Gioco in stallo in attesa delle elezioni

gioco fermo per i risultati delle elezioni

Si vorrebbe credere che tutto si fermi (in modo ricorrente) per le elezioni amministrative, regionali ed, ovviamente, anche per quelle europee, sperando in un miglioramento. Elezioni che, mai come in questo periodo storico del nostro Paese, e vista la condizione del Governo composto da due schieramenti che continuano a “litigare” invece che applicarsi nel “fare degno di un Esecutivo del cambiamento”, lasciano tutti fermi in attesa del risultato di fine maggio che potrebbe, in effetti, cambiare gli equilibri del Governo ed, anche, il futuro del gioco pubblico. Con l’esperienza di questo ultimo anno, e con gli interventi che sono stati effettuati nei confronti del gioco e dei migliori siti di casino online italiani legali (divieto della pubblicità in qualsiasi sua forma), e pensando in particolare a quello che, invece, non è stato fatto e neppure affrontato (la riforma del settore del gioco pubblico), forse, c’è da sperare che davvero qualcosa cambi. E ciò in modo che si possa guardare ad “un futuro del gioco d’azzardo” che oggi, con le leggi attuali, non si riesce proprio a pronosticare.

La conseguenza, per il momento, è che tutto rimane “frizzato”: sia cittadini che imprenditori ed imprese in attesa del risultato europeo dal quale si dovrà ripartire ad affrontare i veri problemi del nostro Paese. Infatti, bisognerà “incassare e digerire” il risultato delle elezioni comunitarie per ritornare a parlare di politica interna e cominciare nuovamente a mettere mano alle situazioni che riguardano il Paese e, più in generale, alle politiche economiche: argomento che tiene tutti in ansia e nella più cupa preoccupazione. Ed a quel punto si spera di riuscire, anche, ad affrontare il gioco pubblico e la sua riforma: di certo uno dei settori più precari, al momento, tra quelli che compongono l’economia nazionale. Come tanti sanno, il termine “promesso e non rispettato” dall’Esecutivo Giallo-Verde relativo alla riforma del gioco, era contenuto nel Decreto Dignità del luglio dello scorso anno: riforma mai affrontata, né discussa insieme alle gare ed ai rinnovi delle concessioni che continuano a restare in stand-by tra una manovra e l’altra.

Altra “patata bollente” del gioco pubblico è la notissima “Questione Territoriale”, che non si riesce a risolvere, ed un riordino che assomiglia sempre di più ad “una chimera” per le imprese di gioco. Quindi, per l’industria del gioco d’azzardo legale non sarebbe il momento giusto attendere ancora per le decisioni importantissime che l’Esecutivo si era impegnato a sostenere: ma le elezioni europee sono più significative del solito in questa attuale occasione e, di conseguenza, bisognerà attendere ancora prima di sapere qualcosa di più preciso per il futuro di tutta la filiera del gioco. Si spera, poi, che qualcosa “nasca e venga alla luce” prima della prossima estate… altrimenti saranno seri dolori per molti protagonisti del settore ludico. Questo “stop forzato” appare ancora più strano se si considera che il nostro attuale Governo non ha mai prestato troppa importanza alle istituzioni comunitarie, anzi, contrastandole e discutendone addirittura l’autorità: ma lo stop si dovrà accettare forzatamente.

E bisognerà vedere anche cosa accadrà dello “scricchiolìo” che pervade da mesi i due schieramenti della Lega e del Movimento Cinque Stelle che potrebbero realmente capitolare forse proprio alla luce del verdetto del 26 maggio. I consensi che verranno raccolti dalle due “fazioni politiche” potrebbero alterare significativamente gli equilibri politici: bisognerà stare alla finestra per vedere cosa succederà. Ecco il motivo per cui si stanno rimandando tutte le riforme prima di questo “verdetto europeo primaverile” che darà la traccia del futuro di tanti settori e della politica. Purtroppo, il gioco pubblico è uno di quei comparti che pagherà le maggiori spese per questa attesa: infatti, la situazione del Piemonte per le imprese di gioco è veramente ad alto rischio, special modo per quel che riguarda i dipendenti che operano nel settore che stanno “a guardare il lavoro che scivola loro tra le mani”. Una settimana prima delle elezioni, in effetti, scatta il termine della scadenza fissata dalla Legge Regionale sul Gioco piemontese che determina la scomparsa definitiva di una buona parte del gioco pubblico da quel territorio.

Una situazione questa assolutamente da risolvere e che, di certo, non aveva bisogno di ritardi. Nell’attesa del risultato europeo, il Governo Giallo-Verde ha affidato al sottosegretario, Alessio Mattia Villarosa, la delega per il gioco pubblico, delega alquanto delicata ed importante dalla quale deriverà il futuro di tutto il mondo del gioco d’azzardo pubblico, nonché l’economia dell’intero Paese. Ma anche se il sottosegretario “pronti via” si è immedesimato nel proprio nuovo e prestigioso ruolo, non si potranno attendere iniziative di un certo rilievo prima del risultato delle urne. Senza dimenticare che ciò viene ritenuto assolutamente fondamentale per il futuro del nostro attuale Esecutivo che alcune voci di corridoio ipotizzano stia entrando in uno “scenario di crisi di governo”. Secondo altri “ben informati”, però, indipendentemente dal risultato delle urne il Governo attuale “terrà” almeno sino a quando il Ministro Salvini continuerà ad ottenere consensi e nervi saldi nei confronti del vice premier penta-stellato.

La situazione potrebbe precipitare solo se si concretizzerà una crisi economica con spread alle stelle: fermo restando, però, il peso che avranno i conti pubblici nei prossimi mesi. E, probabilmente, è proprio questo il punto cruciale per il gioco pubblico: nonostante la battaglia senza esclusione di colpi che si è intrattenuta contro il settore ludico da parte dell’attuale Esecutivo, le esigenze forti di fare cassa non possono consentire al Governo passi falsi. Figurarsi, di conseguenza, se vi potrà essere l’ipotesi di una rinuncia ad una fonte di reddito così importante come quella garantita dai giochi. E qui, però, è come il “serpente che si morde la coda”: per garantire queste risorse bisognerà per forza mettere, finalmente, le mani nel settore ludico, guardando alla sua riforma e, quindi, alla soluzione dei problemi e delle incertezze che lo stanno riducendo “al lumicino”. Ed allora, pur attendendo il risultato delle elezioni europee, sarebbe meglio subito dopo affrontare questa partita che è troppo grande per essere ancora ed ulteriormente rimandata.

Data Pubblicazione: 20 Maggio 2019 ore 12:00

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