Il difficile mondo di Slot machine e Videolottery

difficile mondo slot e videolottery

Da parte degli addetti ai lavori del gioco si è provato, più di una volta, a spiegare come funziona il comparto delle apparecchiature da intrattenimento, i loro oneri, i loro investimenti, il loro futuro: ciò non riesce evidentemente ad essere compreso da una parte dell’Esecutivo, in modo particolare, dal M5S. Precisamente quello che è più contrario al mondo del gioco d’azzardo, quello che cerca in ogni modo (e chissà per quale retaggio mentale) di distruggerlo, fingendo di favorirlo: ma sinceramente non si capisce come, visto che di fatto si continua ad alzare la tassazione di questo specifico comparto, mentre tutti gli altri giochi sembrano essere stranamente intoccabili. Come se soltanto le “macchinette slot machine” fossero portatori di dipendenza e tutto il resto del gioco sia soltanto portatore di gioia e di emozioni: ma, ormai, si sa che non è affatto così! Ora, però, si vuole dare un’occhiata a cosa succederà in questo nuovo anno agli apparecchi da intrattenimento.

Il 2020 porterà la riduzione delle Awp da 250mila a 200mila unità e questo dovrà avvenire con specifici e dettagliati adempimenti: ma se da una parte si riduce in modo notevole il numero di apparecchi, si aumenta dall’altra il prezzo del diritto di base d’asta, consentendo così solo alle grosse organizzazioni di parteciparvi. Quelle per intenderci che hanno una capacità finanziaria notevole e non certo alle piccole e medie imprese se mai avessero in mente di cimentarsi con il business del gioco pubblico. Ciò conferma quanto sia falsa la dichiarazione del M5S quando asserisce che questi provvedimenti vengono emessi a favore dell’incremento della libera concorrenza sul mercato: mai cosa potrà risultare più errata. Poi, naturalmente, bisogna parlare anche dell’aumento del Preu che con il nuovo anno balzerà al 23,85%, percentuale alla quale si dovrà sommare quella dello 0,8% per il canone di concessione ed il costo rete.

Che dire, poi, della diminuzione del payput al 65% dall’attuale 68%? Ben tre punti in meno sulla possibilità di vincita anche nei casino online aams, cosa che non incentiverà sicuramente l’interesse dei giocatori, anzi li avvicinerà ad altri giochi, sperando non a quelli illegali che stanno proliferando come mai in questo ultimo periodo. Ma uno dei grossi problemi che discendono da tale provvedimento è l’aggiornamento delle apparecchiature: l’intervento richiede 60 giorni per la nuova omologazione da parte dei costruttori e, quindi, le Awp non potranno essere pronte prima del mese di marzo, allungando e di molto, il rinnovo del parco macchine. Se, inoltre, si riflette sul fatto che il precedente (e recente) cambio del payout dal 70% al 68% non è ancora terminato, proprio a causa del lungo termine indispensabile per l’adeguamento degli apparecchi, il comparto si ritroverà a confrontarsi “con ricavi a zero” per colpa proprio dell’improvviso ed inopportuno aumento del prelievo che non fa altro che penalizzare i gestori del segmento ed, a cascata, anche gli esercenti.

Si è persino stufi di ricordare poi, a chi ancora ci legge, che per le imprese di gioco la tassazione ha raggiunto il tetto del 75% al quale si devono aggiungere gli oneri fiscali sugli eventuali utili di fine d’anno: in pratica, le tasse che pagano tutte le altre imprese lecite che operano sul territorio, poiché le aziende ludiche non ne sono certamente esenti. Cosa si può dire di questa percentuale del 75%? Essere arrivati a questo livello non fa altro che confermare l’atteggiamento irresponsabile da parte dell’Esecutivo che così va a distruggere tantissime piccole e medie imprese che non potranno affrontare tale situazione. Sembra proprio un piano strategico a favore delle grandi lobby: e pensare che il M5S diceva di “remarci contro”! Appare proprio diverso ciò che è stato deciso e messo in campo in questa Manovra 2020: sperando, peraltro, che il tutto non apra praterie immense per il ritorno dell’illegalità sul nostro territorio e sempre nel comparto degli apparecchi di gioco.

Ancora oggi, purtroppo, pare che particolarmente il M5S non abbia ben chiaro che l’aumento del Preu non si applica ai concessionari: è già stato spiegato più volte il principio che tale nuovo aumento andrà ad infierire sui gestori, sui piccoli operatori e gli esercenti, ma assolutamente non colpisce i concessionari come erroneamente asseriscono i pentastellati. Ciò non fa che ribadire quanta poca conoscenza si abbia da parte di tale parte politica del gioco d’azzardo pubblico, oppure quanta poca apertura mentale si investa in questo settore che si vuole assolutamente “spazzare via dall’intero italico territorio”! Un’ulteriore argomento che si vuole sottolineare è che il gioco pubblico ha un numero limitato di grossi imprenditori, praticamente “intoccabili”, ed un numero infinito di imprese che coinvolgono 150mila lavoratori che vengono trascinati dal fare della nostra politica verso la disoccupazione. In pratica, questo Esecutivo si applica per distruggere un settore che, comunque, sta versando perennemente alle casse dell’Erario cifre considerevoli, nonostante l’assenza di precise normative nazionali, la carenza di controlli relativi al gioco online ed anche di “veri e reali” provvedimenti o strumenti a contrasto della ludopatia.

Invece, lo Stato centrale consente la messa in campo dei cosiddetti distanziometri e delle fasce orarie di accensione degli apparecchi di gioco che a nulla servono proprio per il contrasto al gioco problematico e compulsivo: e sopratutto non riesce (o non vuole) predisporre una normativa nazionale ed omogenea che renda il mondo del gioco equo, oltre che socialmente accettato ed apprezzato per quello che riesce a fare. Non si può continuare ad accettare che si consideri soltanto un’avventura l’idea di alcuni imprenditori che vogliono investire nel business del gioco, acquistando diritti e concessioni. Non possono affidare il proprio lavoro soltanto al destino ed al riuscire a districarsi tra normative comunali e Leggi Regionali come se stessero effettuando un percorso di slalom, ma con il terrore di non arrivare mai al traguardo! Per il gioco questa mancanza di certezza nel presente e nel futuro non può essere il miglior ingrediente per avviare un nuovo cammino commerciale, anche per il miglior operatore e con le migliori intenzioni.

Gennaio 30, 2020: •
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