Gioco d’azzardo: La Gran Bretagna riparte alla grande

gran bretagna riparte in grande con il gioco azzardo

Mentre non si può che congratularci per i risultati ottenuti dal Governo britannico nell’aver debellato quasi del tutto i contagi da Coronavirus in quella realtà territoriale, sperando ovviamente che questo sia duraturo, ci si deve confrontare con la nostra attualità che, sopratutto per il gioco d’azzardo, compresi ai casino online autorevoli ed autorizzati, settore che maggiormente ci interessa da vicino, non può rendere gli addetti ai lavori soddisfatti perché il mondo ludico è tuttora in alto mare ed ancora si sta aspettando che le “attività non essenziali”, tutte, ottengano il via libera per le riaperture dal CTS e dal Premier Draghi che “spinge” in questo senso per dare impulso all’economia e per mettere in condizioni le imprese di tornare a vivere commercialmente. D’altra parte il Presidente del Consiglio, esperto e stratega quale è, si rende conto che il “sostegno più importante e corposo” che si può dare alle imprese è quello di farle ritornare al lavoro cosa che, ovviamente, salverebbe tutte le stesse imprese sia del gioco che di tutti gli altri settori, e darebbe respiro all’economia.

Economia che gradatamente potrebbe riaprire ai diversi mercati e che sosterrebbe indirettamente anche alle casse dello Stato che si sentirebbero forse meno “pressate” dalle continue richieste di sostegno che giustamente pervengono dalle varie categorie. Non è che la riapertura delle attività cancelli “l’obbligo” delle istituzioni di sostenerle, ma naturalmente sarebbe un obbligo meno pressante e più agevole: sopratutto, la ripartenza delle imprese darebbe nuova linfa agli operatori che sarebbero occupati nel presentarsi nuovamente alle proprie utenze con la speranza che questa volta davvero qualcosa si smuova in contemporanea con la somministrazione dei vaccini che dovrebbe dare sicurezze e certezza che si possa aprire la strada del ritorno alla normalità. Grande obbiettivo di tutti i Governi e che i vari Paesi stanno affrontando con l’identico scopo di cercare di rimettere in sesto le rispettive economie: impresa complicata, di lungo respiro e costellata di complicazioni ma che significherebbe naturalmente riappropriarsi delle proprie vite, sia personali che aziendali.

Effetto importante da non sottovalutare poiché l’inerzia “obbligata” dai diversi lockdown sta creando oltre che danni economici, e quindi materiali, anche risvolti psicologici difficili da gestire. Quindi, rispettando ovviamente ciò che si è ottenuto in UK e facendo di cuore gli auguri a quell’industria che tutto prosegua secondo i piani di Boris Johnson, il nostro Paese non deve per questo aumentare il grado di insofferenza vissuto dai nostri imprenditori che, in realtà, sono stati i primi a confrontarsi con questa pandemia e saranno purtroppo gli ultimi a tornare alla normalità. Almeno in base ai dati che giornalmente ci vengono sciorinati ed alle tante questioni di organizzazione, di somministrazione dei vaccini, e di restrizioni che ancora oggi incombono sulle imprese per poter rialzare le saracinesche. Tutti stanno “pendendo dalle labbra” di Draghi, dalle decisioni a loro volta dipendenti da quelle del CTS al quale lo stesso Premier ha richiesto di avere protocolli meno restrittivi per le riaperture.

Viene richiesta un’oculata “revisione dei protocolli” che senz’altro rispetti la salute di tutti, ma che possano consentire a chi riuscirà ad aprire i battenti di avere l’opportunità anche di qualche “guadagno” per recuperare il tempo perduto che è stato tantissimo ed economicamente disastroso. Il mondo dei giochi d’azzardo ne sa qualcosa, ma purtroppo non è la sola attività “non essenziale” costretta alla chiusura “per cause di forza maggiore”: bisogna sperare, però, in un deciso cambio di velocità nelle somministrazione dei vaccini. In altri Paesi si sta andando più velocemente che in Italia e questo è in parte un freno per concertare le riaperture delle attività. Oltre che ad essere un freno, purtroppo, diventa un elemento discriminante proprio per “fissare” la ripartenza dell’economia e per la “rinascita” del Paese che dipendono anche dalla somministrazione dei vaccini che non risulta “soddisfacente sia per la sicurezza della salute di tutti i cittadini” che, indirettamente, anche degli operatori dei vari settori.

A parte il Regno Unito, che comunque ha iniziato un mese prima del resto d’Europa nella vaccinazione ai propri “sudditi” con una media giornaliere di circa 338mila dosi giornaliere diventando, quindi “un’eccellenza” in questa strategia, si può dire che anche Francia, Germania e Spagna stanno facendo meglio dell’Italia nella somministrazione e, quindi, ci si aspetta una svolta decisa in questa direzione in modo da avere più persone possibile salvaguardate prima dell’estate in modo che commercialmente si possa usufruire di quella stagione per sfruttarne tutte le possibilità. E qui, evidentemente, si parla del turismo in generale che coinvolge a sua volta altri specifici settori ed anche il gioco, scommesse online comprese, per quello che riguarda, per esempio le Case da Gioco e le città che le ospitano. Però, nel nostro Paese lo scontento regna sovrano e non si contano più le piazze dove manifestano, più o meno pacatamente, le varie categorie strette dalla morsa dei disagi di quest’ultimo anno.

Ci si aspetta che il nuovo Governo Draghi “faccia indiscutibilmente di più” per proteggere il Sistema Italia che si sta sgretolando ogni giorno che passa: si ritarda in tutti i programmi che vengono fatti sulla carta, ma che non vengono poi rispettati, vuoi per un motivo o per un altro, nella realtà. Sinceramente, ci si sente di sottolineare per il mondo dei giochi e del poker che questa situazione non può proseguire ancora a lungo: il settore non è sostenuto in modo equo, ha usato tutte le risorse finanziarie “personali” per sopravvivere in questi lunghissimi mesi di chiusura, l’illegalità spazia e guadagna ovunque sul territorio e la legalità è stata “messa all’angolo”, l’incubo di tanti licenziamenti è sempre presente ed è un fenomeno pronto a scoppiare da nord a sud dello Stivale. E questa è la posizione soltanto dei giochi: ma quanti altri settori sono allo sfinimento? Serve decidere davvero in fretta per le riaperture e muoversi nella somministrazione dei vaccini “ancor più in fretta, ma ovviamente bene” che però, purtroppo, spesso “non vanno tanto bene insieme”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 3 Maggio 2021 ore 11:00
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