Per la manovra di bilancio si bussa al gioco d’azzardo

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L’incertezza, come di consueto, nel gioco pubblico, e nel settore dei casino online, regna sovrana: infatti, ancora oggi si è in attesa dell’attribuzione della delega e non si conosce se verrà affidata ad un rappresentante del Pd, dei 5Stelle od anche al terzo nominativo in capo di Liberi e Uguali. Mentre, in contrapposizione, (quasi) sicuramente c’è la certezza che ancora una volta l’Esecutivo attuale, seppur di colore diverso dal precedente, si rivolgerà anche al “suo gioco pubblico” per recuperare risorse che andranno a coprire una parte delle necessità per la manovra di bilancio 2020. Unico settore che non ha un “navigatore diretto” ma che “direttamente” dovrà rispondere alle richieste di aumento della sua tassazione. Od almeno queste risultano essere le indiscrezioni che tuttora viaggiano nei corridoi della politica: il nostro Esecutivo, in ogni caso, ha veramente “tanto da fare” per raccattare di qui e di là risorse che le nomine delle deleghe non avranno sicuramente la priorità. Gli aumenti, invece, lo saranno e comprenderanno naturalmente il consueto aumento del Preu prima di tutto e poi, magari, in qualche altro reparto.

Solo il pensiero di un altro aumento (del Preu) ha scatenato veramente il panico tra gli operatori ed il vociferare che verranno toccati anche altri “punti” del gioco d’azzardo non li fa stare certamente tranquilli: questa, in ogni caso, sarà una settimana “bollente” per tutti, compresi i cittadini che hanno il timore dei soliti aumenti di fine anno che potrebbero impegnare maggiormente la nostra economia in quasi tutti i settori. La mente di chi ci governa viene messa a dura prova, per trovare la “quadratura del cerchio” anche in mezzo a posizioni diverse che i due schieramenti continuano a manifestare e che appaiono a coloro che non sono della politica una fotocopia esatta del “fare” del vecchio Esecutivo Giallo-Verde con tutte le incomprensioni ed i battibecchi di allora. Forse, anzi sicuramente, è cambiata la composizione cromatica del nostro Governo, ma i primi “assaggi” che dall’esterno appaiono non sono sicuramente forieri di un cambiamento, né tanto meno di una discontinuità sempre richiamata.

Prova tangibile ne è il fatto che ci si rivolge sempre, e prima di tutte le altre valutazioni, perennemente al gioco pubblico che pare l’unico settore che dia certezze: almeno questo è il pensiero dell’Esecutivo che non considera assolutamente la situazione attuale nella quale si trova oggi il mondo dei giochi. Questa manovra per il 2020 è notevole, considerando che necessitano più di 30 miliardi: risulta più complessa e delicata del previsto perché va a toccare tanti punti che l’Europa sta controllando con attenzione e che il nostro Paese vuole gestire particolarmente guardando al contrasto dell’evasione fiscale. Ma il n°1 al quale l’Esecutivo Giallo-Rosso si rivolgerà, come ha fatto negli ultimi dieci anni, sarà l’industria del gioco, alle sue imprese ed ai suoi operatori, anche perché eventuali variabili per recuperare introiti consistenti sembrano veramente pochine. A questo punto, però, “ci piace” curiosare sullo scenario dei possibili aumenti per il gioco pubblico, cercando di entrare nel dettaglio.

I dati relativi al gioco lecito evidenziano che quest’ultimo fattura sui 110 miliardi circa ogni anno, mentre la stima del gioco illegale si aggira attorno ai 20 miliardi di euro. Sempre in ottica di evasione fiscale, si andrà a toccare anche il gioco, magari con uno spazio dedicato all’azione di contrasto al gioco illecito che, purtroppo e particolarmente in questi ultimi mesi, fa capolino sul mercato ludico anche a causa delle ristrettezze operative del gioco lecito. Certo questo “rispuntare” del gioco illegale non è fatto piacevole, ma questo è: bisognerà intervenire in qualsivoglia modo per arrivare a “guadagnare” dalla riemersione dal sommerso di talune attività. Ma quale sarà il vero obbiettivo del Governo relativo alla raccolta di risorse dal gioco? Le prime voci palesavano un importo di 800 milioni di euro: oggi, invece, pare tutto ridimensionato e si parla di una cifra che oscilla tra i 300 ed i 500 milioni, ma ancora sono cifre in cambiamento.

L’Esecutivo sembra essersi reso conto, per il momento, che l’aumento del Preu sugli apparecchi di gioco, non è una strada percorribile, tenendo conto delle tassazioni continue già subite e del precario “stato di salute” dell’intera filiera. La conseguenza è che sta studiando percorsi alternativi per recuperare risorse e, quindi, le menti politiche stanno spaziando verso un insieme di misure che vanno dalle gare per le nuove concessioni in scadenza a marzo del 2022, alla proroga onerosa per le concessioni del bingo e delle scommesse. Ciò perché, anche se la scadenza è del 2022, l’avvio della procedura e le relative regole per il nuovo bando dovranno essere effettuate nella manovra per il 2020: dopo di che l’amministrazione dovrebbe essere in grado di bandire la nuova gara già alla fine del 2021, assegnare le nuove concessioni ed incassare una parte delle somme. Alla fine, i concessionari aggiudicatari saranno chiamati a saldare il conto con l’avvio reale delle nuove concessioni, quindi con partenza dal 2022.

Ma, pensando “male ed ogni tanto ci si azzecca” e visto che l’Esecutivo ha bisogno di introiti, senz’altro, ora non avrà più remore per le nuove concessioni che il gioco sta aspettando da più di un anno! Anche se, naturalmente, questo atteggiamento non ci pare assolutamente giusto considerate le continue richieste che sono state fatte nel medesimo senso dalla filiera durante i mesi che sono trascorsi e nei quali l’Esecutivo ha risposto sempre “picche”! Inoltre nel gioco c’è ancora “spazio tassabile” e, sempre con un occhio di riguardo per l’evasione, si potrebbe studiare l’introduzione dell’obbligo di iscrizione al registro unico di tutti gli operatori del gioco, ovviamente con tassa relativa, nuovo strumento per poter operare nel mercato del gioco. Impegno che è già richiesto al comparto delle slot e delle Vlt attraverso il Registro Ries gestito e controllato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, quindi, essendo già attivo, potrebbe estendersi all’intero comparto e, di conseguenza, anche alle scommesse, ai tabaccai ed alle piattaforme digitali per quanto concerne l’online.

Ottobre 14, 2019: •
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