Gioco D’azzardo: Nuovo anno alla ricerca di se stesso

gioco azzardo prova ad iniziare anno nuovo con il piede giusto ritrovandosi

Senza dubbio, il mondo dei giochi e dei siti di slot non pensava di chiudere questo benedetto 2021 in così pessime condizioni, vuoi per il recupero del lato economico che la riapertura delle tante attività ludiche purtroppo non ha fatto incontrare, vuoi per la regolamentazione del settore che rimane ancora in attesa del tanto agognato riordino nazionale: di nuovo promesso dal Governo centrale, per voce del sottosegretario con delega ai giochi, Federico Freni, ma annunciato con una Legge Delega che avrà luce nell’attuale mese di gennaio, ma che certamente non soddisfa appieno i desiderata di tutto il settore ludico che si aspettava ben altro dal Governo Draghi. Quindi, il 2021 che è stato un ulteriore anno di “passione” per quasi tutti i settori, si è chiuso senza una vera ripartenza economica, almeno per quello che riguarda il gioco, e non essendosi concretizzato il famigerato riordino, con ben poche realistiche speranze che nel neonato 2022 possa davvero riconoscersi l’anno della riconquista della “nuova normalità”.

In effetti il gioco d’azzardo pubblico, particolarmente quello terrestre, ha sempre aperta quell’arcinota Questione Territoriale che incombe da anni come la spada di Damocle sulla testa delle diverse attività ludiche che possono soltanto sperare in qualche passo indietro delle Regioni per poter sopravvivere commercialmente: passi che mettano possibilmente a tacere le ormai famose Leggi Regionali sul Gioco che tanti danni stanno ancora provocando a quei territori dove “tutto tace” e dove sono ancora vive e vegete quelle stesse disposizioni ancorate ai distanziometri di varia misura ed alle fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento. Come potrebbe riuscire l’industria del gioco, praticamente, ad iniziare con il 2022 il proprio cammino verso la nuova normalità? Normalità, sostantivo femminile e termine ormai inflazionato, di cui tutti parlano e che oggi si sta allontanando a causa della ripresa dei contagi, con la collaborazione frenetica della variante Omicron che ha rimesso tutto in discussione.

Il settore ludico, da parte sua, si è messo davvero “pancia a terra” esattamente dal momento che è riuscito a riaprirsi sul mercato per prepararsi a riabbracciare il nuovo popolo di giocatori, ma la domanda di gioco non è stata quella che il settore si aspettava. Le persone, evidentemente, hanno ancora timore ad entrare nei punti di gioco, pur essendoci tutta la sicurezza sanitaria possibile ed applicandosi tutti i protocolli possibili ed immaginabili. Non c’è tranquillità sufficiente tra la gente per pensare con leggerezza al gioco, al divertimento, all’intrattenimento anche se la voglia non manca: ma coloro che si confrontano con il timore e giocano nelle attività terrestri, non sono sufficienti a soddisfare l’economia del settore od almeno a realizzare i desideri degli operatori. Il risultato è che tra il 2020 ed il 2021 il gioco ha ricevuto una mazzata dietro l’altra e riprendersi la “sua normalità”, oltre che far raggiungere ai suoi affezionati frequentatori la tanto invocata “loro normalità”, sarà un impegno sicuramente di primaria importanza, seppur obbiettivi senz’altro difficili da raggiungere.

Ma facendo una specie di bilancio che l’inizio del nuovo anno impone, cosa si può dire di buono del 2021? Assai poco, considerando che la prima parte dell’anno è stata sempre di chiusura totale e la seconda parte “regnata” dalla quasi assoluta indifferenza della domanda, dominata dal timore parzialmente assorbito dalla nascita del Green Pass, normale o super, che pur provocando qualche disguido all’inizio, è servito successivamente per tranquillizzare i suoi possessori che potevano ritenersi più al sicuro dal contagio. E mentre con questa strategia si cercava di uscire in modo difficoltoso dall’emergenza sanitaria, nell’arco del secondo semestre del 2021 si pensava davvero che arrivasse l’ora del riordino nazionale del settore dei giochi perché se ne sentiva davvero l’urgenza e la necessità, e ciò ancor prima della pandemìa. Ma così, purtroppo, non è accaduto e tutte le speranze riposte in questo provvedimento istituzionale, si sono spostate a gennaio 2022.

Decisamente momento “topico per il gioco” e per l’evento del riordino dell’intero settore che sarà annunciato da una Legge Delega che “dovrebbe sistemare” le situazioni in dubbio, ma che non accontenta l’intera filiera. Una delle cose positive del 2021 è forse che il Governo centrale, insieme al Parlamento, si sono finalmente “accorti” della necessità di questo intervento che “s’ha (assolutamente) da fare”! Il riordino o la riforma, qualunque nome si voglia attribuire, è indispensabile sia per il settore che per l’economia del Paese, visto e considerato che le risorse provenienti dal gioco pubblico, ed anche dalle scommesse sportive, sono necessarie per il bilancio dello Stato: e finalmente anche di questo se ne è presa coscienza, seppur con fatica ed anche se una parte della politica non lo dichiarerà mai apertamente. Senz’altro, poi, rincuorano anche le dichiarazioni di Freni sulla riforma: sarà concreta attraverso la Legge Delega e con un coinvolgimento non solo del Parlamento ma anche dell’intera filiera con tutti i suoi protagonisti. E questo il sottosegretario non è la prima volta che lo dichiara.

Si spera davvero che continui a sottolineare l’aspetto della concretezza del riordino del gioco: d’altra parte, l’emergenza pandemica è stata un’esperienza bruttissima per il Paese ma, cercando di essere ottimisti ad oltranza, lo ha anche messo in condizioni di “ripartire da capo economicamente con un nuovo Sistema Italia” partendo dai progetti e dai programmi del Governo Draghi. In mezzo a tutto questo fare per i vari settori e per le rispettive economie, è ovvio che il mondo dei giochi e del poker speri vi sia spazio anche per “rivoluzionare” il gioco pubblico e puntare almeno in questa occasione epocale verso la sostenibilità, cercando di dare alla sua industria quella serenità e quella concretezza che lo facciano ritornare a risplendere come una volta quando (e senza essere nostalgici) il settore ludico era indicato come la terza economia del Paese e comparto sul quale lo Stato poteva decisamente contare per le sue risorse che sono state, negli anni, alquanto cospicue. E per chiudere questo 2021 e ricordarlo per qualche sua positività si devono ricordare le parole del Premier quando ha assicurato tutti che non ci sarebbero state più chiusure od eccessive restrizioni. Speriamo!

Data Pubblicazione: 12 Gennaio 2022 ore 12:23

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