Gioco d’azzardo sicuro: No ai divieti che non servono

gioco azzardo sicuro e responsabile non ha bisogno di divieti che non servono a nulla

Il principio che discende dal titolo di queste righe lo si ripete ad oltranza e spesso diventa oggetto di riflessione in relazione al mondo dei giochi e dei casino online, alle sue norme restrittive, al divieto di pubblicità ai giochi che di fatto ha messo in estrema difficoltà tanti giocatori nella distinzione tra il gioco legale e quello che non lo è affatto.

Ma, di certo, rimane il fenomeno del gioco d’azzardo come intrattenimento, fenomeno non recente di sicuro. In effetti si è convinti che la domanda di gioco esisterà sempre perché il divertimento, ed il gioco fanno parte dell’essere umano e rimane una sorta “di isola felice” dove ci si rifugia per avere un po’ di leggerezza in certi momenti della vita come quello che tutti abbiano sperimentato recentemente con l’emergenza pandemica.

Si è parlato davvero tanto di questo fenomeno ludico che ha fatto “storcere” il naso ai sempre presenti detrattori del mondo dei giochi che non si capacitano di vedere qualcuno che si diverte con i propri giochi preferiti.

Ma a prescindere da ciò che può essere il pensiero dei detrattori, quello che a volte accade è che la troppa assiduità e “vicinanza” ai giochi può creare problematiche che vanno contrastate prima che si concretizzino e che coinvolgano in modo significativo la mente di quel giocatore.

Soggetto che si rivolge al gioco senza consapevolezza rimanendo intrappolato nelle spire del disturbo da gioco d’azzardo che agisce “sotto traccia” e che a volte porta a derive difficili, dopo che si sono insinuate nei pensieri di un qualsiasi soggetto, da riconoscere e da contrastare.

Da qui la necessità che, una volta per tutte, vengano studiate strategie per una prevenzione seria che nulla hanno a che fare con i distanziometri o con le fasce orarie di accensione delle apparecchiature di gioco.

Prevenzione che è l’unico mezzo di contrasto ad un malessere che rischia di diventare veramente un problema e che deve comprendere la ricerca e l’intercettazione di quei giocatori che possono essere coinvolti in un disagio con politiche attive di cura.

Per fortuna oggi i soggetti da disturbo da gioco d’azzardo hanno un’incidenza controllata, ma anche se una sola persona soffrisse di questo disturbo le politiche di prevenzione avrebbero dovuto essere già state messe in campo e non si può tollerare il continuare a sentir dire che “si farà prevenzione”.

E ciò perché serve assolutamente e deve diventare una realtà da attuare con una certa urgenza. Prevenzione che non si può accostare al termine “divieto” oppure “proibito” perché non è questa la strada. Infatti, qui ritorniamo alle righe del titolo: se non esistessero i tabaccai forse nessuno fumerebbe più?

Se gli alcolici sparissero dagli scaffali dei supermercati le persone non ne farebbero più uso? E così per il gioco: se il gioco pubblico fosse vietato, proibito, visto come una messa al bando dalla società i giocatori sparirebbero dalla circolazione?

Oppure tutti e tre i “gruppi d’acquisto” si rivolgerebbero al mercato illegale che offre ciò che si ricerca, sempre e comunque, oltre tutto senza alcuna limitazione.

Invece, serve l’istituzione di un registro serio di auto-esclusione che si occupi delle persone coinvolte: prima di tutto che le circondi e le comprenda in sinergia con la famiglia e dei loro affetti e che le assista in un cammino di recupero: che non le faccia sentire “diverse” perché hanno un problema, né tanto meno giudicate sulla motivazione che le hanno portate a vedere nel mondo del gioco una soluzione alla vita quotidiana.

Il gioco è divertimento e non deve essere altro: non può certamente rappresentare un mezzo o per non lavorare o per guadagnare senza fare nulla “soldi facili”. Quello di cui ci si può rammaricare è che quando è stato emesso il provvedimento di divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse non si sia colta l’occasione di attuare un processo di qualificazione del gioco e della sua domanda.

Oggi ci sono tanti mezzi tecnologici che possono aiutare ad inserire nei giochi tutti i vari step che possono aiutare il giocatore a limitarsi per prevenire di diventare un giocatore problematico.

Tanto serve la prevenzione, tanto non serve nel modo più assoluto chiudere l’offerta del gioco terrestre visto che esiste una domanda imponente verso il gioco online ed inevitabilmente anche verso il gioco illegale del quale non si possono conoscere i dati certi.

Ma non si può fermare il corso dei tempi: si è passati dalla sola presenza di pochi casinò sul territorio ad una presenza del gioco d’azzardo distribuita lungo tutto lo Stivale. Prima non esistevano i telefonini ed ora ci sono tablet, cellulari, PC tutti in grado di raccogliere le tantissime offerte di gioco che vengono proposte e che inevitabilmente suscitano la curiosità dei destinatari.

Prima il gioco d’azzardo era presente con i videopoker gestiti dalla criminalità, ora il gioco pubblico è presente ovunque: nelle sale da gioco e negli esercizi che ospitano le apparecchiature da intrattenimento.

Tutto si è evoluto ed il gioco non può stare fermo al palo: deve confrontarsi con questa realtà ma in tutta sicurezza per i giocatori che sono sempre più in giovane età.

E non ci si deve neppure dimenticare dell’assidua presenza di ADM che controlla e monitorizza con attenzione tutto il gioco pubblico, i suoi gestori, le sue sale da gioco.

Sin dal 2000 ADM è stata il punto di riferimento di tutto il mondo dei giochi e sta operando sul territorio in modo molto attento, difendendo il settore sia dalle restrizioni che vengono imposte ingiustamente che dall’illegalità che sta contrastando slealmente il cammino delle attività legali di gioco.

Quello che necessita sono i controlli: accurati, continui ma sopratutto una riforma della normativa che regolamenta il gioco pubblico che non può più aspettare a fare capolino.

Il mondo ludico deve avere il suo riordino, ma assolutamente non deve sparire dal territorio, sarebbe un errore imperdonabile e controproducente: sia per le imprese che sarebbero costrette a chiudere ed a licenziare i lavoratori ma anche per le casse dello Stato che non avrebbero più il supporto ragguardevole dei giochi.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 25 Giugno 2022 ore 18:00
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