Il gioco stà subendo vessazioni finanziare dal Governo

vessazioni finanziarie sul gioco

Questa volta “il gioco non gioca” e fa sul serio: si asterrà dalla raccolta per manifestare nei confronti delle “vessazioni finanziarie” del Governo del Cambiamento che quando “non sa cos’altro fare, aumenta il Preu sugli apparecchi da intrattenimento” per avere più risorse da gestire per mantenere le sue promesse pre-elettorali. A questo punto, il “gioco non gioca”, compresi tutti i casino online, e si ribella a tutto ciò per la tutela dei giocatori e delle stesse imprese che gestiscono gli apparecchi di gioco: quelli indubbiamente più nel “mirino” e, sopratutto, quelli “più facili da raggiungere” poiché, essendo concessionari di Stato, non “si dovrebbero opporre” ai dettami dello stesso. Ma, forse, in questi giorni la storia non si ripeterà, come si suol dire: i gestori delle Awp si ribellano e non ne possono più di queste “pressioni” da parte dello Stato, pressioni economiche che non sono più sostenibili e che mettono a rischio le piccole e medie imprese di gioco ed i suoi addetti ai lavori.

Si continua a sottolineare, “per giustificare” la presa di posizione di questo segmento del gioco pubblico, che la tassazione è arrivata ormai al 70%: la più alta in assoluto (anche a livello europeo) di tutte le altre forme di gioco che, probabilmente, sono molto più pericolose. Ed, oltretutto, comparti che non producono così tanta occupazione come, invece, fa il segmento delle apparecchiature da intrattenimento: ma anche quest’ultimo risvolto dell’impegno delle risorse (giovani per lo più), non sembra destare alcun interesse nei membri del nostro attuale Esecutivo. Si continua (da parte del potere costituito) a bersagliare questa parte del mondo dei giochi in modo indiscriminato evitando qualsiasi scambio di opinioni con le imprese che continuano imperterrite a richiedere incontri per poter far presente la loro attuale situazione e le proprie “esigenze di vita (commerciale)”.

Silenzio da parte dell’Esecutivo e continua “vessazione” del comparto “che, purtroppo, deve subire” ed obbedire sino a quando potrà rimanere in piedi e… questa “scadenza” sembra sempre più vicina e, sopratutto, inevitabile. Per tutto quanto sta accadendo l’Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento (Agcai) scende sul piede di guerra, affiancato come sempre nelle battaglie per i diritti del settore ludico da Sapar, in prima fila quando si tratta di far rispettare le imprese di gioco ed i suoi operatori. In modo particolare quando “sfacciatamente” l’Esecutivo si sbilancia nel non voler tassare i concessionari delle videolottery (apparecchiature da sempre considerate “più pericolose” per i giocatori in quanto richiedono “investimenti” più alti), ma intende tassare invece i gestori delle Awp ed i suoi giocatori sino all’inverosimile.

E qui, ovviamente, non ci si può esimere dal sottolineare che proprio il Movimento 5 Stelle, in campagna elettorale, aveva promesso di mettere uno stop proprio alle videolottery, ma anche alle slot machine, anticipando la loro sostituzione con un apparecchio meno aggressivo e, sinceramente, si era creduto a questa promessa, persino lo stesso segmento dei costruttori degli apparecchi di gioco che “sperava in un cambiamento”. Ma, oggi, si sta concretizzando esattamente il contrario di quello che era stato promesso: e questo è ancora peggio. Anche perché si continuano a sentire dichiarazioni, particolarmente del vice premier penta-stellato, con le quali si insiste nel ribadire che ha tassato i concessionari di gioco… e si spera che lo stesso comprenda che la maggior tassazione, che ha raggiunto ben il 70% dell’utile lordo, grava invece sui gestori e non certo sui concessionari.

É forse qui che il nostro attuale Esecutivo Giallo-Verde “si perde” (o si vuole perdere): ci dovrebbe essere il riconoscimento del ruolo del gestore (certamente non ben recepito), figura irrinunciabile per garantire la raccolta e la tutela del gioco legale. Con lo stesso gestore “dovrebbero vivere” il diritto della “portabilità” dei nulla osta di messa in esercizio relativi al parco apparecchi e la definizione di una norma nazionale (un Testo Unico sul Gioco) sulle attività che ospitano il gioco lecito al fine di poter concertare le misure che mettono al riparo le attività esistenti. Ed, infine, per lo stesso gestore dovrebbe anche esistere una complessiva riforma sulla tassazione che preveda il prelievo a margine netto del cassetto, con la possibilità di aumento della percentuale di restituzione in vincita a tutela del giocatore che oggi, invece, con gli ultimi interventi contenuti nel Decretone, non è assolutamente tutelato.

La “rivolta del gioco” viene messa in campo per portare al Governo del Cambiamento tutte queste argomentazioni (ammesso che quest’ultimo le voglia ascoltare e, sopratutto, recepire) e ne consegue la convocazione di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati. Indubbiamente, gli ultimi interventi del Governo, i progressivi e frequenti aumenti del prelievo unico erariale, nonché i successivi costi che graveranno sui gestori che dovranno aggiornare il proprio parco apparecchi, sta concretizzando gravissimi pregiudizi alle attività di questo segmento del gioco. Come già detto tantissime volte, i recenti provvedimenti messi in campo dall’attuale Esecutivo Giallo-Verde, con le varie manovre, manderanno in crisi migliaia di piccole e medie imprese: la ricaduta a livello occupazionale rivestirà un’importanza determinante per l’economia dell’intero settore se non dell’intero Paese.

Infatti, le risorse coinvolte in tutta Italia, e destinate alle imprese di gioco, sono circa 150mila e questo scenario relativo all’occupazione rappresenta l’assoluta impossibilità di garantire per il futuro l’attività di raccolta (lecita). É fin troppo evidente che questa conferenza stampa, alla quale parteciperà anche l’associazione nazionale Sapar nella sua qualità di massimo organo rappresentativo di categoria, intende salvaguardare le attività ludiche di qualsiasi dimensione, ma particolarmente le piccole e medie imprese e con tale obbiettivo si inseguiranno in tutte le sedi gli obbiettivi per la tutela e la salvaguardia sia delle stesse imprese di gioco che dei posti di lavoro che le stesse “producono”. Tutto ciò dovrebbe essere un obbiettivo primario che dovrebbe spingere i rappresentanti di questo segmento del gioco, oggi, ad “unirsi e compattarsi come un sol uomo” ed a presentarsi davanti al Governo del Cambiamento, perché cambi davvero qualcosa. Ma non in peggio come sta facendo oggi!

Febbraio 11, 2019: •
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