Il gioco d’azzardo legale vivrà anche nel 2020

ostracismo verso il gioco azzardo

Inevitabilmente, ogni anno, si chiudono i bilanci sia personali che per le aziende e questo 2019 quasi per tutti è stato avaro di positività: in modo particolare per il mondo del gioco, compresi i migliori siti legali italiani di casino online, ma anche, purtroppo, per l’economia e la politica del nostro Paese e, di conseguenza, anche per le imprese che vi operano costrette a misurarsi con una tassazione altissima che impedisce di crescere e di fare un qualsivoglia investimento o programma per il futuro. Persino la politica in questo 2019 appena concluso non è stata da meno, sottoponendo tutti i cittadini ad una sorta di giostra tutt’altro che gradevole che a tutt’oggi non ci fa sicuramente sentire sicuri di un “radioso futuro”. Un’altalena di proposte per ulteriori tasse studiate e presentate con una inconsistenza di pensiero senza limiti e senza alcun rispetto della cittadinanza che si sente piovere addosso tante parole, poi ritrattate, poi ripresentate: tasse che diverranno esecutive ma verso la metà del 2020 in modo che, già in partenza, si abbia già conoscenza di cosa ci sta aspettando. Insomma, un labirinto infinito nel quale ogni cittadino cerca un percorso attuabile, ma che si percepisce e si comprende che sarà ugualmente difficoltoso come quello relativo al 2019.

Anche il mondo del gioco ha avuto il suo anno orribile, forse il peggiore dalla sua nascita, ma quello di cui si può essere certi, conoscendo il carattere dei suoi operatori, è che nel 2020 il gioco pubblico “vivrà ancora” con caparbietà ed a dispetto dei suoi detrattori, istituzioni comprese. D’altra parte, se il gioco è riuscito a sopravvivere, od almeno quelle imprese che sono riuscite a tenere aperti i loro battenti, con tutto ciò che gli è girato attorno nel 2019, è impensabile che ci si arrenda ora. E proprio per questo, forse, il 2020 si potrà rappresentare come un anno decisivo, come una specie di spartiacque per il futuro del gioco d’azzardo pubblico che ha dovuto fronteggiare l’impossibile dalla normativa in essere e dalla latitanza di quel riordino del settore. Riordino tanto atteso e che gli ultimi Esecutivi hanno promesso più volte e che altrettante volte è stato dimenticato in una indifferenza ed una mancanza di rispetto di tutta l’industria del gioco, senza pari. E senza contare, ovviamente, l’incredibile ulteriore aumento della tassazione che il gioco ha dovuto ancora una volta subire.

Quindi, seppur quest’ultimo sopruso sia andato in porto, peraltro come ogni anno, è comunque una realtà con la quale in questo nuovo anno tutta la filiera del gioco dovrà fare i conti, tirarsi su le maniche e pensare a come farvi fronte senza “esalare l’ultimo respiro”. Eh già, perché quest’ultimo aumento indirizzato, particolarmente, agli apparecchi di gioco si tramuterà in un ulteriore riduzione dei margini delle imprese di gioco a cui si devono aggiungere altri investimenti per la sostituzione di tutte le apparecchiature in attività: tutto a favore degli apparecchi di gioco con un payout inferiore, come indica la legge. Però, bisognerà anche vedere se continuando ad abbassare la percentuale delle vincite questo non rappresenterà un reale rischio in relazione all’interesse per il prodotto e che non andrà ad incentivare, invece, i giocatori a rivolgersi altrove per le proprie scelte. Altri giochi, e magari anche giochi illegali, che sono sempre disponibili senza tante regole vessatorie a cui sottostare.

Ma anche giochi illeciti che potrebbero provocare una pingue perdita di entrate erariali, oltre a rappresentare una seria ed ulteriore concorrenza per il gioco lecito e per il gioco online: ma tutte cose che ai nostri recenti Esecutivi non interessano proprio. E nonostante il Consiglio di Stato (parere che lo Stato centrale non dovrebbe sottovalutare come invece sembra stia facendo) diverso tempo fa avesse fatto presente che un aumento della tassazione avrebbe potuto rappresentare un disastro a livello di economia, mentre l’assenza del promesso riordino del settore avrebbe potuto provocare l’impossibilità di bandire le gare per il rinnovo delle concessioni, poiché senza riordino, esiste sempre la “Questione territoriale” che non può garantire l’attivazione delle concessioni che eventualmente venissero acquisite. Ma, purtroppo, le esternazioni del CdS non sono state ascoltate: l’aumento della tassazione è stato fatto ed il riordino del settore invece no!

E non sono stati neppure ascoltati i pareri espressi dai tecnici parlamentari che, nella stesura dei diversi documenti che hanno accompagnato la Manovra 2020, avevano sottolineato che tale “Questione territoriale” metteva in contraddizione alcune norme, a volte addirittura sovrapponendole e questo, evidentemente, poteva minare l’intero sistema gioco. Ma queste esternazioni sono rimaste parimenti inascoltate, ma delle quali è senz’altro a conoscenza l’Esecutivo che ha in ogni caso “tirato diritto” con una maggiore imposizione fiscale ed anticipando, addirittura, le gare per il rinnovo delle concessioni: in pratica tutto il netto contrario di ciò che avevano suggerito i tecnici parlamentari, rimasti inascoltati e facendo così navigare il mondo del gioco nell’assurdità totale, ma anche nello sconcerto e sconforto senza limiti con cui gli operatori del gioco si trovano a convivere dopo l’ultimo aumento e dopo l’assenza del riordino.

Così, però, è stato scritto nella Manovra 2020, disattendendo qualsiasi suggerimento e rendendo ancora più pesante la preoccupazione generale che alberga negli operatori del gioco pubblico, nelle sue tantissime imprese e nei dipendenti delle medesime che continuano a vedere “un futuro nero”. Peccato: anche perché nella prima versione dell’arcinota Manovra 2020 era stato dedicato un intero paragrafo al riordino del gioco, ed il settore vi aveva pure creduto, visto che veniva specificatamente indicata l’intenzione di superare le leggi regionali, uniformandole con criteri equi ed omogenei a livello nazionale, ricalcando in parte il concetto portato avanti in Conferenza Unificata nel 2017. Poi, però, come per incanto, nella stesura definitiva della manovra quelle poche righe erano addirittura sparite dalla circolazione, così come quella minima speranza di tutto il mondo del gioco e delle scommesse online. Ma in questo novello 2020, l’Esecutivo dovrà per forza mettere mano al settore attraverso una riforma: ecco perché si è certi che il gioco pubblico, nonostante il vento avverso che spinge verso una perenne tempesta, continuerà a veleggiare, anche per questo 2020. I detrattori ed i perbenisti sono avvisati!

Gennaio 24, 2020: •
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