L’esito delle Elezioni rimette in moto il Gioco D’azzardo

dopo elezioni il gioco azzardo pronto a ripartire

Visto e considerato che ad oggi il settore del gioco non ha quasi più una sua precisa identità che il lassismo della politica nell’ultimo decennio ha contribuito a far sparire, neppure nella “fantasia” si riesce a comprendere se si tratti di una “giostra del gioco che riprende a girare” oppure se si tratti di una sorta “di mulino a vento” nei confronti del quale accorrono tanti Don Chisciotte e tanti Sancho Panza per difendere quel che resta del mondo dei giochi che a questo punto sembra una vera chimera.

Ma oggi con la realtà dell’esito della tornata elettorale e con il centro-destra uscito indiscutibilmente vincitore a pieno titolo, ed anche in modo schiacciante, tutta l’industria del gioco desidera ritrovare la sua vera identità di rappresentante della legalità e della sicurezza del territorio per vedere se sia possibile con il nuovo Esecutivo, e la sua Fiamma Tricolore, arrivare una volta per tutte alla tanto attesa e promessa Legge Delega sul Gioco che aprirebbe le porte al riordino nazionale dell’intero settore ludico.

Certamente, i problemi sono tantissimi per questo mondo, ma di certo non sono i soli visto che il nuovo Governo si troverà ad affrontare un contesto decisamente difficile in cui vive il Paese, cosa che è sotto gli occhi di tutti.

Non sarà né facile né semplice per la nuova compagine di centro-destra affrontare la più che preoccupante situazione della guerra in Ucraina, l’inflazione ed il caro bollette: oltre tutto, si troverà ad affrontare diverse scadenze politiche interne partendo dalla Nota di aggiornamento di economia e finanza, NADEF, che andava messa a punto entro il 27 settembre che è data per fatta dal vecchio Governo e che quello nuovo si troverà soltanto a darne via libera.

Per passare alle varie misure sui conti pubblici, a ciò che rimane da fare sul PNRR ed allo scontento generale dei cittadini, parte dei quali si sono addirittura astenuti da voto per significare la loro “chiara lontananza” dalla politica, ma sopratutto dai politici che hanno dato senz’altro il peggio di sé durante la campagna elettorale più becera che si ricordi.

Ma a prescindere dagli impegni del Governo, in queste righe si vuole anche pensare al gioco d’azzardo pubblico che dovrà di nuovo relazionarsi con il nuovo Esecutivo e con i Ministri che nel frattempo saranno nominati sperando di avere presto un proprio interlocutore diretto come era successo con Baretta, Durigon e Freni tutti e tre personaggi politici che hanno ampiamente dimostrato, il primo sopratutto se si ricorda che fu il “conquistatore” dell’Intesa del 2017, di essere molto esperti della materia ludica ma sopratutto di essere interessati “da vicino” e veramente alla riforma del gioco.

Oltre tutto Federico Freni, l’ultimo sottosegretario in carica, è stato colui che ha anticipato più volte l’arrivo della Legge Delega sul Gioco, cosa che aveva davvero fatto percepire che questa “volta era la volta buona” per vedere un bel sogno avverarsi.

Ma come si sa, così non è stato ed ora ci si ritrova allo status quo e si dovrà ripartire nuovamente con l’esposizione dell’attuale situazione del gioco e del suo disagio economico.

Così si dovrà fare di necessità virtù ed il settore si dovrà “mettere in fila” insieme ad altri settori che hanno necessità di interventi corposi da parte di un pronto Governo che quasi non avrà nemmeno il tempo di comporsi: i tempi sono stretti e due mesi per fare l’organigramma della nuova compagine istituzionale sono il minimo avendo fiducia che essendo il centro-destra abbastanza orientato nelle stesse idee non si dovrebbero verificare “combattimenti od accomodamenti” di alcun tipo.

Però, il tempo tecnico segna la fine di ottobre, poiché i primi di novembre il team del centro-destra dovrà essere approntato ed anche con soddisfazione: ogni Ministro dovrà essere ben pensato in base alle proprie attitudini, od almeno questo è ciò che si poteva evincere prima delle elezioni. Si vedrà.

Nel frattempo, il mondo dei giochi e dei migliori siti casino slot aspetta: cerca di riuscire a sopravvivere ancora un paio di mesi nei quali si inventerà qualche nuova strategia per non chiudere le proprie imprese.

Situazione di fatto piuttosto difficile poiché la crisi energetica sta piegando tante aziende anche quelle più solide, sia nel mondo ludico che in tanti altri settori, cosa che tra l’altro innesca il problema gravissimo dell’occupazione, già provata dall’onda lunga della pandemìa che continua a fare vittime imprenditoriali.

Comunque, sembra doveroso effettuare il focus sul mondo dei giochi per capire quali potrebbero essere davvero le ripercussioni a breve e lungo termine: ma una cosa positiva, se così si può dire, salta immediatamente all’occhio di chi ama il mondo del gioco d’azzardo, anche se è una riflessione “piuttosto cattiva” ma sicuramente non per lo stesso settore: il mancato ingresso in Parlamento di Luigi Di Maio, colui che qualche hanno fa, quando faceva parte del Movimento Cinque Stelle, si è sempre schierato contro le “Riserve di Stato” con parole anche “pesanti”, ed è stato lo studioso ed il principale artefice e creatore del Decreto Dignità con il relativo divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse.

Non si può negare che ciò, anche se brutto da pensarsi, appare come una vera e propria soddisfazione per l’intera filiera del gioco che per anni si è sentita additare con la frase diventata un mantra per il Movimento di allora: “il gioco è immorale ed approfittatore delle altrui debolezze”, a volte rincarando la dose con l’aggiungere “gestito da delinquenti”.

Dall’esito elettorale, poi, esce la “premiazione” dei due ex sottosegretari al Ministero dell’Economia con delega ai giochi, entrambi della Lega, Claudio Durigon e Federico Freni: si sono spesi molto per tentare di far realizzare il riordino del settore ludico e del poker purtroppo con poca fortuna.

Il primo entra in Senato ed il primo nella Camera con percentuali davvero ottime di voti e questo non può che essere gratificante per entrambi ma anche per la filiera che spera di avere ancora uno di loro come diretto interlocutore in modo da non dover ripartire proprio da zero nella presentazione del settore.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 14 Ottobre 2022 ore 18:29
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