Gioco d’azzardo: Sempre l’ultima ruota del carro

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Assolutamente non c’è nulla da fare: il gioco pubblico, compresi i siti migliori di casino italiani, non viene mai, e da nessuno, trattato come un normale settore e le sue attività commerciali non si reputano uguali a qualsiasi altra attività. Si teme anche che questo principio usato prima di tutto dall’attuale Governo, e poi “allargato” a qualsiasi altra istituzione decentralizzata, non uscirà mai dalle decisioni che si vanno ad intraprendere, anche nell’emergenza che il Paese sta attraversando ed anche in quelle che vengono assunte in questo momento dove appare tutto stravolto dalla pandemìa e dove, purtroppo, tutto vi gira attorno. Infatti, non si riesce a comprendere che se aprirà un negozio di moda, e che tendenzialmente richiama l’attenzione di più persone, perché non si potrebbe aprire anche un punto di gioco? L’assembramento potrebbe esserci sia in un esercizio che in un altro: basta guardare quando nel primo si concretizzano i saldi cosa succede! Gente impazzita che si trova dinnanzi al negozio alle prime ore del mattino, e non solo in Italia, poiché succede anche all’estero. Quindi? Di cosa si sta parlando?

Purtroppo, sempre e comunque, del fatto che il gioco d’azzardo è diverso, sempre “figlio di un Dio minore” e sempre guardato in modo diverso da tutti gli altri settori di servizi: ma d’altra parte se il primo ad effettuare tale trattamento è proprio lo Stato centrale, a cascata tutti gli altri fanno lo stesso: primi tra tutti gli istituti di credito che non affidano il proprio danaro ad aziende o dipendenti che operano nel mondo dei giochi. La sensazione tangibile è che questo non finirà, nonostante le imprese di gioco nel frangente epidemiologico si stiano attivando ed attrezzando per riaprire nella massima sicurezza per i propri dipendenti e per gli utenti. Utenti che, sicuramente, dopo sessanta giorni di chiusura ermetica nelle proprie case avranno anche voglia di divertirsi con i propri giochi preferiti! Ed ora si parla di giocatori “normali”, non di coloro che purtroppo sono compulsivi, o problematici od affetti dal disturbo da gioco d’azzardo. Si parla di chi gioca alle slot con il resto del caffè o con poco altro. “buttato via nel gioco”.

Proprio per “elevare” il suo stato, il gioco pubblico sta vivendo questi giorni con tanta responsabilità per dimostrare, ancora una volta ed a tutti i suoi detrattori, di aver compreso a cosa si va incontro con la futuribile apertura dei battenti delle imprese di gioco: al distanziamento sociale, alle misure di sicurezza, alla sanificazione. Qualsiasi disattenzione, o mancanza di esatta applicazione delle regole, potrebbe costare caro a tanti e per questo non si dovrà rischiare alcunché. Nello stesso momento sarà importante usare il tempo che resta per arrivare alla riapertura effettiva del gioco e delle scommesse per far valutare il suo scenario futuro e come si potrà rappresentare nella nuova vita che andremo a vivere. Purtroppo, non sarà più quella di prima perché la convivenza con il Coronavirus ci abituerà diversamente, con altre priorità, con attenzione quasi maniacale, se non si vuole precipitare in un’altra situazione di emergenza a quel punto insostenibile per il nostro sistema sanitario nazionale.

Ma anche se gli altri diversi settori economici ostentano una parvenza di sicurezza, in realtà non è proprio così poiché tutti, associazioni con i propri responsabili, imprenditori e lavoratori si trovano in una situazione mai vissuta prima: quindi, nessuno ipoteticamente può sentirsi pronto ad affrontare una “cosa simile”, persino la task force sanitaria di riferimento a volte trasmette incertezza. Così come le Regioni: ogni Governatore cerca di fare del proprio meglio per fronteggiare l’emergenza, per assistere il proprio tessuto sociale, le proprie imprese cercando di non trasmettere proprio l’incertezza che è l’argomento che può minare la vita di tanti e che non fa prendere neppure le giuste decisioni. Il gioco d’azzardo dovrà essere bravo per riconoscere quali saranno le oggettive difficoltà nella riapertura, farvi fronte con caparbietà e sicurezza per mettere le proprie aziende nella condizione di offrire tranquillità. Un insieme di certezza e divertimento del quale tutti noi si avrà bisogno.

Ma si avrà anche necessità estrema di liquidità che continua a mancare, purtroppo, in tutti i settori, forse di più nel mondo dei giochi e delle slot machine essendo stato il primo settore ad essere bloccato e fermato completamente. In ogni caso l’obbiettivo di tutti i settori, e prima di tutto dell’Esecutivo, è quello della sicurezza di tutti i cittadini nei diversi settori, ma in questi si deve anche considerare il gioco perché anch’esso deve essere come tutti gli altri settori. Non può sempre essere trattato in modo alternativo e per questo si deve attivare volenterosamente per offrire i propri prodotti, che peraltro sono quelli di Stato, nella sicurezza massima e con tutte le precauzioni del caso. Se tutti, ma proprio tutti, faranno la loro parte si riuscirà a riprendere presto un minimo di libertà e di quotidianità . Nessuno potrà “sgarrare”: e coloro che acquisteranno una parte di libertà, almeno quelli che si stanno recando al lavoro per le aziende che hanno ottenuto il “nulla osta di apertura”, dovranno rispettare sé stessi e gli altri per arrivare ad avere la libertà di tutti i cittadini.

Piano piano “tutto andrà bene”: certamente bisognerà aspettare qualche giorno per controllare cosa sta accadendo. Sicuramente il primo indicatore saranno i mezzi pubblici: grande problema di movimentazione delle masse e sui quali il distanziamento sociale sarà difficoltoso sia per i cittadini che per coloro che organizzano i mezzi di trasporto. Mentre i cittadini che si spostano per lavoro dovranno dimostrare di aver compreso come sarà la nostra prossima vita: il mondo del gioco, intanto, deve dimostrare ancora una volta a tutti il proprio senso di responsabilità e deve farlo capire sopratutto all’opinione pubblica perché per quello che riguarda le istituzioni, il concetto che queste ultime hanno del gioco pubblico, già si conosce ed anche molto bene, purtroppo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 16 Maggio 2020 ore 16:00
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