Green Pass e gioco d’azzardo: Occorre piu chiarezza

occorre chiarezza sul green pass applicato al gioco azzardo

Come era inevitabile, il Green Pass sta facendo molto discutere: Ma si presuppone lo faccia anche lontano dal nostro Paese poiché è un’applicazione particolare a cui tutti i cittadini del Mondo non sono ovviamente abituati: è una sorta di forzatura che deve però essere vista a tutela di tutti e per una maggior sicurezza di vita. Ci sono luoghi ed esercizi che inevitabilmente portano ad una maggior presenza e lì, sicuramente, andrebbero applicate le regole più restrittive, mentre in altre attività sarebbe forse superfluo se non addirittura controproducente. Decisioni difficili che il nuovo Governo ha preso e che inevitabilmente andranno ad influenzare il mercato: però potrebbe anche valere, per “tagliare la testa al toro” il principio della “legge uguale per tutti” e, quindi, Green Pass per spostarsi ovunque. Una sorta di carta di identità sanitaria, e nel frattempo si devono lasciare le decisioni e le discussioni a chi di dovere andando però a curiosare cosa se ne pensa in giro e valutare i diversi punti di vista in relazione ad una sorta di “imposizione”.

Uno dei dati principali che emergono per il rilascio del Green Pass è che basterà una dose soltanto di vaccino: ciò consente di andare all’interno dei locali di gioco come nei ristoranti al chiuso mentre per i punti più frequentati bisognerà aver ricevuto anche la seconda dose. Nelle scorse ore se ne è discusso a lungo ma il risultato di tanto “dire” è che per accedere nei luoghi dove si presume la circolazione del virus potrebbe essere maggiore, bisognerà aver completato il ciclo vaccinale. Il Governo centrale si è adoperato per tentare di tenere tutto l’italico territorio in “zona bianca” almeno per tutta l’estate e quanto meno sino a ferragosto, per agevolare una minima ripresa dell’economia. Serviranno per arrivare a questo obbiettivo un maggior numero di soggetti vaccinati sia per contrastare la già temuta variante Delta che consegna parecchia preoccupazione che l’apparizione recentissima della nuova variante Epsilon di cui si sta comunque già parlando.

Si è certi che il Governo, tutto, abbia passato ore caldissime su questa questione così come la Conferenza delle Regioni che non ha trovato, almeno allora, una sorta di quadratura del cerchio sia per la revisione dei criteri per le zone che sull’uso del beneamato Green Pass che non suscita grandi entusiasmi: Conferenza quindi che è stata obbligata a rincontrarsi per una definizione delle proposte che sono state valutate dal Governo che a sua volta provvederà alla riunione con il Consiglio dei Ministri nel quale si andrà a stabilire il tenore del decreto che entrerà in vigore il 26 luglio e che racchiuderà la proroga dello stato di emergenza sino alla fine del 2021. Tutto questo ovviamente è stato contornato dalle manifestazioni dei vari partiti, chi favorevole e chi contrario al Green Pass con una maggioranza “spaccata” e con una “patata bollente” che verrà successivamente tolta dalla “griglia” forse dal Ministro Speranza sostenuto anche dal CTS e ISS.

Da questi ultimi si vorrebbe un Green Pass obbligatorio per tutti i settori dove si creano assembramenti inclusi i ristoranti al chiuso: scelta che potrebbe trascinare con sé anche i punti di gioco. Settore che in questi ultimi giorni è stato letteralmente preso di mira dai suoi consueti detrattori, che non finiscono mai di esistere, ed anche dalla stesura di un report da parte dell’Osservatorio sul gioco patologico inviato al Ministero della Salute ed alle Regioni con il quale si suggeriva di limitare gli accessi alle sale da gioco: richiesta che forse potrebbe penalizzare le scelte da parte del Governo anche se i protocolli attualmente applicati al mondo ludico sono efficaci, non hanno creato focolai per il virus, e constatato anche il numero minimo di persone che accedono a tali punti di gioco. In relazione al Green Pass che si potrebbe applicare anche al gioco pubblico insorge la Federazione Italiana dei pubblici esercizi di Confcommercio, FIPE, che richiede che le regole siano uguali per tutti: quindi, se Green Pass deve essere, che sia per tutti, senza nuove discriminazioni.

Sicuramente le valutazioni che il Governo centrale ha preso in esame saranno state molteplici e non semplicistiche: decidere l’alto od il medio rischio di contagio è sempre una valutazione difficile, come il decidere su una o due vaccinazioni per accedere in questo o quell’esercizio. Ci si immagina che saranno state riunioni infuocate e piene di grosse responsabilità per l’economia e si entrerà per queste precisazioni tra qualche giorno per avere una cronistoria più dettagliata ed entrare nei ragionamenti precisi che hanno mosso le decisioni acquisite. Ma nell’ultima riunione del Governo nella scorsa settimana non si è parlato soltanto di Green Pass, ma anche di nuovi parametri per la valutazione del cambio di colorazione dei territori, fermo restando che è intendimento dell’Esecutivo di restare “in zona bianca” anche “tirati per i capelli”. Ritornare in “zona gialla” può essere pericoloso per l’economia, ma sarà indispensabile se si arriverà ad una percentuale superiore al 10% di ricoveri in terapia intensiva.

Luoghi che si devono salvaguardare per non avere gli effetti dell’anno scorso, con situazioni che non si vogliono più vivere. Quindi, non più rapporto tra cittadini e percentuale di contagiati, ma valutazione sui ricoveri: nuovi parametri per tentare di lasciare aperte le attività il più possibile ed entrare in “zona gialla” soltanto guardando lo stato delle terapie intensive. Nel frattempo, si spingerà sulla campagna vaccinale poiché è riprovato che la variante Delta colpisce quasi esclusivamente chi non è vaccinato e tutti gli sforzi andranno convogliati verso questo obbiettivo: convincere anche i più scettici a sottoporsi al vaccino che pare essere l’unica arma per poter mantenere aperte le attività e far girare quel po’ di economia che riesce a circolare. Certo, le notizie che arrivano dal resto d’Europa non sono confortanti, e neppure le notizie che i viaggi all’estero stanno subendo disdette e perplessità: purtroppo questa è la pandemìa e prima ci renderemo conto che non è tutto passato, ma che può essere tenuto sotto controllo, meglio sarà.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 11 Agosto 2021 ore 18:00
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