Un Governo sordo alle richieste del gioco d’azzardo

governo italiano diventa sordo quando si parla di risolvere i problemi del gioco azzardo legale

Nei giorni scorsi più volte si è ritornati a disquisire sull’obbligo del Green Pass per accedere ai tabaccai, provvedimento che se da un lato le associazioni ritenevano giusto per la tutela della salute degli stessi esercenti e dei giocatori, dall’altro dimostrava una sorte di “vuoto pratico” nella possibilità di controllare tutti gli utenti.

In modo particolare la UIT Unione Italiana Tabaccai aveva sottoposto al Governo le problematiche dei gestori di queste attività che nella quasi totalità vengono svolte da un’unica persona, ma anche sottolineato che tutti i tabaccai posizionati sull’italico territorio avevano portato avanti il ruolo di operatori di Stato durante tutta l’emergenza pandemica con il rispetto assoluto dei protocolli richiesti dalle istituzioni fornendo ai cittadini il supporto per alcuni servizi che ormai si svolgono con quotidianità presso tali attività: senza dimenticare ovviamente che dal tabaccaio si acquistano sigarette, si gioca e si scommette sullo sport.

Il Governo ha valutato tale richiesta ed ha dato la sua risposta.

L’aver accolto e valutato quanto fossero comprensibili le criticità esposte dalla categoria è stata senza ombra di dubbio una gran vittoria: così i tabaccai saranno autorizzati a fare controlli a campione sulla propria utenza della certificazione verde dimostrando appunto di aver compreso le ragioni che hanno sottoposto i gestori dei tanti esercizi di tabaccheria oltre tutto rispondendo con una velocità inattesa.

D’altra parte si sa che quando arrivano richieste al Governo, di solito bisogna armarsi di pazienza per poter avere una risposta: ma in questo caso non è stato così ed il sottosegretario alla salute Andrea Costa, interlocutore per la categoria ha prestato un lavoro preciso, veloce, estremamente soddisfacente mettendo anche a riposo l’idea di alcuni gestori, anche di nuovi casino slot, di scioperare e togliere così il servizio alla propria utenza, creando probabilmente ancor più danno in un momento dove le persone sentono la necessità di “normalità”. Una piccola vittoria, quindi, senza battaglia cruenta, ma solo gestendo la situazione con praticità.

Certo, aver risolto questa questione attraverso una concertazione veloce, intelligente e razionale non può distogliere dal far riflettere sui momenti che invece il mondo del gioco ha passato durante tutta l’emergenza pandemica dove pure le sue associazioni avevano fatto presente al Governo le criticità del settore allorquando si era prospettata la chiusura di tutte le attività di gioco d’azzardo.

Discorso senza dubbio diverso di quello delle tabaccherie che chiedono unicamente la possibilità di effettuare controlli a campione e non contestano null’altro: però, si può dire che almeno sono stati ascoltati nell’immediato e non si è lasciato trascorrere tanto tempo dal provvedimento in sé stesso alla messa in pratica da parte dei gestori.

Dunque, una qualche riflessione nasce comunque spontanea “tra le mura del mondo del gioco” e basta veramente poco per trarre la conclusione di quanto poco possa sentirsi considerato l’insieme delle imprese di gioco, che pure come i tabaccai sono operatori dello Stato, ma indiscutibilmente quasi possono sentirsi considerati lavoratori di ”Serie B”.

Forse è un discorso fuori di luogo, però non si può negare che se il gioco pubblico, anche siti di gioco tramite app mobile, fosse stato ascoltato all’inizio della emergenza sanitaria con la stessa attenzione prestata alla categoria dei tabaccai, il settore non si sarebbe trovato nell’attuale disastro economico e, peraltro, ancora in attesa del riordino nazionale che dovrebbe finalmente mettere le cose al proprio posto per poter fare le famigerate gare per il rinnovo e l’assegnazione delle concessioni.

Da qui nasce il concetto per il gioco di sentirsi sempre un passo indietro rispetto a tutti gli altri settori che si occupano di servizi ai cittadini.

E serve davvero a poco “come soddisfazione” continuare a sentir dire che è stato un errore chiudere per tanto tempo i punti di gioco e che questo abbia in realtà causato la rinascita del gioco illegale ed anche della criminalità organizzata che lo gestisce.

Sentire questo, guardare all’economia delle proprie attività, vedere tanti lavoratori senza occupazione fa “ribollire” ancor di più la rabbia di non essere stati ascoltati al momento giusto e di aver passato tanti mesi a rimuginare su questo quando un settore che dovrebbe essere “Riserva di Stato” dovrebbe almeno essere ascoltato con attenzione e tutelato poiché lo stesso settore ha l’impegno di tutelare la legalità e la sicurezza sul territorio: ma neppure questo è servito a fare in modo che il Governo centrale prendesse delle decisioni più definite, più giuste, più settoriali anche guardando ai propri interessi statali per quello che riguarda le risorse che le casse erariali hanno perduto e che non riusciranno a recuperare vista la situazione attuale del settore che è ancora oggi una “polveriera”.

Cosa si può pensare quindi? Che le associazioni di categoria dei tabaccai sono state più “capaci “ di quelle del gioco? Oppure che le problematiche di quest’ultimo sono sempre “poco affrontabili e scomode” per il Governo centrale?

O forse, ancora, che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire?

Quello che però percepisce il mondo del gioco è che le criticità degli altri settori vengono almeno ascoltate, mentre quando il settore ludico richiede qualcosa, anche con le manifestazioni di piazza, quello che riesce ad ottenere, come in effetti è successo l’anno scorso, sono sempre e soltanto promesse che si stanno trascinando sino ad oggi.

È ovvio che in questo momento si sta parlando del riordino nazionale dell’intero settore che continua a proseguire nel percorso della promessa mai concretizzatasi, si trascina di mese in mese ed intanto il settore continua a boccheggiare in una situazione economica veramente difficile e tante imprese sono state costrette a chiudere definitivamente i battenti poiché non si può certo pretendere che in una situazione come quella attuale le micro-imprese riescano a sopperire alla mancanza di risorse istituzionali, diano fondo ai propri risparmi, continuino a tenere in vita la propria attività con estrema fatica, mentre il Governo centrale è affaccendato in mille altre cose, dà risposte a chiunque ma sicuramente al mondo del gioco e del poker online no. Appare inconcepibile, ma accade.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 12 Febbraio 2022 ore 18:00
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