Gioco d’azzardo sostenibile: Chissà se si raggiungerà mai

cerchiamo di far diventare il gioco azzardo legale italiano molto sostenibile e sicuro per tutti

Secondo il parere di chi scrive il gioco è una situazione, un momento, una predisposizione che fa percepire che in quel preciso istante si è disposti ad uscire dai nostri schemi di comportamento tradizionale ed a metterci in discussione persino nelle più abituali abitudini quotidiane e che quindi ci si trova disposti a provare qualcosa di diverso.

Di certo è un prendere parte ad una particolare situazione quella che si affronta quando ci si mette di fronte ad un gioco, quando si esce dal proprio schema quotidiano e da quelle azioni che determinano la nostra routine giornaliera eccessivamente abitudinaria a volte.

L’interesse verso il gioco ed i casino online migliori è da interpretare come in quel momento ci si metta alla ricerca di un meccanismo che tende a spezzare questa routine viziosa: ci suggerisce che in quel momento “ci piace” metterci in gioco facendoci riconoscere che in quel preciso istante siamo predisposti ad una sorta di cambiamento di cui sentiamo la necessità e che in quel momento ci si sente di accogliere con entusiasmo.

Queste sensazioni possono anche portarci a scoprire una parte recondita della nostra mente e del nostro sentire ma sopratutto ci fanno percepire che il gioco, e tutto ciò che questi “produce” su di noi, ci soddisfa e ci fa stare bene.

E dopo questa “presentazione” di cosa potrebbe rappresentare il gioco per un momento particolare della nostra giornata cosa se ne potrebbe dedurre?

Soltanto, forse, che il gioco è uno strumento che può fare bene alla nostra salute, ci gratifica, ci intrattiene, ci diverte, ci fa sentire leggeri, ci fa uscire temporaneamente dal quotidiano spezzando le catene delle nostre abitudini catapultandoci in un mondo diverso, astratto, di assoluta leggerezza.

Ma per arrivare a questo servirebbe essere contornati possibilmente da un gioco sostenibile e non così controverso e combattuto come quello che si è abituati a frequentare e nel quale a volte ci si sente anche discriminati e giudicati: ma che invece per noi, ma fortunatamente anche per tanti altri appassionati, dovrebbe rappresentare soltanto divertimento puro e semplice.

Che si tratti poi di gioco con vincita in danaro oppure di intrattenimento poco importa: discende dalle scelte che si vogliono fare, da dove ci si trova e da come si intende vivere questo momento di “astrazione dal quotidiano”.

Rimane, comunque, la riflessione che ci piacerebbe che questo obbiettivo di una piena sostenibilità del gioco pubblico non dovrebbe essere una rincorsa perenne a qualcosa di irraggiungibile, né tanto meno una chimera.

Ma quel che è peggio è rendersi conto che questa sostenibilità è principio di pochi e che nessuno della politica intende davvero perseguirlo. Ed insieme alla politica che sguscia dai vari “tramini” che si ordiscono nei confronti di tutta l’industria del gioco per distruggerla e renderla ancora più fragile e sconfitta, si trova il Legislatore che da diversi anni dichiara di voler davvero raggiungere questo risultato, ma senza avere il coraggio di gettare davvero delle basi per la costruzione di uno sviluppo sostenibile di questo settore in un immediato futuro.

Forse a questa “chimera” ci si era davvero avvicinati nel lontano 2017, sempre in quella famigerata Intesa, sottoscritta in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti locali che l’allora sottosegretario Pier Paolo Baretta era riuscito a raggiungere dopo discussioni e trattative infinite per arrivare a soddisfare le varie esigenze di tutti.

Purtroppo accordo che nonostante il tempo infinito in cui tutti i protagonisti del gioco avevano “messo il loro” per arrivare ad un testo ritenuto soddisfacente, non ha avuto il bene di essere tramutato in Legge con il relativo decreto attuativo: e guarda un po’ a causa di un ennesimo cambio di Governo che ha fatto “ricominciare tutto da capo” con grande disagio dell’intero settore ludico, delle Regioni e degli Enti Locali senza contare il disappunto per le casse erariali che già avevano pregustato una situazione che avrebbe prodotto notevoli risorse per l’economia del Paese. Stranamente ricorda la Legge Delega sul Gioco che potrebbe nascere oggi e con la fine Legislatura che si sta avvicinando.

Anche allora si era ad un passo dal raggiungere un comparto del gioco sostenibile, obbiettivo che è passato sotto gli occhi di tutti e che ha anche lasciato tutti con la bocca asciutta. Così, nel frattempo, sono passati cinque anni e ci si ritrova nella stessa situazione: a rincorrere un gioco sostenibile ed un riordino nazionale del gioco che potrebbe mettere “tutte le carte in tavola” in modo che siano visibili per il Legislatore che dovrebbe intervenire con una nuova regolamentazione azzerando prima di tutto il resto la Questione Territoriale che “ci piace” ritenere responsabile del mancato raggiungimento della sostenibilità del mondo dei giochi.

Eppure oggi nonostante negli ultimi anni il settore ludico, ma purtroppo anche altri settori, siano stati toccati sia dal periodo pandemico che da altre importanti criticità conseguenti a quell’emergenza, sembra proprio che la sostenibilità del gioco non sembra più rappresentare “una missione impossibile”.

Un buon sostegno per eventualmente raggiungerla è messo in campo dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che opera in un contesto che comprende altre aree oltre al gioco con un atteggiamento accorato e determinato sempre schierato a favore del “suo” gioco che permette di far comprendere come comparti dichiarati a rischio, come il gioco od i tabacchi, rappresentino attività di assoluta importanza per il mantenimento della sicurezza e della legalità: cosa che praticamente indica piena sostenibilità.

Ed oggi anche se ciò stupisce ancora un poco, si riesce a vedere politici e la politica che intervengono in temi “particolarmente delicati” come quello del gioco: sembra che si sia avviato un dialogo che sino a poco tempo fa poteva ritenersi impensabile ed inconcepibile. Certo rappresenta un piccolo passo nella direzione di un contesto davvero sostenibile, cosa che non deve sfuggire di mano, ma colta al volo come uno splendido fiore “prima che appassisca”: e che questa “fioritura” sia il prodromo per portare a termine una missione tanto attesa e sempre meno impossibile .


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 31 Luglio 2022 ore 18:00
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