arrivare all’opinione pubblica e che si è veramente stanchi di sentire, come si è anche stanchi di continuare a spiegare che il gioco pubblico, che rappresenta lo Stato con le concessioni che vengono rilasciate agli addetti ai lavori che vedono nonostante tutto ancora un business operare nel mondo dei giochi, è gestito da imprenditori super controllati a livello morale ed economico, solidi e solventi a livello finanziario nonché persone assolutamente oneste che hanno a cuore la legalità del prodotto di gioco che distribuiscono sul territorio.

Invece ai benpensanti e falsi moralisti, che continuano ipocritamente ad intraprendere battaglie contro il settore ludico non è servito e non serve leggere i risultati che il proibizionismo sta consegnando alla nostra economia: a seguito delle norme restrittive che non fanno lavorare tranquillamente le attività commerciali di gioco d’azzardo legale, la legalità piano piano sta sparendo, lasciando il territorio in mano alle mafie ed alla criminalità organizzata che approfitta del tanto spazio che le imprese di gioco lecite sono costrette a lasciare libero. Senza contare, e sopratutto senza ricordare a chi propende al proibizionismo, il numero immenso di lavoratori che sono stati licenziati perché le imprese dove prestavano la loro opera sono state costrette a chiudere i battenti, nonostante fossero aziende assolutamente legali, coperte da concessione statale e rappresentanti dei prodotti di gioco di Stato! Dunque, che dire di fronte a tanta testardaggine proibizionista oltre tutto veramente poco giustificata, antieconomica, falsamente moralista ed ipocrita?

In tutto il mondo si sa che quando si proibisce una cosa l’effetto che si raggiunge è l’esatto contrario: quindi, si ottiene maggiore spinta verso questo o quel fenomeno. Proibire il gioco legale significa spingere i giocatori che lo desiderano e lo “frequentano” verso quello che sicuramente non lo è, facendo correre agli stessi giocatori i pericoli tangibili che il gioco illegale porta con sé: la mancanza di tutela nelle vincite, l’incertezza dell’esatto funzionamento degli apparecchi, le eventuali truffe che si possono applicare sulle slot machine. E questo per dichiararsi contro il settore ludico perché “è immorale”? Ma queste persone sanno che oggi, durante la pandemìa, sono “morte” tante imprese, si sta aspettando il vaccino sperando che ciò possa far ritornare ad una vita normale, si sta assistendo alla divulgazione di notizie che si contraddicono in continuazione e quindi si vive in una situazione precaria a livello psicologico ed anche naturalmente economico?

E sempre in questa situazione se tutta l’Europa non si sbriga a difendere la legalità sulle varie realtà territoriali, se non si aiutano le imprese lecite e si impedisce loro con norme assurde, come il nostro Decreto Dignità con il divieto della pubblicità ai giochi (anche questo da considerarsi assolutamente proibizionista) di lavorare tranquillamente, non si fa altro che aiutare la criminalità che è pronta a cogliere questa ulteriore occasione che proprio i perbenisti stanno offrendo loro. La criminalità ed il proibizionismo rappresentano un ulteriore sinergia favorevole all’illegalità ed il gioco legale, che si trova coinvolto in tale situazione, purtroppo è destinato ad uscirne perdente. Il problema è che i proibizionisti non riescono a guardare al di là del proprio naso: probabilmente, non si rendono conto del male che possono costruire continuando a perseverare in questa battaglia assurda che si tramuta in una guerra proprio alla stessa legalità: eppure, basterebbe risalire alle vecchie esperienze del proibizionismo per essere certi di sbagliare continuando a perseverare in un atteggiamento contrario a qualsiasi logica ed assolutamente obsoleto.

Ora, prima che sia troppo tardi veramente, ed anche se questo Esecutivo non risulta essere particolarmente predisposto nei confronti del mondo dei giochi e delle scommesse on line, diventa indispensabile che si ponga fine a questa sorta di proibizionismo troppo diffuso nel nostro territorio e che ha portato ad una serie di normative (sempre compreso il Decreto Dignità) che non fanno altro che peggiorare la situazione del settore ludico, già in equilibrio precario: e la fine di tutto questo si potrà raggiungere esclusivamente con la nascita del riordino nazionale del gioco e dell’intero settore ludico che metterà finalmente pace tra gli Enti Locali, le Regioni e le Province e le attività di gioco. E non solo: perché così facendo, finalmente, si metterebbero a tacere le orde di proibizionisti che capirebbero finalmente che il gioco non è un mondo così perfido ed approfittatore, ma che porta divertimento e leggerezza, meglio ancora quando sarà ben regolamentato e distribuito sul territorio.

Proprio il proibizionismo sparirà e lascerà il posto ad un gioco pubblico sostenibile, divertente, sicuro: sopratutto inattaccabile dalla criminalità organizzata che dovrà “ritornare al suo posto” e rilasciare i suoi tentacoli che oggi sono stretti attorno al collo delle imprese di gioco ed ai suoi operatori. Ma bisognerebbe fare presto: fare presto e bene un riordino di cui si erano già state gettate le basi nel 2017 in Conferenza Unificata e che per “colpa di qualcuno” non è riuscito a vedere la sua luce ufficiale da allora. Cosa che avrebbe evitato un mare di guai a tutto il settore e che oggi non vedrebbe tutta l’industria del gioco in serio pericolo: forse non è troppo tardi né per l’italico gioco, né per quello degli altri Paesi. Tutti devono intervenire per proteggere, e non proibire, il gioco d’azzardo ed il poker on line poiché come ben si sa nell’uomo (ed ovviamente anche nelle donne) è insita la voglia di divertimento e di gioco che, se ben organizzato, normato e ben recepito risulta un’arma ottima per trovare una leggerezza psicologica della quale, oggi, si ha particolarmente bisogno.

Settembre 16, 2020: •
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