La variante Omicron mette in ginocchio il gioco d’azzardo

variante omicron covid 19 mette in ginocchio anche economia del gioco azzardo

Nel nostro Paese si sta cercando di tenere aperte tutte le attività, comprese quelle del gioco e dei casino slot che precedentemente erano state penalizzate con la loro chiusura totale: oggi, come già sottolineato, il Presidente del Consiglio vuole tenacemente proseguire nel suo pensiero e sta cercando, con le restrizioni sempre più mirate, di non arrestare l’economia e persiste nel tenerle aperte il più possibile cercando però di responsabilizzare la cittadinanza con il Super Green Pass che consente di muoversi con una certa leggerezza.

Invece, in altre realtà territoriali si stanno assumendo scelte diverse ed è proprio per dare un’occhiata intorno ai nostri confini per vedere come si stanno comportando gli altri Paesi per le attività sia per quanto attiene il mondo dei giochi che per gli altri esercizi commerciali.

È ovvio che ognuno cerchi di regolare le restrizioni in proporzione alla propria economia ed alle proprie esigenze: purtroppo, la realtà è comunque che si stanno attuando ed in alcuni posti addirittura in modo pesante.

Contrastare l’avanzare della variante Omicron, ed anche del Coronavirus che sembra avere preso nuova linfa e non si vuole arrendere, è evidentemente una priorità ed occorre effettuare questa battaglia con prontezza.

La prima cosa che salta agli occhi è che, purtroppo, è di nuovo lockdown per alcune sale giochi e scommesse e per i FEC a livello europeo, cosa che per ora non tocca il nostro territorio grazie all’introduzione nei prossimi giorni del Super Green Pass applicato anche ai punti d gioco, esercizi dove negli scorsi mesi l’accesso era libero anche ai detentori della certificazione verde semplice, rilasciata a chi aveva il solo tampone negativo.

Quindi, anche se i punti di gioco non si chiudono fortunatamente in Italia, almeno per il momento, questa ulteriore restrizione creerà senz’altro qualche contraccolpo economico: ma come già anticipato in altro articolo, meglio restrizioni anche severe piuttosto che la chiusura che avrebbe un impatto disastroso, dopo l’esperienza acquisita negli ultimi due anni trascorsi.

In ogni caso, in Europa i Governi stanno reagendo effettuando operazioni “a catena”, adottando misure sempre con il medesimo obbiettivo di mantenere i tassi di infezione e di ospedalizzazione sotto controllo il più possibile: nessun Paese vuole ripassare nella medesima esperienza già vissuta che è stata per tutti tremenda sia economicamente che a livello sociale.

Per visualizzare una strada immaginaria dei Paesi europei che intervengono nei confronti del mondo dei giochi si vuole iniziare dai Paesi Bassi, dove sull’intero territorio sono stati bloccati le sale giochi, i FEC ed i casinò: tutto chiuso sino alla metà di gennaio, periodo che verrà senza ombra di dubbio allungato data l’insistente presenza del virus e delle sue varianti.

Recandoci in Spagna ci dovremmo confrontare con le sale giochi ed i FEC aperti ma con il 50% della loro capacità: in Catalogna si aggiunge anche l’obbligo di chiudere a mezzanotte per tutto il gioco comprese le sale bingo ed i casinò.

In tutta la Spagna l’intrattenimento è chiuso dall’1 alle 6 del mattino, ma ogni Regione (e sono 17) gestisce le proprie regole in modo autonomo: per esempio Madrid non ha limiti, ma richiede le mascherine obbligatorie anche all’aperto.

In Germania ci sono chiusure dove i dati del virus sono alti, ma le regole vengono applicate diversamente nei 16 stati federali: invece, la Francia ha deciso al momento di tenere aperte le sale giochi ed i FEC, mentre si impone la chiusura ai night club.

Questo è il quadro europeo ed il gioco non può di certo stare allegro. Dunque, mentre i contagi aumentano ovunque, il mondo del gioco d’azzardo viene chiuso parzialmente e si deve preparare ad affrontare nuovamente lockdown diversi da Nazione in Nazione mentre per il momento il nostro Paese ne è esente e si spera potrà continuare ad esserlo.

Nel frattempo, è passata la Manovra 2022 tra tante difficoltà e tante dissertazioni dove si deve prendere nota che c’è soltanto un piccolissimo riferimento e statuizione per quanto riguarda il gioco.

Purtroppo, con un intervento che sinceramente nessun addetto ai lavori desiderava avvenisse: infatti nella Legge di Bilancio oltre a definire la riforma fiscale con il taglio di Irpef ed Irap, l’incremento a 3,8 miliardi di euro per il caro-bollette, la ri-estensione del super-bonus 110% ed il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, si sono attribuite le entrate erariali derivanti dal comparto del gioco alle Province Autonome di Trento e Bolzano, Fondo per la prevenzione ed il contrasto delle dipendenze tra i giovani.

Ma come, il Governo centrale attribuisce entrate erariali proprio a quelle Province che sono state le “prime” a decretare guerra al “suo” gioco e poker pubblico?

Territori che hanno fatto penare per anni tutte le attività di gioco che sfortunatamente hanno voluto investire in questo business in quella realtà territoriale.

E che non hanno concesso un attimo di tregua agli operatori del gioco e che con le loro Leggi hanno estromesso su quasi tutto il territorio le attività di gioco pubblico, e quindi di gioco legale!

Non sembra una madornale incongruenza ed una presa in giro nei confronti del settore ludico? E sarà oltre tutto una legge che farà discutere poiché verrà richiamata anche dalle altre Regioni e così si metterà in atto quell’effetto domino che consentirà alle Regioni, magari ad altre che hanno “alzato gli scudi contro il gioco pubblico”, di essere anche “sovvenzionate” in queste battaglie.

Se non fosse tragico nel principio ci sarebbe davvero da ridere, anche se è anche vero che proprio le Regioni e gli Enti Locali sono quelle istituzioni che si sono accollate da sempre gli oneri delle battaglie sostenute nei confronti dell’intera industria del gioco e del bingo e per il contrasto al gioco problematico.

Come anche hanno sostenuto l’onere delle campagne di educazione e di cultura di tutto il gioco d’azzardo che sistematicamente sono state sviluppate sempre per contrastare lo gioco d’azzardo e l’insorgere del fenomeno gioco che c’è sempre stato (legale od illecito) dalla notte dei tempi e che sempre ci sarà, con buona pace dei suoi detrattori.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 19 Gennaio 2022 ore 09:18
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