La pessima percezione del mondo dei Giochi

visione ancora negativa verso il gioco

Inutile nascondersi dietro un dito: l’immagine e la percezione che generalmente arriva del mondo dei giochi è pessima! Anzi, se si potesse dire in italiano, più che pessima! Il suo settore risulta essere immorale, i suoi imprenditori di certo dei delinquenti, le sue imprese sono strutture che approfittano delle debolezze altrui ed il tutto viene considerato alla stregua di un comparto gestito da un “manipolo di uomini di malaffare”.

Questo è ciò che ancora oggi significa il gioco pubblico per taluni: senza poi toccare la filiera e tutti i suoi vari “scalini” laddove la figura del gestore è pressoché sconosciuta o meno riconosciuta a differenza di ciò che la stessa categoria rappresenta.

Questa è la situazione del mondo dei giochi e pare giusto che la politica inviti il Governo a tutelare il gioco legale invitando tutto l’Esecutivo ad affrontare le varie tematiche del gioco: sopratutto invita a qualificare la figura del gestore con il suo riconoscimento giuridico appropriato, cosa che oggi sfugge del tutto.

È un argomento che è stato sollecitato più volte anche da chi scrive con righe che di certo non arrivano ad essere interessanti per chi di dovere, ma che lasciano con la coscienza apposto appunto chi si occupa del mondo dei giochi e ne riconosce i punti deboli che non consentono al settore di svolgere tranquillamente il proprio percorso di rappresentanti della legalità e che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini-giocatori.

La Politica considera molto poco il Gioco

Come ci si meraviglia pure che l’intera compagine politica pur sapendolo sicuramente, non dia ufficialmente importanza a tutta l’industria del gioco che risulta essere fondamentale per l’economia globale del Paese e che ha sempre portato nelle casse erariali cifre piuttosto rilevanti: e ciò è accaduto persino nello scorso anno, che rappresenta l’uscita dal periodo pandemico, nel quale nonostante il settore traballi e non poco è riuscito a riversare all’Erario circa 8 miliardi e mezzo di imposte derivanti dalla movimentazione dell’intero comparto.

Ma nonostante questa “importanza economica” quasi nessuno della politica, anche di questo nuovo Esecutivo, sta muovendo un dito per cercare di arginare la “morìa di attività ludiche” costrette a chiudere i battenti perché non riesce a tenere testa all’onda lunga del periodo pandemico: troppi danni economici hanno causato le lunghe chiusure proprio per affrontare il Coronavirus.

Il gioco pubblico, compresi i casino online italiani che permettono di utilizzare le principali carte di credito e di debito per i pagamenti, ha quasi la certezza che la posizione acquisita dal Governo precedente che ha stabilito i tanti lockdown imposti al settore sia stata causata più dai pregiudizi che girano tra l’opinione pubblica piuttosto che per reali esigenze di sicurezza.

Il Gioco trattato male durante la Pandemia

Infatti durante quel periodo “qualcuno” ha stabilito che i punti di gioco potevano essere fonte di contagi ed attribuito quindi a questi esercizio il pericolo medio/alto di rischio inibendone l’apertura.

E mai decisione fu abbastanza bizzarra, non accreditata da alcun sostegno reale e sopratutto mai durante i quasi due anni di periodo pandemico è stata “riveduta e corretta”.

Ma seppur oggi non si parli più di pandemìa, per fortuna, le problematiche del gioco sono rimaste ferme e nessuno si è preoccupato di affrontarle: prova di fatto che il comparto è ancora in attesa del famoso riordino nazionale dell’intero settore del gioco, cosa che da sola risolverebbe il 90% delle problematiche che assillano il comparto da anni.

Occorre un riconoscimento Giuridico

Ma nulla compare all’orizzonte. Ed ecco, tornando al discorso iniziale che si riferisce ad un riconoscimento giuridico della figura del gestore dei punti di gioco e delle apparecchiature da intrattenimento che il comparto è ancora qui a “supplicare” il nuovo Esecutivo di prendere posizione nei riguardi delle “Riserve di Stato” per chiarire appunto “i poteri” di questi gestori che sinceramente si sentono messi da parte e che hanno veramente poca voce in capitolo circa la loro posizione nel mondo dei giochi.

Cosa che non pare naturalmente in linea con i grossi impegni che i gestori si devono assumere, gli oneri che devono versare oltre a tutte le altre tasse da corrispondere allo Stato, quelle che ogni “normale” azienda operante sul territorio deve rispettare.

E ciò lo si deve fare sia che l’attività commerciale funzioni o meno.

Così, i gestori e gli esercenti del gioco sono soggetti ad una tassazione proibitiva -infatti si parla di circa il 74% sul totale delle entrate- che come detto poc’anzi non può mettere un operatore a lavorare in serenità e questo può anche conseguire dall’approccio proibizionista che lo Stato continua a mantenere nei confronti del mondo ludico e nonostante gli incassi che comunque il gioco continua a versare nelle casse erariali.

Nel Gioco ci sono tanti professionisti

Servirebbe ricordare che la filiera del gioco comprende un’infinita serie di figure professionali, oltre ai 150mila posti di lavoro: e già questi dati costituirebbero sicuramente una seria ragione per cui l’intero settore andrebbe più che tutelato, rispettato e protetto dai suoi detrattori che, in ogni caso, contribuiscono a fare in modo che la percezione del gioco d’azzardo continui ad essere negativa e decisamente scomoda in modo particolare per la politica che teme di esporsi forse “per la paura di perdere consensi personali”.

Però il riconoscimento giuridico del gestore nella filiera del mondo dei giochi e l’introduzione di una nuova normativa nazionale in sostituzione della marea di norme frammentarie che si vanno addirittura a sovrapporre, potrebbero davvero rappresentare una soluzione a tanti problemi che incombono su tutte le attività ludiche.

D’altra parte, e lo si continua a sottolineare, il gioco pubblico è il baluardo per la legalità e lotta contro le organizzazioni criminali che hanno mire particolari nei confronti del mondo del gioco: e ciò da sempre poiché in questo mondo gira tantissimo contante che “serve” alla criminalità per “ripulire” i proventi delle operazioni illecite che vengono perpetrate sul territorio.

Per ciò il settore ludico è “appetitoso ed appetibile” per le mafie che cercano di entrare addirittura nelle aziende legali proprio per un tornaconto importante che questo comparto può “offrire”: oltre tutto il gioco legale riesce persino a favorire la criminalità proprio con le sue tante incertezze che il Governo centrale non vuole vedere, né affrontare, né tanto meno risolvere.


Contenuto a Cura di

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

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Vanessa Maggi è la nostra Giornalista di punta che coordina e scrive per la redazione di Casinoonlineaams.com. Spinta da una grande passione per il mondo dei giochi su internet, ricerca sempre notizie legate al mondo ludico per farti stare informato su tutto quel che riguarda questo mondo. La sua passione per questo lavoro è davvero invidiabile. La contraddistingue una grande tenacia nella ricerca della verità.

Pubblicazione: 7 Gennaio 2023 ore 13:12

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