La riapertura del gioco diventa d’interesse nazionale

gioco che riapre diventa interesse nazionale della politica

Sicuramente non si pretende nel modo più assoluto che si debba ritenere il mondo del gioco e dei casino top più importante di tanti altri settori di servizi o commerciali, rispetto alla globalità di interessi che riguardano il nostro Paese, ma che invece la legalità che lo stesso interpreta sia essenziale per la sicurezza dei cittadini e dello stesso territorio questo assolutamente sì: e resta cosa che rende orgogliosi gli addetti ai lavori del gioco che vorrebbero credere tuttora nel business che hanno scelto di rappresentare. Anche se questo onestamente sta costando loro parecchia fatica psicologica e tanto impegno economico, considerando che il settore ludico non è stato per niente sorretto, o quasi, dai diversi sostegni istituzionali indirizzati ad altri comparti diversi dal gioco, senz’altro importanti: ma anche lo stesso gioco merita di essere aiutato, ma in modo tangibile e non con forme economiche che rasentano “l’elemosina” e che non servono assolutamente a tenere vive le imprese, né dare forza ai propri imprenditori.

Ma si vuole andare oltre anche se, purtroppo, il gioco d’azzardo pubblico è sempre fermo al palo mentre quasi tutte le altre attività si preparano alacremente alla ripartenza: cosa che non fa piacere al mondo ludico che continua soltanto a prepararsi alla ripartenza di tutte le sue attività, controllando i protocolli da applicare per la sicurezza sanitaria, organizzare i propri punti di gioco e cercare di preparare offerte particolarmente appetibili. Questo per riaccogliere la propria utenza che dall’ottobre scorso non riesce a trovare un punto di gioco terrestre legale, ma soltanto quello che legale non è e che “spazia indisturbato” sul territorio, cosa che dovrebbe spaventare l’Esecutivo e smuoverlo nelle proprie decisioni per la riapertura anche delle attività di gioco. Ma per ora tutto tale e “tacciono” anche le risorse che potrebbero invece far “risuonare la loro voce economica” nelle casse erariali: come si sa le risorse che il gioco pubblico ha sempre versato allo Stato oggi potrebbero essere più che utili per la rinascita dell’economia del Paese.

Però, tutto tace! Anche il Premier Draghi non ha annunciato nulla per i giochi e per il bonus senza deposito immediato nei casino: neppure il neo-sottosegretario Durig sta mantenendo le promesse fatte al settore ed alle associazioni di categoria. Non si sente alcuna parola, alcun programma, alcuna data di riapertura: come se il gioco e le sue imprese non esistessero più e così i suoi 150mila lavoratori. Vedere i lavoratori del settore ludico in mezzo ad una strada non dà alcuna preoccupazione? Sembra apparentemente proprio di no, purtroppo, anche se l’opinione pubblica non è a conoscenza della “forza economica del gioco” e dell’importanza delle risorse che sono state “tolte” alle casse dello Stato e che, forse, sarebbero servite a rendere i sostegni istituzionali più proporzionati alle perdite delle imprese. Si parla di parecchi quattrini che “non sono pervenuti” al Governo centrale a causa di questa veramente inopportuna e lunghissima chiusura delle attività di gioco: ma nonostante questo la nuova squadra di Governo… tace. Il gioco pubblico rimane chiuso, punto e basta.

Non solo la politica non si esprime coerentemente sul gioco e sulle scommesse, anche il Premier sta seguendo questa linea e questo ha creato delusione, amarezza e sconforto tra gli addetti ai lavori del gioco perché si aspettavano dal nuovo Governo un cambiamento dei rapporti con un settore che si è sempre dimostrato “dedito allo Stato”, che ha sempre contribuito in forma sostanziosa a far quadrare i bilanci dei vari Esecutivi e che non sta ricevendo nulla in cambio, anzi! Continua ad essere discriminato sotto ogni punto di vista, nonostante qualche promessa che, come al solito non si è mantenuta e questo in realtà non è una novità: purtroppo, però ci si sperava e questo sta diventando insopportabile e deprimente. Così le imprese ed i lavoratori del gioco rimangono ancora in attesa di ripartire per poter sperare in un futuro che non appare all’orizzonte ed insieme alle proteste dei cittadini normali che sono esasperati dalle limitazioni delle loro libertà che ormai incombono da quasi un anno e diventano sempre più insopportabili.

Ma, evidentemente, la politica non vuole o non è in grado di pensare ad una data certa per la ripartenza di tutto il mondo ludico, compresi i casino con bonus, impedendo, quasi, alle sue imprese di “restare in vita”: ormai sono 300 circa i giorni di chiusura e si può sfidare qualsiasi altro settore a questa agonia che si trascina da così tanto tempo! Ormai, le risorse economiche personali degli imprenditori di gioco si sono esaurite e se davvero non riusciranno a riaprire velocemente le proprie aziende sarà un disastro anche sotto il profilo dell’occupazione. Eppure il Governo centrale dovrebbe avere una visione più attenta ed ampia di questa situazione poiché va a coinvolgere non solo il settore del gioco: infatti, la perenne e costante chiusura delle sue attività sta diventando una materia di interesse nazionale. Certamente, poiché vista l’interruzione della raccolta del gioco delle attività legali, si dovrebbe considerare quanto l’illegalità stia prendendo possesso su tutto l’italico territorio dello spazio lasciato disponibile dalla chiusura del gioco pubblico.

Spazio nel quale l’illegalità ha trovato una sua nuova “dimora” parecchio remunerativa ed estremamente pericolosa per lo stesso territorio e per i cittadini: ecco perché l’ostinata chiusura del gioco pubblico va ad intaccare l’interesse nazionale. Sia il territorio che i cittadini “sono patrimonio dello Stato” che lo stesso dovrebbe difendere con il riaprire delle attività ludiche, compreso il poker on line, che ne rappresentano la legalità e la difendono a spada tratta. Senza arrivare ancora una volta a sottolineare che la loro chiusura comporta la mancanza della raccolta a discapito delle casse erariali e potrebbe creare pesanti problematiche per l’occupazione: e pure senza riflettere che il mercato sommerso non tutela sicuramente i consumatori sia per la legalità del gioco che per il rischio sanitario poiché nei punti di gioco illegali i protocolli per il contrasto al virus non vengono ovviamente applicati. E tutto questo riguarda la Nazione e gli interessi dei suoi cittadini: proprio per tutto questo si pensa non sia davvero più procrastinabile la riapertura di tutte le attività di gioco, cosa che avrebbe già dovuto realizzarsi da tempo, purtroppo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 29 Maggio 2021 ore 18:00
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