Gioco d’azzardo: Soffiano venti di cambiamento radicale

tirano venti fiduciosi di cambiamento per il gioco azzardo spinto dalle istituzioni

A prescindere che siano i fondi europei oppure la presenza del Governo Draghi, e della sua pragmaticità, ma sembra proprio che la fiducia, l’entusiasmo ed una ripresa che comincia a “vedersi” stiano influenzando nel far apparire uno scenario “più che soddisfacente” per la crescita del PIL anche in proiezione del secondo semestre dell’anno. Forse, sono state scardinate le previsioni pessimistiche che non lasciavano intravedere ciò che invece si sta avverando, seppur tra discussioni accanite nella maggioranza ed anche con l’opposizione. Di certo, non tutto il mercato è positivo poiché ci sono categorie che fanno fatica a ripartire ma, a prescindere, aleggia un’aria “sbarazzina” che fa guardare in avanti positivamente: forse la campagna vaccinale tanto discussa od il Green Pass così osteggiato stanno facendo da contorno alle imprese che comunque restano aperte e che riescono a vedere un qualche movimento economico positivo, anche se “recuperare ciò che si è perso” diventa una vera chimera, per tutti.

Non tutti però, sono soddisfatti di ciò che sta facendo il Governo, sopratutto per gli aiuti che ancora tardano ad arrivare, ma che il Premier Draghi assicura che verranno gestiti con precisione, cercando di aiutare proprio quelle imprese che sono state soffocate dalla pandemìa e dai tanti mesi di chiusura. Il mondo delle attività di gioco, e di casino italiani, è tra quelle categorie più colpite, insieme al turismo, ma il settore è lì seppur tentennante ma fiducioso nell’attuale Esecutivo a tal punto che spera sia la volta buona per arrivare, una volta per tutte, al riordino nazionale dell’intero settore: se non ora che è il momento del cambiamento “globale”, quando potrà mai accadere? Ed è proprio vero che nel mondo ludico, anche se attualmente non ha ancora il referente diretto che ci si aspetta da un momento all’altro, la fiducia è ben presente e si percepisce che presto ci saranno novità positive per le imprese legali del gioco e dei suoi tantissimi lavoratori: dunque, la stagione delle riforme sta arrivando.

Sarà per merito dell’entusiasmo che è uscito dal Forum di Cernobbio che riesce a trasmettere, anche a mezzo del nostro Ministro dell’Economia Franco, una forte fiducia nei mesi a venire. Infatti nelle conclusioni esternate proprio nello stesso Forum sottolinea che il deficit ed il debito del Paese saranno senz’altro migliori delle previsioni preventivate, poiché il PIL nel 2021 potrebbe crescere quasi del 6%. Cosa che, uscendo dal periodo emergenziale, è da ritenersi un dato positivo per tutti i settori, contando sempre sui contributi europei che aiuteranno l’economia a trovare la giusta strada per una ripresa soddisfacente che si avvia verso un cammino di crescita decisamente migliore, che nel passato. Ma è evidente che tanto dipenderà dal buon impegno dell’industria, ma sopratutto anche dalle nuove strategie normative che, insieme al sostegno del contributo proveniente all’Europa, prenderanno per mano la ripresa del nostro Paese. È davvero tempo di riforme, quindi!

Così risulta inevitabile che il gioco d’azzardo pubblico pensi alla sua riforma nazionale, promessa davvero da tantissimo tempo: quindi, non sono le industrie e gli imprenditori che si “devono dare una mossa”, ma bensì il Governo che deve passare sopra ai facili entusiasmi che scaturiscono da dati più rassicuranti per il Paese, risultati davvero inaspettati, ma Governo che non deve generare richieste di spesa superiori a quanto programmato. Bisognerebbe almeno arrivare al livello di produzione pre-Coronavirus, quindi al 2019: ma non può essere soltanto quello l’attuale obbiettivo di Draghi poiché il Paese deve fare i conti con il crollo del PIL del 2020, con tutta la crisi conseguente al periodo pandemico. In mezzo a tanta “euforia” è evidente che si dovrà ricorrere ad un “tutti uniti come un sol uomo” per mirare a far scendere sempre di più il nostro debito affinché il Paese torni al “miglior passato” economico, seppur gradatamente: per questo da parte di tutti i settori si invocano riforme precise che dovrebbero andare al di là ed al di sopra del PNRR.

Dunque, serve gettare il cuore oltre il piano di ristrutturazione del Paese, guardando al “dopo i programmi del piano” ed andando incontro ad una risalita graduale con un programma prudente ma sempre in ascesa. È questa la meta che il gioco, scommesse sportive comprese, si deve prefiggere sempre con lo sforzo corale che coinvolge tutto e tutti: soltanto così si arriverà a vedere il Paese “felice in tutti i settori” anche quelli più sofferenti e bersagliati dalla pandemìa che ha fatto danni epici che avrebbero “steso” qualunque Paese e che si riusciranno a “rimarginare” soltanto con la forza, il coraggio e la creatività di tutti. E qui serve fare riferimento al mondo dei giochi il cui obbiettivo non deve essere quello di ritornare al 2019, periodo in cui il settore non era già in “acque tranquille” e navigava già nel mare magnum di norme assurde, controverse e discutibili che avevano già portato tutto il settore ad essere “traballante”: infatti il comparto dei giochi, già prima del Coronavirus, era stato bersagliato da interventi istituzionali atipici e dannosissimi.

Colpito fortemente attraverso tassazioni assurde, divieti totali che a posteriori si sono dimostrati un vero problema, danneggiando un mondo che è sempre stato “interessante a livello economico” per tutti gli Esecutivi e che oggi, dopo l’esperienza pandemica, non può certamente produrre quelle risorse a cui i vari Governi erano abituati ad attingere. E non solo: oltre a non produrre le consuete risorse, il gioco legale e sicuro ha perso, in modo particolare durante il periodo pandemico, la sua autorevolezza nei confronti del territorio e della legalità che ha sempre rappresentato in forza delle concessioni dello Stato che sembra continuare a mettere in discussione le “sue Riserve”. Ed è esattamente per questo che serve un “pronto intervento riformista” di tutte le vecchie normative che incombono sul settore del gioco e che non fanno altro che ostacolarlo invece che regolamentarlo. Cosa che se non si farà oggi non troverà più nulla da riformare…


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 27 Settembre 2021 ore 18:00
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