Il gioco senza vincita in denaro lotta per sopravvivere

giochi senza vincita in denaro vogliono sopravvivere

Più e più volte si è sottolineato che in questa emergenza sanitaria che tiene in ostaggio sia i cittadini normali che le imprese, tutti i settori stanno cercando di mettere delle nuove basi sulle quali costruire la propria ripresa economica che si attende come l’acqua in un momento di assoluta siccità: tutti cercano di guardare all’interno delle proprie aziende, a quello che appare migliorabile per abbattere le spese di gestione, oppure per rendere i propri prodotti più appetibili in quanto a sicurezza ma anche a livello di prezzi di mercato che si cerca di contenere il più possibile per riuscire ad essere concorrenziali ed avere così la possibilità di avere un’utenza più numerosa. Si sta rivoluzionando veramente tanto di ciò che che circonda i mercati, tutto stanno cambiando special modo i costi: tutto aumenta a volte anche senza una sana giustificazione, cosa che rende ancora più difficile organizzare le attività che devono per forza attingere ai prodotti stranieri per la propria attività commerciale.

É esattamente ciò che accade al mondo dei giochi del puro intrattenimento che deve acquisire la maggior parte dei propri prodotti ricorrendo all’importazione. Infatti, i videogiochi che provengono dagli Stati Uniti ed importati nell’Unione Europea sono colpiti dal 25% di tassazione, cosa che discende dalla diatriba piuttosto aspra e complicata Boeing-Airbus nella quale sono coinvolti, tra svariati prodotti, purtroppo anche quelli del gioco. Non si parla di siti legali italiani di casino. Specialmente, si vuole parlare dei flipper prodotti ad oggi quasi esclusivamente creati negli Stati Uniti, ma anche altri giochi arcade anch’essi per la maggior parte provenienti da oltre Oceano. E questo per quello che riguarda gli USA a prescindere dal fatto che si dovranno fare ancora i conti con le famigerate idee imposte da Donald Trump: tasse che, purtroppo, per il mercato del puro intrattenimento rischiano di essere un peso realmente insostenibile anche perché serve ricordare che l’amusement non è un comparto ricco come quello del gioco con vincita in danaro.

In contrapposizione ai pesanti dazi imposti dagli Stati Uniti, il Regno Unito, dopo la sua uscita dalla UE, ha annunciato che sospenderà le tariffe “di ritorsione” partendo dal prossimo 21 gennaio: cosa che lascia ben sperare agli operatori del puro intrattenimento e fa intravedere un futuro meno nero, almeno per ciò che riguarda l’importazione da questo Stato extra-Unione Europea. In ogni caso, per fronteggiare questa situazione economica pericolosa per questo segmento del gioco, il puro intrattenimento ha pensato che “l’unione fa la forza” e, quindi, si è stretto un patto tra le associazioni di categoria per mettere in atto strategie mirate a superare questi pesanti importi relativi all’importazione di giochi senza vincita in danaro. Infatti, il segmento ha necessità di rilanciarsi con la prossima ripartenza ed ha in modo assoluto l’esigenza di avere prodotti nuovi, tecnologicamente avanzati, competitivi, interessanti e coinvolgenti per un pubblico che con la pandemìa, se possibile, è diventato ancora più esigente.

E considerato che il mercato del puro intrattenimento è diventato ancor più difficile da vivere commercialmente per le proprie imprese, è evidente che queste ricerchino su mercati alternativi al nostro, prodotti particolarmente “appetitosi” da inserire nelle proprie linee: prodotti innovativi che oggi soltanto il mercato oltre Oceano può assicurare, ma di certo non con la tassazione attuale per l’importazione, altrimenti non sarà possibile affrontare queste operazioni che sono diventate una parte preponderante degli affari delle imprese che si occupano dell’intrattenimento senza vincita in danaro. Per affrontare praticamente ed in modo produttivo questa situazione difficile, l’American Amusement Machine Association (AAMA), che sostiene e riunisce le varie associazioni di questo preciso comparto negli Stati Uniti, ha deciso di stringere rapporti con la britannica BACTA e con EUROMAT, Federazione europea che sostiene ed aiuta l’industria in Europa, al fine di affrontare la nuova Amministrazione di Washington mettendo in campo una campagna contro queste tariffe che tengono in ostaggio le tantissime piccole imprese che formano l’industria del gioco del puro intrattenimento negli Stati Uniti.

Non vi è ombra di dubbio che questo specifico comparto del gioco, già profondamente in crisi ancor prima della apparizione del Coronavirus e che già doveva combattere per sopravvivere, sta cercando strategie in tutta Europa per restare a galla e, quindi, i singoli produttori cercano di affrontare il notevole rincaro che si è presentato loro. Cosa che sta facendo il produttore belga Elaut, assai celebre per le sue famigerate “gru” ma anche di altri giochi di successo nelle tanto discusse ticket redemption che sono tanto gradite dai ragazzini ma che hanno provocato disquisizioni lunghissime sul fatto se “spingano o meno” i giovani verso il gioco d’azzardo. Infatti, Elaut commercializza la sua linea di giochi dall’altra parte dell’Atlantico con il brand Benchmark, marchio di giochi noto con sede in Florida e proprio in questo caso l’attività di Elaut USA è “trasportabile” in Europa in quanto la società fabbricante belga ha sede vicino ad Anversa e può essere utilizzata per costruire i giochi appunto in Europa.

Questa sorta di escamotage consentirebbe di “aggirare il dazio”, producendo qui in Europa i prodotti che vengono distribuiti in questa parte del Mondo, evitando così le importazioni diventate carissime ed insostenibili per il comparto dell’amusement che non gode di un’economia cospicua e che deve barcamenarsi intelligentemente, e forse anche “furbescamente”, per la sopravvivenza. Special modo il mercato del nostro Paese che più di tutti rischia veramente di veder scomparire l’offerta di certi giochi essendo quella realtà territoriale dove i giochi di puro intrattenimento costano più che in qualsiasi altro luogo: e ciò proprio a causa delle tasse e dell’IVA più cari che nel resto del Pianeta. Infatti, tanti distributori europei di flipper hanno dovuto rinunciare alle varie prenotazioni in USA per l’importazione di giochi che non potrebbero rivendere con questo nuovo aumento di prezzi: cosa che limita un mercato già in agonia e che sta cercando di restare a galla pur “imbarcando acqua”. Forse il settore potrebbe avviare nuove attività in Europa per fare a meno delle importazioni, ma con la liquidità latitante risulta estremamente difficile.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 1 Gennaio 2021 ore 18:00
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