Il sottosegretario ai giochi è soltanto all’inizio

sottosegretario ai giochi solo all inizio ma con grandi aspettative

Nel suo tanto e coscienzioso dire, il sottosegretario Federico Freni, deve già “tradurre” i suoi pensieri che sono stati mal interpretati! E siamo solo all’inizio del suo compito: si spera che non si ritorni ai vecchi “bacchettamenti” di chi si occupa di gioco d’azzardo e di siti slot che faranno morire già sul nascere le speranze di un futuro per il settore dei giochi.

Che poi le esposizioni di Freni siano state interpretate secondo una “vecchia logica populista” comincia a far venire la pelle d’oca: così si trova già a sottolineare che gli interventi che farà il Governo nei confronti del mondo dei giochi, a partire dal riordino nazionale dell’intero settore, saranno programmati prima di tutto nell’interesse dei suoi cittadini.

Questa precisazione è stata quasi “richiesta” poiché Freni nell’esporre gli interventi che si intendono effettuare nel gioco aveva messo come prima priorità gli interessi degli operatori del settore e figuriamoci se questo suo dire non poteva destare “sconcerto” da parte dei soliti detrattori del mondo ludico!

Non vedevano l’ora di intervenire, contrapponendosi al neo-sottosegretario al MEF che sicuramente non intendeva dire che il Governo sarebbe intervenuto prima di tutto per tutelare gli interessi delle imprese di gioco d’azzardo.

Ricominciamo con della sterile polemica che sino ad oggi non ha portato assolutamente a nulla, cercando di bypassare questa cattiva traduzione del pensiero di Freni: ma precisando, qualora fosse indispensabile, che lo stesso pensiero non voleva nel modo più assoluto asserire che per il Governo venissero prima gli interessi degli operatori, poi quello delle risorse dello Stato ed, infine, gli interessi dei cittadini.

La scala degli interventi non era di certo quella che si è voluta attribuire alle sue parole che ovviamente “avevano una classifica di valori diversa” laddove il primo posto è occupato dagli interessi dei cittadini e, poi, quelli per la tutela delle casse erariali.

E sperando, con questo, di aver rassicurato tutti coloro che fossero pronti a scagliare “frecce avvelenate” nei confronti del sottosegretario di recente nomina.

Sicuramente, i detrattori del gioco sono con le armi puntate nei confronti di Freni: infatti, hanno anche richiesto una spiegazione sul termine usato nell’incontro con la Commissione d’Inchiesta laddove è stato usato “erroneamente” il termine “ludopatia” e non “disturbo da gioco d’azzardo e scommesse”.

Ci si trova in balìa di “raffinatezze linguistiche” quando si sa perfettamente di cosa si stava parlando e forse per brevità si è usato il primo termine anziché il secondo: e proprio da questi “appunti” piuttosto pungenti si può dedurre la difficoltà nella quale vive chi si vorrebbe occupare di riformare il gioco pubblico e non si sofferma al “dettaglio linguistico”, ma vuole proporre programmi mirati per riordinare la regolamentazione del gioco pubblico senza perdere ulteriore tempo. Sicuramente sarà un lavoro arduo e difficile quello del neo-sottosegretario ai giochi: ancora oggi ci si trova troppo spesso con antagonisti che vedono nel gioco solo la “piaga del secolo” che può provocare dipendenza e che non esiste il gioco sano.

Di fronte a tanta acredine, Freni non può far altro che sottolineare che il gioco pubblico è legale ed è una concessione dello Stato, anche se è un settore dove esistono delle distorsioni alle quali il Governo centrale deve porre fine: non senza dimenticare che esistono altre problematiche altrettanto “forti, come alcool e fumo” anch’essi argomenti difficili e che stanno provocando tante vittime sulle strade del nostro Paese, ma settori contro i quali difficilmente si vede scagliarsi un numero così corposo di battaglie come nei confronti del mondo del gioco e del poker online.

I nostri giovani “fumano (e non soltanto sigarette) e bevono” con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti quando la cronaca ogni giorno ci riferisce di fatti tragici dipendenti dall’uso di sostanze stupefacenti o di alcool.

E questo, purtroppo, sembra quasi rientrare nella normalità, mentre se un cittadino diventa un giocatore problematico subito si “alzano gli scudi” e ci si scaglia contro gli operatori del gioco, peraltro rappresentanti dello Stato!

Insomma, non si riesce a comprendere se una certa parte della politica voglia o no il riordino del settore dei giochi, oppure se si ha paura che lo Stato tolga “potere” alle Regioni ed agli Enti Locali mentre ciò che indiscutibilmente emerge è la necessità di garantire una normativa omogenea a livello nazionale con un riordino che sopratutto garantisca stabilità a tutta l’industria del gioco ed alla sua filiera.

Questo è il pensiero di Federico Freni che poi si intenda andare a “tradurlo” in modo diverso è tutt’altra cosa: comunque, il riordino prenderà “spunto” (come già tante altre volte si è potuto riferire) dalla famosa Intesa sottoscritta in Conferenza Stato, Regioni ed Enti Locali del 2017 dalla quale si possono estrarre parecchi spunti più che positivi, ovviamente aggiornati al momento attuale attraversato dal Paese, ma anche considerata l’evoluzione e l’innovazione avvenuta nel mondo dei giochi e del bingo dal 2017 ad oggi. Senza contare anche l’esperienza pandemica che ha influito sul settore in modo veramente disastroso.

Ma dopo tante precisazioni “doverose”, oggi quali sono i programmi per il gioco del Governo e del sottosegretario Freni? I lavori per il riordino saranno avviati nei prossimi mesi con la chiusura della nuova regolamentazione entro il primo semestre 2022 in modo da poter finalmente effettuare i bandi di gara entro la fine del prossimo 2022.

Quello che appare certo è che il Governo intende farsi carico del “gioco problematico” e pensa di inserire nel riordino nuove politiche per il suo contrasto.

D’altronde, le distorsioni nel gioco esistono ed anche se lo Stato ritiene importante l’apporto delle risorse del gioco per le casse erariali, non vuole dire che debba rinunciare a regolamentare il settore e contrastare con interventi mirati ed intelligenti le derive che il gioco d’azzardo, se non avvicinato consapevolmente, può inevitabilmente creare.

Ed oltre al riordino del settore, il Governo centrale si dovrà anche interessare a sostenere le imprese di gioco, ed anche le imprese che producono app casino, che hanno continuato a pagare le concessioni pur rimanendo chiuse per oltre 300 giorni ricavandone senza dubbio disagi più che notevoli sui quali in qualche modo si dovrà intervenire.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Novembre 2021 ore 18:00
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