La chiusura del gioco d’azzardo porta meno entrate allo Stato

meno entrate per lo stato con il gioco azzardo chiuso

In più di un’occasione ci si è fatti la domanda sul perché lo Stato agisca “contro sé stesso” continuando, con i vari Dpcm, ad imporre alle attività di gioco, non ai migliori siti legali italiani di casino on line, la chiusura. Ormai si parla di più di 200 giorni e si può senz’altro affermare che sia uno dei settori più bersagliati dai provvedimenti istituzionali oltre tutto con valutazioni dell’ex Premier Conte “senza se e senza ma” che non hanno mai considerato le esigenze del settore ludico e forse neppure i mancati introiti erariali che ad oggi ammontano a circa 4,5 miliardi di euro. Quindi, non si riesce a comprendere il reale motivo che ha spinto il vecchio Esecutivo in questa perdurante chiusura che sembra non avere alcun senso logico in quanto i punti di gioco si sono uniformati ai vari protocolli sanitari ed erano pronti ad accogliere in sicurezza sia il popolo dei giocatori, che i propri dipendenti. Cosa mai avrà bloccato le decisioni dell’Esecutivo Giallo-Rosso sino al punto da costringere tante aziende, rappresentanti del gioco legale, ad abbassare le saracinesche in modo definitivo ed a licenziare i propri dipendenti?

Ancora oggi la motivazione non è chiara e segue, senza dubbio, tanti atteggiamenti “bizzarri” che il vecchio Esecutivo, e sopratutto un suo determinato schieramento, ha continuato a mantenere nei confronti del mondo dei giochi d’azzardo. E questo nonostante da sempre lo stesso gioco abbia rappresentato una fonte quasi inesauribile di introiti per l’Erario e costituito una colonna per l’economia del Paese, contribuendo in modo cospicuo alla quadratura dei suoi bilanci “perennemente in rosso”. Questo lunghissimo stop imposto al settore ludico ha contribuito a concretizzare un pesante effetto mannaia proprio sulle entrate erariali oltre al disastro generale che tali chiusure hanno prodotto alle piccole e medie imprese di gioco che non sono riuscite a sostenere l’impatto con la pandemìa. Senza dimenticare che il settore non è stato quasi supportato da risorse o ristori orientati, invece, verso altri settori forse più a rischio di quello ludico. Ma tant’è: il gioco oggi sta facendo i conti con questo.

Quindi, si spera che il nuovo Governo non continui ad auto-flagellarsi con le chiusure irresponsabili delle attività ludiche e che si riesca a trovare un modo per farle riaprire, sempre con i dovuti protocolli di sicurezza che le stesse attività hanno già attivato. Per dare un’occhiata ai prodotti di gioco e di scommesse sportive che hanno subito i maggiori danni economici si deve confermare che sono le Awp gli apparecchi maggiormente svantaggiati: infatti, a causa dei lockdown che ha fatto chiudere le sale da gioco e lo spegnimento delle slot machine nei locali pubblici il calo registrato nel 2020, rispetto al 2019, è stato del 51%. E non si vuole entrare nel dettaglio delle mancate entrate degli altri giochi per non tediare ulteriormente chi ancora ci legge e che forse è anche “stufo” di sentire quanto ha perso il settore del gioco pubblico e quanto questo incida, e quanto inciderà, sull’occupazione. Quello che si può aggiungere è che mentre continua sino al prossimo 5 marzo la chiusura delle attività “non essenziali” è che il mese di febbraio sarà caratterizzato da una specie di “guerra” tra il gioco pubblico e le istituzioni.

Vi saranno diverse manifestazioni per rendere pubblica la situazione delle imprese del settore e dei suoi lavoratori che non vedono, ad oggi, un futuro seppur minimo, seppur condizionato. Sicuramente per la data decisa per la possibile riapertura delle attività indicata nel 5 marzo, si è certi che il nuovo Governo non potrà fare poi tanto essendo ancora in fase embrionale ed avrà altre priorità da affrontare che non quella del gioco perché come questo settore, ne esistono anche altri che si trovano in totale disagio economico e le decisioni che il nuovo Esecutivo dovrà assumere sono molteplici, e tutte gravose ed importanti. Proprio per questo, ed in ogni caso per sollecitare l’intervento istituzionale in febbraio il mondo dei giochi, poker online compreso, ha già organizzato diverse manifestazioni che coinvolgeranno Milano, Napoli e Roma. Saranno manifestazioni “usate” per richiamare appunto l’attenzione del nuovo Esecutivo e cercare di ottenere in modo veloce un confronto: impresa certo complicata poiché ancora il nuovo Governo non c’è e, quindi, si sta percorrendo una strada “accidentata”.

Ma strada che è necessario intraprendere perché le esigenze del settore ludico cominciano ad essere più che pressanti e la situazione economica è veramente un disastro totale. É evidente, però, che il nuovo Esecutivo dovrà affrontare le esigenze di tanti settori perché tutti sono più o meno nelle stesse situazioni: ma vi sono settori particolarmente trascinati in basso dalla pandemìa, ma anche dai provvedimenti intervenuti per fronteggiarla che a volte sono stati “incongruenti” ed hanno causato disagi e pericoli aziendali. Senza dimenticare che da questi a volte “avventati” provvedimenti a cascata può deflagrare la questione occupazionale che è “una bomba già innescata” che potrebbe, purtroppo, avere risvolti disastrosi. Proprio per evitare questo preoccupante sviluppo le manifestazioni che il gioco si sta apprestando a mettere in campo hanno intenzione di far arrivare al Governo la situazione attuale del gioco pubblico che, in quanto “Riserva di Stato” forse meriterebbe un’attenzione maggiore.

Così, la città di Napoli vedrà operativa l’Associazione dei gestori delle scommesse in collaborazione con la Confederazione Giocare Italia per sottolineare l’urgenza di provvedimenti per il comparto dei noleggiatori degli apparecchi delle sale slot machine, dalle totoricevitorie alle agenzie delle scommesse e per richiedere l’apertura delle attività. Roma Capitale ospiterà le caparbie imprenditrici del gioco legale, già conosciute come rappresentanti del “gioco rosa” che insisteranno per avere un confronto con le istituzioni: da ricordare che è presente un presidio da quasi un mese di fronte alla Camera dei Deputati. Ed, infine, Milano e sempre Roma faranno da scenario per accogliere i gestori di sale ed apparecchi di gioco che manifesteranno in due location per avere il più alto numero possibile di adesioni per presentare la richiesta accorata di un confronto per la riapertura di tutte le attività commerciali di gioco. Mentre si manifesta, allo Stato mancano 4,5 miliardi di euro di introiti erariali. Dunque di cosa stiamo parlando e sopratutto perché?

Data Pubblicazione: 20 Febbraio 2021 ore 18:00

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