Il Movimento 5 Stelle voleva distruggere il gioco d’azzardo

m5s voleva distruggere il gioco azzardo

In questo ultimo anno e mezzo di Governo Giallo-Verde la netta sensazione percepita è che fosse suo intendimento quello di “distruggere” il gioco pubblico ed i siti di casino: infatti, una parte dello schieramento di Governo continuava a gridare quanto fosse “immorale” e quanto “andasse spazzato via al territorio”. É stato un “lungo anno e mezzo” pieno di iniziative vessatorie, dirette ed indirette, nei confronti del settore che non facevano altro che alimentare il desiderio che l’Esecutivo avesse vita breve per non ritrovare il gioco pubblico nel caos più totale. Ma ora, purtroppo, non solo il gioco versa in una situazione di abbandono, bensì l’intero Paese che aspetta qualche “miracolo” dalle trattative che nasceranno in questi giorni per non vedere l’italico popolo affrontare “un autunno veramente caldo” con tutti gli aumenti che, inevitabilmente, si vedranno nascere con la crisi politica.

Il gioco, durante il periodo Giallo-Verde, è stato il settore più bersagliato con continui aumenti, normative regionali e comunali che in alcuni territori creavano quell’effetto espulsivo che ha messo i territori in mano al gioco illegale gestito, come avrebbe dovuto sapersi, dalla criminalità organizzata che in questo settore specifico “ci sguazza come un delfino nel mare”. La speranza è che il prossimo Esecutivo Giallo-Rosso (ipotesi ventilata) non segua queste orme: comunque, anche in presenza di tutto questo caos, “ci piace” fare qualche programma futuro per il gioco pubblico e vedere cosa potrebbe succedere. Non sarà facile, considerato che vi sono ben più pressanti problematiche da risolvere ed il gioco pubblico, senz’altro, non rientra in queste priorità.

Ma, indubbiamente, qualsiasi cosa si possa paventare all’orizzonte, non sarà mai peggiore di quanto è stato fatto per il mondo dei giochi da questo Esecutivo con vari interventi che hanno avuto come unico effetto quello di gettare l’intero settore nella più totale incertezza. Diventa alquanto difficile fare dei pronostici, e sopratutto avere idee chiare, raffigurandosi un quadro piuttosto grigio per l’immediato futuro, special modo se si guarda ad un eventuale aumento dell’IVA: accadimento che potrebbe veramente distruggere l’economia di una buona parte della popolazione, ma anche gettare tante imprese in una situazione senza ritorno. Senza dubbio, arriverà anche una ulteriore richiesta di fondi straordinari al gioco pubblico, come già ipotizzato nella prossima manovra, scenario questa volta difficilmente sostenibile, seppur con la massima disponibilità che il gioco ha sempre dimostrato nei confronti delle varie richiese economiche messe in campo a suo “sfavore”.

Solo il recupero di una stabilità politica potrebbe essere foriero di positività per tutti, cittadini ed imprese, e ci farebbe anche riscattare nei confronti di un’Europa che ci guarda con sempre più attenzione, ma anche con una sorta di “sospetto” vista la continua instabilità del nostro Paese. Quella stabilità che ci permetterebbe di compiere le riforme urgenti: il gioco deve stare alla finestra per vedere che tipo di struttura potrà avere la prossima maggioranza di Governo e cercare di percepire che tipo di politiche potranno essere condotte nei confronti del gioco pubblico. A questo punto gli scenari che si aprono sul nostro Paese sono: il ritorno alle urne, un insolito connubio Giallo-Rosso con l’asse M5S-Pd, un ripensamento di Matteo Salvini in previsione del ritorno del Pd!

Ma cosa comportano questi tre “quadri politici” per il mondo del gioco d’azzardo? Il ritorno alle urne: è il percorso più sconveniente che rischierebbe di compromettere la stesura della prossima manovra che andrebbe anche a toccare gli equilibri all’interno dell’Unione Europea. I Cinque Stelle sono preoccupati per il consenso elettorale anche se in queste ultime ore possono aver recuperato dopo l’intervento diretto di Beppe Grillo. Ma anche il Pd sembra un poco ostile nei confronti di un ritorno immediato alle urne: invece, per il gioco pubblico questa potrebbe essere la soluzione migliore perché potrebbe significare “una nuova ripartenza”. E questo poiché una eventuale salita di un Esecutivo di centro destra potrebbe dare nuova linfa all’industria in generale e, quindi, anche a quella del gioco, ma potrebbe anche essere “pericolosa in quanto a richieste di ulteriori tassazioni” nei confronti di tutta la filiera del gioco.

Il secondo “quadro politico”, un asse M5S-Pd, significherebbe il ritorno al futuro di Matteo Renzi che è stato forse il primo ad “offrirsi” ai penta-stellati. Il Segretario Pd, Zingaretti, ha avuto una posizione di prudenza ed il Movimento Cinque Stelle è rimasto guardingo: solo quando è intervenuto il “no secco” di Beppe Grillo al ritorno alle urne il Movimento si è deciso a muoversi sullo scenario Giallo-Rosso. Questo “secondo quadro politico” possibile spaventa, e non poco, il gioco pubblico: non bisogna dimenticare che i primi guai per il settore ludico sono iniziati proprio sotto il governo Renzi, per poi arrivare a toccare il fondo con i 5Stelle. Però, è anche indubbio che il Pd è quel partito che ancora oggi gode di una maggiore “vocazione governativa e di esperienza”, anche se non ha più i numeri di consenso. Con questo partito forse potrebbe vedere la luce quel riordino dei giochi tanto annunciato e da nessuna parte politica realizzato.

Il “terzo quadro politico” rappresenta una sorta di inversione di marcia da parte di Salvini: trovare il modo di tornare alla vecchia alleanza Giallo-Verde, paventando che la crisi di Governo ha voluto significare un chiarimento brusco, ma necessario, tra i due schieramenti, che va assolutamente superato per il bene del Paese. É l’ipotesi che il vice premier penta-stellato non aveva escluso all’inizio: non bisogna dimenticare che M5S e Lega in questo anno e mezzo si sono conosciuti bene, anche se altrettanto bene si sono scontrati, a volte anche aspramente. Ma questo sarebbe il “quadro politico” peggiore per il mondo del gioco pubblico perché significherebbe continuare a mantenere la situazione attuale. Proibizionismo e battaglie anti-gioco, cose che il settore ludico non riesce più a sostenere ed a combattere visto che il suo esercito è ridotto ai minimi termini ed è assolutamente spossato.

Settembre 5, 2019: •
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