Il gioco d’azzardo legale che fa bene allo sport

benefici sport e gioco azzardo

Chi ancora ci legge, sa perfettamente quante volte ci si è battuti per far conoscere alla nostra italica opinione pubblica come il mondo del gioco d’azzardo, con i suoi siti di casino online, con le sue risorse ed i suoi interventi, possa essere utile allo sport sempre che non si guardi solo alle “cose negative” (scommesse illegali) che possono accadere appunto nello sport, in tutti i suoi segmenti. Invece, qui in queste righe, si vuole sottolineare come il gioco d’azzardo possa essere stato utile al trionfo di questo anno del calcio inglese che “spopola” in tutte le varie Coppe e competizioni: insomma, si vuole presentare l’altra faccia del gioco che si mette “al servizio dello sport” che così ne trae beneficio. Ma senza fare della falsa morale come spesso succede nel nostro Paese che, in parte, continua a vedere nel mondo dei giochi, nelle sue imprese e nei suoi operatori soltanto negatività e dubbie frequentazioni, sospinto dai media e da una parte della politica. Non è così.

Qui, invece, si vuole sottolineare che per la prima volta nella storia del calcio, quattro squadre dello stesso Paese si qualificano nelle finali delle due Coppe Europee: Champions ed Europa League. Infatti, l’Inghilterra è presente con il Chelsea e l’Arsenal nella finale di Europa League e con le altre due squadre, Liverpool e Tottenham, che saranno le finaliste inglesi che si scontreranno in Champions al 1° giugno. Ma tutti questi dati sono già conosciuti dai più, ed ovviamente in modo particolare dai tifosi inglesi e non, ma quello che non tutti sanno è che questi risultati sono il frutto di una “strategia” che, sicuramente, è legata agli aspetti sportivi, ma anche a questioni strettamente politiche ed economiche. Il trionfo del calcio britannico, e dei suoi siti di scommesse sullo sport, è frutto di “esame approfondito” da parte di opinionisti, tecnici e tattici: fa emergere che forse il “catenaccio italiano” ed il contropiede sono ormai superati, come il “tiki taka” spagnolo, mentre paga alquanto di più la spregiudicatezza del calcio inglese ed il confronto aperto con il quale si esprimono in ogni partita di livello i team inglesi.

Oppure, si potrebbe anche dire che il calcio inglese “non si perde”, come succede nel nostro Paese, in competizioni minori come le coppe nazionali e si concentra sulle due importanti coppe europee! Le nostre italiche squadre sono impegnate su troppi fronti e non riescono, probabilmente, a sostenere tutti questi impegni. Il fenomeno dei team inglesi farà quest’anno discutere a lungo e verranno scritti “fiumi di inchiostro”, ma questo è il bello dello sport: chiacchiere e disquisizioni su tutti i sistemi tattici che portano a srotolare una serie di “combinazioni numeriche” applicate alle partite! Ma, forse, ci si sta allontanando troppo dalla base del nostro articolo che è il connubio tra il gioco d’azzardo del Regno Unito ed il calcio inglese. A prescindere, ovviamente, da altre considerazioni che andrebbero fatte: per esempio, il calcio inglese non rappresenta un fenomeno isolato, ma un discorso che riguarda l’intero mondo dello sport britannico.

Chi ha “qualche anno sulle spalle”, si ricorderà l’exploit del Regno Unito in occasione delle ultime Olimpiadi di Rio che ha fatto raccogliere ben 27 medaglie d’oro, superando addirittura la Cina che fa sempre “strage” di questo “metallo”: anche quello è stato un grande trionfo sportivo. E dietro tutti questi risultati più che positivi esiste un sistema politico ed economico basato sul mercato del gioco pubblico che nel Regno Unito finanzia lo sport. Ma già da un bel po’ di anni: infatti, tutto parte dagli anni Novanta quando si decise di rivoluzionare la Lotteria Nazionale per trasformarla in una risorsa utile all’intera Nazione e da dedicare appunto allo sport. Grazie ai giocatori della National Lottery, da allora sono stati raccolti oltre 39 miliardi di sterline per la società inglese e finanziati più di 535mila progetti di carattere sociale e culturale: ma senza alcun “retrogusto morale” o falso moralismo.

Nel Regno Unito questo intervento viene denominato appunto delle “good causes” (buone cause), rilanciato poi anche negli anni successivi, visti gli ottimi risultati che questo “aiuto del gioco” al mondo dello sport aveva prodotto. Si arriva poi, negli anni, alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 che hanno confermato, ancora una volta, il connubio tra gioco e mondo dello sport: in quello stesso anno, il Regno Unito conquistò 11 medaglie d’oro e questo risultato aveva richiamato l’attenzione degli esperti di statistica che avevano constatato che il team inglese non superava la quota di 10 medaglie d’oro dagli anni ‘20! Per arrivare sino ad oggi con i recenti risultati di cui si è parlato all’inizio di questo articolo. Ma a tutto questo supporto generale del mondo dei giochi al mondo dello sport si devono aggiungere le sponsorizzazioni private che legano indissolubilmente il gambling al calcio ed allo sport in generale: forse, anche troppo, visto che nella Premier League sono 20 club su 21 che vengono sponsorizzati da bookmaker o da casinò online e questo sta “facendo montare” qualche protesta.

Ma è evidente, nello stesso tempo, che con questo legame e connubio il mondo dello sport riesce a finanziare senza problemi le proprie strutture, le squadre ed anche i vivai che sono la base per far “ruotare” bene lo sport, anche quello giovanile. Pure nella nostra Penisola veniva applicato questo “insieme” molto simile a quello delle “buone cause” british: il Coni e le varie federazioni sportive per anni hanno beneficiato del 30% dei ricavi del Totocalcio e quando quest’ultimo era uscito dai “radar del gradimento” erano stati destinati allo sport nazionale alcuni introiti delle scommesse. Qualcosa del genere era stato messo in campo anche per l’ippica, sovvenzionata dal settore delle slot machine, ma per un breve periodo: un’esperienza positiva anche se i cittadini non ne erano a conoscenza, od almeno non era stata sufficientemente supportata dai media, come invece aveva saputo ben fare l’allora Premier inglese Tony Blair che con l’intervento del gioco nei confronti dello sport aveva saputo riqualificare il primo, sdoganando positivamente l’immagine del gioco pubblico britannico.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 24 Maggio 2019 ore 12:00
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