Grandi manovre politiche: Si spera che ci siano novità per il gioco

si aspetta che le grandi manovre finanziare del paese interessino anche il gioco azzardo legale

Come si è detto più e più volte il rispetto e la considerazione che si ha del Premier Draghi, e di conseguenza del suo attuale Governo, sono altissimi: e proprio per questo, quindi, essendo quello attuale il momento politico delle grandi manovre, si vuole sperare che in queste rientri anche quella del riordino nazionale dell’intero settore ludico e dei nuovi casino online.

Con tutta l’obbiettività possibile sembra davvero “una grande manovra”, visto che sono anni che la si attende e che ciò richieda un grande dispendio di forze per arrivare ad una nuova regolamentazione del gioco pubblico.

D’altra parte, avere un gioco pubblico, e quindi legale, serve senza alcun dubbio: sia alle forze economiche dell’intero settore, imprese e lavoratori, sia alle casse dello Stato, che al territorio ed ai cittadini che con le “Riserve di Stato” effettivamente si sentono protetti dall’illegalità e dalla criminalità che vi si accompagna da sempre e che, recentemente, ha quasi preso la predominanza su quel gioco pubblico che tanti frequentano ed amano.

Persone, in ogni caso, che ricercano il gioco pur non essendo un popolo di giocatori problematici o compulsivi come qualcuno vorrebbe far credere: ma semplicemente giocatori che si vogliono divertire con il proprio gioco preferito! E che sia terrestre od online, si può dire, che poco importa.

Onestamente, poi, si deve dichiarare che la fiducia nell’attuale Governo sia ben riposta anche se l’esperienza insegna che quando la politica, in generale, deve affrontare uno “scoglio difficile da aggirare”, e quando deve prendere iniziative o decisioni che possano essere mal interpretate dai cittadini (male in senso di favore politico, ovviamente e quindi dispersione di qualche voto), le situazioni sono destinate a “ristagnare” ed è esattamente ciò che sta accadendo al riordino del gioco.

Ormai il numero dei mesi, o meglio degli anni, che sono trascorsi almeno per “vedere qualcosa di positivo e realistico” che si mette in moto per il gioco non si conta davvero più.

L’unica ed ultima data certa che possa considerarsi un punto di partenza per la riforma del gioco pubblico, ci riporta sempre a quella della Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali: quindi al 2017, dove in effetti è stato sottoscritto un accordo tra i protagonisti del mondo del gioco di allora, peccato che poi non sia stato dato alcun seguito con il relativo decreto attuativo.

Dunque, ad oggi, sono passati quattro anni da quella data e da quell’Intesa che si richiama spesso alla mente anche come riferimento per i “desideri del settore” e documento che ancora oggi, ovviamente riveduto, corretto ed aggiornato ai tempi attuali, potrebbe essere usato per avere almeno un inizio dal quale partire e sul quale basarsi per porre le fondamenta di un futuro riordino del settore dei giochi.

Oggi, si può dire che l’inizio della finanziaria per il Paese possa far anche sperare che in questa manovra possa starci bene anche quella per ristrutturare il gioco pubblico.

E ciò prima che passino ancora ulteriori mesi e che le Leggi Regionali “capestro” sul Gioco, purtroppo tuttora in essere, continuino a mietere vittime tra le imprese dell’industria del gioco. Norme, queste ultime, che purtroppo sono davvero deleterie se si vanno a sommare al disastro economico raccolto in conseguenza della pandemìa, periodo più che nefasto per l’economia dell’intero Paese ed in modo particolare per il mondo dei giochi e delle scommesse sullo sport che ha subito uno stop inverosimile che, oltre tutto, si è dimostrato anche controproducente.

Provvedimento del Governo centrale risultato indiscutibilmente dannoso sia per lo stesso settore che per il territorio essendo venuta a mancare la legalità che il gioco pubblico con la sua presenta sul territorio rappresenta negli confronti del Paese, con buona pace dei perbenisti e detrattori del mondo ludico, ed anche di coloro che vorrebbero in tutta coscienza continuare a gratificarsi di questo impegno.

E si spera, nel profondo, che non si debba ancora una volta ricorrere all’equazione: necessità di liquidità per il Paese = ennesimo aumento della tassazione sui giochi.

Sarebbe veramente una presa in giro e da questo Esecutivo non ci si aspetta un uguale atteggiamento a quello messo in campo dai Governi precedenti. Esecutivi, anche di diversa “colorazione”, che sono ricorsi sempre con tale escamotage alla “matematica certezza” di recuperare delle entrate, senza fare poi tanta fatica.

Il gioco pubblico con il poker online a suo traino, a qualsiasi sollecito del Governo centrale, ha sempre risposto “Obbedisco”, persino durante la pandemia allorquando, nonostante il periodo disastroso per l’economia di tutti i settori, sono state aumentate le tasse, ma soltanto ai giochi: ed i giochi vi hanno comunque provveduto.

Non si sa come siano riusciti, ma non si sono tirati indietro seppur senz’altro con qualche “mugugno”.

Ma dato che la musica che “risuona” con il Governo Draghi non sembra assolutamente uguale a “quella che si suonava in precedenza” si spera che la sua orchestra intoni strofe diverse per quello che riguarda il riordino nazionale del gioco!

Ed ammettendo, comunque, che l’esame più difficile ed impegnativo che deve affrontare l’attuale Esecutivo è proprio la consueta manovra di fine anno: infatti, è senza dubbio quello più complicato che magari potrebbe provocare aspri giudizi, considerato che “l’insieme” del Governo è estremamente “ondivago”.

Si preparano, quindi, per il Premier momenti “caldi” e giudizi su ciò che metterà in campo anche se si è quasi certi che “andrà dritto per la sua strada” non facendosi condizionare dalle “onde alte e tempestose” di alcuni schieramenti che stanno facendo percepire al “Vascello Italia” un mare oltremodo turbolento, “forza 7” se non addirittura peggio.

E nella manovra si dovrà anche tenere ben presente la situazione sanitaria che non è ancora ottimale e che potrebbe destare qualche preoccupazione ma che si dovrebbe riuscire ad “accompagnare gentilmente all’uscita” del Paese, ma con estrema attenzione.

Ed in questo mare estremamente mosso dovrebbe trovare spazio anche il riordino del gioco, bingo online compreso, che è già abituato a muoversi in acque agitate, ma che con tutta la sua forza vorrebbe riuscire ad uscire dall’attuale tempesta, con l’aiuto del Governo ovviamente.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 12 Novembre 2021 ore 18:00
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