In Italia non è semplice parlare di gioco d’azzardo

parlare di gioco azzardo legale fa ancora storcere il naso

All’estero, in Paesi lontani o vicini, si può parlare di gioco d’azzardo e di casino online slot liberamente: qui in Italia, invece, quando si parla di gioco c’è chi ancora oggi storce il naso, considerandolo un mondo tutto a sé, delicato, pericoloso ed anche scomodo da trattare. Inevitabilmente, con queste premesse di certo non si può parlare di un settore socialmente utile perché pare strano, e chissà poi perché, anche pensare lontanamente di usare gli introiti del gioco per sovvenzionare iniziative a livello sociale. Cosa che invece, avviene normalmente nel Regno Unito dove il gioco è molto considerato, ritenuto simile ad altri settori, e dove appunto “vengono sfruttati” i suoi introiti anche per aiutare e sostenere gli sport che ne traggono beneficio. Qui in Italia, purtroppo, con il Decreto Dignità e con il divieto totale di pubblicità ai giochi ed alle scommesse, il mondo ludico è stato considerato non degno di essere partner di un qualsivoglia sport: con ciò creando anche notevoli danni a tutta l’industria del gioco e tanta perplessità negli investitori che diversamente credevano in questo connubio.

Ma a prescindere dal nostro Paese che deve rispettare le norme in essere, e dal Regno Unito dove si è potuto apprendere che il gioco d’azzardo detiene una parte di rilievo nell’economia di quella realtà territoriale, c’è anche da considerare ciò che accade a Macao dove gli incassi dei casinò crescono del 492% in relazione allo stesso mese del fatidico 2020. Sono indiscutibilmente cifre record realizzatesi dal ritorno alla normalità, e quindi dopo il Coronavirus: è anche facile ricordare che nel maggio 2020 ci si trovava in piena pandemìa ed in una situazione fortemente condizionata dalle restrizioni messe in campo per contrastare il contagio del virus, e non solo ovviamente a Macao ma su tutto il Pianeta. In ogni caso, il mese di maggio 2021 è stato per i diversi casinò di Macao il mese più favorevole dall’inizio della pandemìa: ma anche se ciò può essere positivo il Gruppo Bancario Morgan Stanley ha ridotto di un’alta percentuale la sua stima per il mercato dei casinò di Macao condizionata dal continuo ritardo con il quale si sono allentate le regole di viaggio relative al movimento tra Hong Kong e Macao.

Purtroppo, invece, i dati che si riferiscono al nostro Paese in relazione al mondo dei giochi e delle scommesse sportive non sono così eclatanti, anzi: su lotto e lotterie si è presentato un crollo di quasi il 31% e si è palesato un forte aumento del debito delle aziende che si occupano di intrattenimento: cosa che non può che allarmare la Banca d’Italia che ne prende visione ed affronta il problema nella sua relazione annuale sullo scorso 2020. Nel contempo, non si deve scordare che già tra il settore ludico e gli Istituti Bancari non vige un buon rapporto in virtù del famigerato “rapporto etico” che spesso viene richiamato da questi ultimi quando decidono di chiudere i conti correnti delle imprese che si occupano di gioco d’azzardo. Materia questa di cui si è già parlato a lungo e che si ritiene che rasenti quasi una forma di “vero sopruso” imposto al gioco pubblico da un grande numero di Banche e che dovrebbe migliorare a seguito, pare, di alcuni interventi del Governo centrale ed ABI.

Ma tornando all’indebitamento delle imprese di gioco, era da ritenersi inevitabile considerando che tante imprese, special modo quelle che si occupano delle apparecchiature da intrattenimento, alle quali è stata imposta la totale chiusura dall’ottobre 2020 e che di conseguenza non hanno potuto provvedere alla consueta raccolta con il riversamento delle risorse nelle casse dell’Erario che non hanno “goduto di questo immenso piacere” al quale erano abituate da tanti anni. Tutto il mondo ludico, anche la parte del gioco di casino mobile,  ha subito perdite disastrose così come la ristorazione, gli alberghi, e conseguentemente il turismo: oltre tutto, la situazione non si risolverà velocemente poiché anche se dal mese di giugno quasi tutte le attività riprenderanno il proprio lavoro, per recuperare il terreno perduto ci vorrà un bel po’ di tempo e risulta del tutto evidente che gli indebitamenti bancari indubbiamente cresceranno ed anche non di poco, purtroppo. Infatti si deve anche considerare che per riaprire qualsiasi attività commerciale ci si deve confrontarsi con i protocolli che le Istituzioni richiedono.

Protocolli che spesso non sono per nulla agevoli a livello economico, ma che se non vengono applicati dalle imprese, queste ultime non possono aprire e ricominciare a fatturare e ad incassare. Anche qui è una sorta di “serpente che si morde la coda”, ma è quello che si rappresenta a qualsivoglia attività che voglia ripartire e non voglia rinunciare alle proprie imprese e che non voglia essere messe in condizioni di licenziare i propri dipendenti. Ed anche quello dell’occupazione è un “bell’argomento” alquanto tosto da affrontare con la scadenza della cassa integrazione che se non cambia qualcosa a breve si farà sentire sul territorio e nelle famiglie coinvolte. Argomento che, però non riguarda soltanto il settore del gioco e del bingo ma tutti i settori coinvolti nella pandemìa e nelle lunghe chiusure che hanno decimato le risorse economiche “personali” delle stesse aziende.

Quanta disparità di risultati e di conseguenze per il mondo dei giochi che vive nel nostro Paese e quello che staziona in altre realtà territoriali! Sull’italico territorio il settore ludico, sia pre-Coronavirus che oggi, non ha avuto e non avrà neppure oggi vita facile: vuoi per le vecchie ideologie che hanno fatto sempre percepire il gioco d’azzardo un “mondo scomodo” in modo particolare da parte della politica. Da un lato i vari Esecutivi che si sono succeduti nei tempi hanno sempre sfruttato il settore ed usufruito delle sue risorse senza farsi troppi problemi: oggi, che tutta l’industria del gioco, poker online compreso, ha necessità di essere maggiormente aiutata a riprendere il proprio posto sta avendo grosse problematiche nel farsi ascoltare dai poteri che contano. Forse fino ad oggi, quando finalmente riuscirà a riaprire le proprie attività commerciali grazie alle “zona bianche”: ma non sarà semplice risalire la china dove il gioco è stato spinto con un’inutile e continua chiusura.

Pubblicazione: 18 Giugno 2021 ore 14:10

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